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Missione Patagonia riuscita, gli alpinisti: «Emozione indescrivibile»

di Luca Dini
Missione Patagonia riuscita, gli alpinisti: «Emozione indescrivibile»

Impresa della sezione Cai di Castelnuovo Garfagnana

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CASTELNUOVO Dalla Garfagnana ai confini del mondo: l’epica traversata patagonica di Danilo Musetti e dei suoi compagni. Ci sono viaggi che nascono per sfida e altri che nascono per celebrare una storia. La spedizione “Patagonia Bike & Hike”, ideata e guidata dal veterano del Cai Garfagnana Danilo Musetti, appartiene a entrambe le categorie.

Conclusasi il 4 febbraio con il rientro a El Chalten, l’impresa ha visto un gruppo di atleti locali e non solo misurarsi con uno degli ambienti più ostili e affascinanti del pianeta: la Patagonia cilena e argentina.

Il viaggio ha preso il via il 15 gennaio dalla cittadina cilena di Coyhaique. L’obiettivo della prima parte della missione era ambizioso: attraversare il Cile profondo in sella alle Mountain Bike. Insieme a Danilo Musetti, hanno pedalato i garfagnini David Biagioni e Marco Raffaelli, il senese Stefano Mangiavacchi e il livornese David Curzi. Il team ha affrontato 10 tappe massacranti per un totale di 600 chilometri lungo la leggendaria Carretera Austral, accumulando circa 9. 000 metri di dislivello positivo. Tra salite interminabili, fondi stradali instabili e il celebre vento patagonico che soffia contrario, i cinque sono arrivati stremati ma entusiasti a Villa O’Higgins, lo sperduto villaggio che segna la fine della strada e l’inizio della natura selvaggia. A Villa O’Higgins, la spedizione ha cambiato pelle. Lasciate le biciclette, il gruppo si è mosso tra laghi glaciali e sentieri remoti per varcare il confine tra Cile e Argentina. Una volta raggiunta la celebre località di El Chalten, Biagioni, Raffaelli e Curzi hanno salutato i compagni, mentre Musetti e Mangiavacchi hanno dato il benvenuto alla “squadra alpinistica” arrivata dall’Italia per la seconda parte dell’opera. A rinforzare il team sono giunti i garfagnini Matteo Turri e Massimo Magagnini, insieme al versiliese Nicola Vivoli.

Sotto la supervisione di due esperte guide andine, il nuovo nucleo è partito per la sfida definitiva: la Vuelta al Hielo Patagonico Sur. Attraversare lo Hielo Patagonico Sur significa entrare in un regno di ghiaccio che rappresenta la terza calotta polare più estesa al mondo, dopo Antartide e Groenlandia. Un’immensa distesa che alimenta 48 ghiacciai e si estende per oltre 350 km lungo la dorsale andina. La difficoltà principale non è stata solo tecnica, ma fisica e logistica. In un ambiente privo di rifugi e sentieri, ogni membro del gruppo ha dovuto trasportare uno zaino dal peso di 25-27 kg, contenente l’attrezzatura alpinistica, i viveri per la sopravvivenza e il materiale da campo. Muoversi in queste condizioni tra ghiacciai crepacciati, torrenti di fusione impetuosi e morene instabili, con venti che a 1. 400 metri di quota possono superare i 100 km/h, ha richiesto una tempra eccezionale. Il gruppo è rimasto isolato per 8 giorni, immerso in un silenzio rotto solo dai crolli dei seracchi e dalle raffiche di vento, riuscendo infine a completare la traversata e rientrare a El Chalten il 4 febbraio. Per Danilo Musetti, questo viaggio ha avuto un sapore particolare: un ritorno alle radici.

«Ero stato in queste zone 35 anni fa – racconta Musetti – tornarci oggi è stata un’emozione indescrivibile. Abbiamo voluto dedicare questa piccola grande impresa al 40° anniversario della sezione Cai “Roberto Nobili” di Castelnuovo».

Musetti ha documentato ogni fase del viaggio con riprese video che promettono di lasciare a bocca aperta il pubblico: «Non vedo l’ora di condividere queste immagini durante le serate che la sezione organizzerà per i festeggiamenti del quarantesimo. È stato un sogno nel cassetto che finalmente ho potuto realizzare insieme a veri amici». Musetti non è nuovo a queste imprese.

A novembre aveva effettuato la terza tappa del Great Himalaya Trail con 30 giorni di cammino, circa 380 km, con un dislivello in salita di 24mila mt, superando il Tilman pass (5300 mt) e il Larke pass (5106 mt) , attraversando il Langtang, il Ganesh Himal e la Manaslu Conservation Area. La quarta tappa sarà in autunno con visita in regioni uniche come l’Alto Mustang e l’Alto Dolpo. l

Luca Dini

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