L'episodio choc
Case a 1 euro, maxi truffa in Toscana: sequestrati 10 milioni, indagati professionisti e imprenditori
L’unico vantaggio è arrivato alle società capaci di acquisire crediti d’imposta per milioni di euro senza aver mosso un mattone
Lo spunto iniziale resta lodevole. Acquistare a un euro case abbandonate in zone montane a patto di provvedere al pieno recupero degli immobili.
L’indagine sui lavori mai eseguiti
Quella che, invece, è diventata materia di indagine è la fase affidata a sedicenti professionisti e imprenditori che si sono fatti avanti per ristrutturare i fabbricati. Case rimaste nella precarietà originaria nonostante le spese anticipate dai proprietari convinti dalle lusinghe di chi aveva proposto ai clienti di accedere ai benefici associati al “Superbonus 110” e al “Sismabonus”. L’unico vantaggio è arrivato alle società capaci di acquisire crediti d’imposta per milioni di euro senza aver mosso un mattone.
Le accuse e gli indagati
Accusate in concorso di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, false fatture e falsità ideologica in certificati, cinque persone – due professionisti della Garfagnana e tre imprenditori di fuori regione – sono indagate dalla Procura (pm Lucia Rugani) e sottoposte a una serie di sequestri per un ammontare di circa 10 milioni di euro. Soldi non incassati materialmente dai clienti, ma frutto del credito d’imposta maturato, secondo l’accusa, in maniera fraudolenta.
Le prime denunce e l’avvio dell’inchiesta
L’inchiesta della Guardia di finanza della Tenenza di Castelnuovo nasce con le querele (almeno tre) presentate da alcuni acquirenti brasiliani che aveva comprato gli immobili interessati da lavori di ristrutturazione e riqualificazione.
Indagini in corso e possibili sviluppi
Le indagini sono in una fase iniziale e non sono esclusi sviluppi ad ampio raggio in un settore, quello delle truffe nell’edilizia, alimentato dai vari bonus a pioggia.
Le promesse dei lavori “a costo zero”
Gli indagati avevano promesso ai neo proprietari di eseguire i lavori “a costo zero” utilizzando incentivi statali che, in realtà, non sarebbero spettati.
La ricostruzione della Guardia di finanza
«L’illecita condotta è stata posta in essere da due imprenditori coadiuvati da altrettanti professionisti che rilasciavano la documentazione necessaria per l’ottenimento dei crediti di imposta» spiegano dal comando provinciale delle Fiamme Gialle.
L’uso illecito dei crediti d’imposta
Un connazionale dei truffati, operando come procuratore speciale degli ignari acquirenti degli immobili, impiegava i crediti di imposta in altre operazioni non autorizzate, mettendoli comunque a disposizione degli altri indagati e delle loro società.
I crediti generati tra 2021 e 2025
Secondo la ricostruzione dei finanzieri tra il 2021 e il 2025, sono stati generati oltre 10 milioni di euro di crediti di imposta, gran parte monetizzati attraverso l’istituto giuridico della cessione del credito.
Gli acquirenti stranieri e il progetto delle case a un euro
Gli acquirenti degli edifici da ristrutturare sono stranieri, in prevalenza sudamericani, che avevano visto nel “vantaggioso” acquisto un’opportunità per il futuro con l’intento di trasferirsi in Italia al raggiungimento della pensione. Non ci sono solo le case a un euro nel comune di Vergemoli, ma anche in altri territori dell’alta Garfagnana. Una proposta pensata per ripopolare le zone montane in cambio di una risposta contro l’abbandono dei paesi.
Il sequestro preventivo disposto dal gip
La Procura ha chiesto e ottenuto dal gip Alessandro Dal Torrione un decreto di sequestro preventivo nei confronti degli indagati e delle società da loro amministrate disponendo, in caso di incapienza l’aggressione dei patrimoni a loro direttamente riconducibili. Le operazioni di perquisizione e sequestro sono state effettuate nelle sedi legali e operative delle società coinvolte presenti nelle province di Lucca, Venezia, Treviso, Latina e Napoli.
La nota della Guardia di finanza
«L’operazione svolta testimonia l’impegno profuso dalla Guardia di finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria, al contrasto delle più perniciose forme evasive e di frode ai danni dello Stato – sottolineano al comando provinciale – . Garante della corretta gestione ed utilizzo delle risorse pubbliche attraverso un’efficace ed integrata azione repressiva e preventiva, finalizzata a preservare la leale concorrenza tra le imprese e a tutelare i cittadini e gli imprenditori onesti».
