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Il Livorno si gode il gioiellino Gabbiani: «Il gol è venuto d’istinto, che goduria correre sotto la Nord. Da bimbo giocavo a rugby, poi...»

di Alessandro Bernini

	La rovesciata vincente di Gabbiani contro l'Ostia Mare
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La rovesciata vincente di Gabbiani contro l'Ostia Mare

Attaccante classe 2006, la sua spettacolare rovesciata ha deciso il match contro l’Ostia Mare e anche Sky ha repostato il video del gol sui canali social facendolo diventare virale

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LIVORNO.Ci ha fatti sobbalzare. Stropicciare gli occhi. Cercare subito online quel gol in rovesciata per vederlo e rivederlo. Anche Sky ha voluto riproporlo, perché meritava davvero una platea più ampia dello stadio. Il Livorno ha trovato la sua pepita d’oro, si chiama Giacomo Gabbiani e ha il vizio di fare cose straordinarie. Domenica, contro l’Ostia Mare, ha fatto esplodere il Picchi con quella prodezza: il gol dell’1-0 finale, quarta gemma personale in campionato, una rete che ha regalato tre punti d’oro. «Sono gesti che ho sempre fatto. A volte può essere un’arma a doppio taglio, ma sono cose che vengono d’istinto. Lo senti subito se può essere gol». Classe 2006, arrivato in prestito dalla Cremonese, Gabbiani sta dimostrando che l’età è solo un dettaglio quando hai l’istinto del killer nell’area di rigore. Di certo con Cristiano Lucarelli (che di gol un po’ se ne intende...) ha trovato l’allenatore giusto per giocare, crescere, essere valorizzato.

Le meraviglie in Primavera

Punta centrale di grandissimo prospetto, Gabbiani cresce nel vivaio della Cremonese, dove si mette in luce a suon di gol prima di esplodere definitivamente nella stagione 2024/25, chiusa con lo straordinario titolo di capocannoniere del campionato Primavera 1 grazie a ben 28 reti. Un biglietto da visita che si trasforma in un pass per il calcio dei grandi: la scorsa stagione ha infatti assaggiato per la prima volta la durezza del campionato professionistico giocando nella Giana Erminio: 26 presenze, 1 gol, 1 assist. Impatto non soft ma a questi livelli bisogna sempre mangiare pane secco.

Livorno e la corsa sotto la Nord

Il matrimonio tra il giovane attaccante e Livorno è stato un colpo di fulmine estivo, nato quasi all’improvviso durante la preparazione precampionato: «Ero in preparazione a Cremona - ha detto Gabbiani - ho parlato con il direttore e il procuratore: è venuta fuori questa grande possibilità per rimettermi in gioco e senza pensarci due volte ho deciso di venire qua. Passati due o tre giorni ero già in ritiro a Fanano». Il ds Lucarelli ha provato in ogni modo a strappare qualcosa in più del prestito secco ma (purtroppo) la Cremonese ha subito detto "no". Un impatto immediato con una tifoseria calda e passionale, che ha subito esaltato il suo istinto da centravanti: «Per un attaccante il gol è vita, è fondamentale. Questa è la mia prima esperienza vera tra i grandi, con una tifoseria così calda. A Cremona in Primavera esultavo coi compagni o coi miei genitori in tribuna, ma le emozioni qui sono totalmente diverse: quando segni davanti a una curva così puoi solo andare lì sotto a esultare. Ne parlavo con tutti, lo sapevano quanto ci tenessi a correre sotto la Curva Nord».

Dal rugby al sogno Serie A

La passione per lo sport nasce da lontano, anche se all’inizio la palla non era rotonda ma ovale: «Dai 3 ai 6 anni facevo rugby, ma ero un giocatore atipico: non mi piaceva troppo il contatto fisico, prendevo la palla e correvo a fare meta. Lì ho capito che dovevo cambiare sport». Un percorso protetto e sostenuto dall’affetto della famiglia: «I miei mi seguono da quando son piccolo, han visto tutte le partite. E anche con la mia sorellina piccola, che magari era obbligata a venire al campo e sorbirsi tornei di tutta la giornata: sono i miei fan numero uno».Il campo, per lui, rappresenta una vera e propria terapia quotidiana: «Quando c’è qualcosa che non va bene, l’unica azione che mi aiuta è andare al campo, mettere le scarpe e staccare completamente la testa per quelle tre ore a non pensare veramente a niente, qualsiasi siano i problemi esterni».Il tutto con il grande obiettivo di una vita: «Il mio sogno fin da bambino è l’esordio in serie A per poi vedere cosa viene dopo».

Sincerità ed egocentrismo

Ragazzo molto sveglio Gabbiani. «Io mi descrivo come un ragazzo simpatico, perfezionista e molto autocritico. Se invece devo dire come mi vedono i miei amici, direi divertente, disponibile e secondo me anche un po’ egocentrico, perché non mi piace passare inosservato». Nel quotidiano spicca una fissa precisa legata all’ordine: «Ho la mania del pulito. Mi piace avere sempre tutto in ordine, dai vestiti alla camera, qualsiasi cosa. E fortunatamente in casa con Samuele Ragazzetti mi trovo bene su questo aspetto, che è importante perché sennò non vivo sereno».Diretto e senza peli sulla lingua nel suo modo di vivere il quotidiano, Giacomo non ama i giri di parole: «Cosa mi fa arrabbiare in due secondi? Forse quando sto cercando di spiegare qualcosa a qualcuno che o non capisce, o fa finta di non capire, o non vuole capire e va avanti con le sue idee senza ascoltare quello che gli sto dicendo. La pazienza non è proprio dalla mia parte. E tra dire una verità scomoda e raccontare una piccola bugia, scelgo tutta la vita la verità scomoda».

Lo spogliatoio

Infine, uno sguardo allo spogliatoio e al gruppo amaranto che lo ha accolto: «Mi sono trovato bene con tutti fin da subito, dai più giovani a quelli un po’ più vecchi che sono disponibilissimi. Se devo fare dei nomi dico, Calabrò e Bonassi, oltre a Ragazzetti che conoscevo già a Cremona. Sappiamo quanto vale questa maglia e vogliamo continuare a lottare per portarla in alto». Con una fame così e colpi di genio come la rovesciata di Ostia Mare, il futuro è tutto dalla sua parte.Quella rovesciata e IgorIeri sul web si sprecavano i paragoni con una celebra rovesciata da Igor Protti, sempre al Picchi. Anche Cristiano Lucarelli ci ha pensato: «Se mi ha ricordato Protti? Quella movenza sì, devo dire che trovato delle similitudini. Mi auguro che voglia somigliare a Igor ogni domenica».

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