Livorno, Cristiano Lucarelli e l'ipotesi dimissioni: oggi è il giorno decisivo
L’allenatore amaranto continua a pensare a lasciare l'incarico. Lungo colloquio anche col fratello, il mal di pancia si è acuito negli ultimi giorni
LIVORNO. Due punti nelle ultime quattro giornate. E tanti, troppi grattacapi. Come quelli che hanno portato mister Cristiano Lucarelli a delle riflessioni sulla sua permanenza in panchina, dopo due settimane per lui turbolente.
Una riflessione forse “di pancia” dopo gli ultimi avari risultati, un fulmine a ciel sereno per squadra e tifosi che di certo non si aspettavano questo brutto scenario, nonostante il risultato di San Benedetto del Tronto abbia lasciato tanto amaro in bocca per come è maturato.
Ieri, domenica 25, Lucarelli ha ricevuto diverse telefonate, ma l’idea di dimettersi gli ronza ancora nella testa. Troppe parole in giro che non gli sono piaciute, la forte sensazione che la bontà del suo lavoro non venga riconosciuta, un pessimismo nell’aria che proprio non riesce a digerire. Ne ha parlato col fratello e con gli amici più stretti, cercando di isolarsi da tutto il resto.
Oggi sarà la giornata decisiva. In un senso o nell’altro. Possibile che alla fine l’amore di Cristiano per questa maglia finisca per convincerlo a restare. Ma i dubbi sono tanti.
C’è poi da mettere in conto anche un’altra situazione. In caso di dimissioni di Cristiano, di certo Esciua le respingerebbe. Ma Lucarelli non avrebbe problemi ad andare a dritto nella sua scelta rinunciando anche allo stipendio.
Dalle Marche la truppa amaranto si porta a casa se non altro la rete di Gabbiani, che torna a segno dopo la doppietta contro la Pianese di un mese fa (in quella che è l’ultima vittoria del Livorno): terzo sigillo per l’attaccante 2006 che raggiunge i compagni Malagrida e Malotti a quota tre reti in classifica marcatori. Ma si porta a casa anche la terza sconfitta stagionale in undici gare, dopo quelle di Spezia e Pescara. Lontano dal “Picchi” non è ancora arrivato il primo successo, che sarebbe stata una giusta ricompensa per il centinaio di tifosi livornesi che hanno percorso quasi 500 km per sostenere i ragazzi al “Riviera delle Palme”.
A sorridere sono stati i rossoblù che hanno ritrovato la vittoria interna dopo sei mesi, abbandonando il penultimo posto in classifica.
Il Livorno ha concesso pochissimo, ma le due sole sbavature sono costate la partita.
Guardando le statistiche si capisce che gli amaranto la loro partita hanno provato a farla: 14 i tiri totali del Livorno contro i 4 dei marchigiani. Che però hanno tirato in porta tre volte, trovando due reti, mentre Malotti e compagni hanno tirato nello specchio solo due volte. Con i gol di ieri la differenza reti recita “0”: 16 le reti segnate, altrettante quelle subìte.
La situazione degli infortunati certo non ha aiutato. Lucarelli alla vigilia ha ricordato di avere un solo terzino di ruolo disponibile, Rizza, e di aver portato in panchina diversi elementi non utilizzabili. Regazzetti è fermo dopo l'intervento chirurgico programmato, per uno stop di circa un mese. Fuori anche Falasco e Di Carmine, mentre Arrigoni non era al meglio e a centrocampo ha giocato Bacciardi. Assente anche Aramu. Peralta è rientrato nel finale, Gentile è stato utilizzato a gara in corso.
Come al solito, non c'è tempo per leccarsi le ferite. Mercoledì alle 18 il Livorno sarà a Spezia per gli ottavi di finale di Coppa Italia, senza poter contare sul supporto dei propri tifosi per decisione della Prefettura. Con la speranza di recuperare qualche acciaccato e presentarsi a ranghi un po’ più completi, in un campo ahimé tradizionalmente ostico per i colori amaranto. Al “Picco” alla terza giornata di campionato è arrivata la prima sconfitta stagionale del Livorno. Che farà di tutto per farsi perdonare l’opaca prestazione di sabato, ma non sarà affatto facile contro la capolista imbattuta del girone.
Domenica 1 novembre alle 17.30 al “Picchi” arriva l'Ostiamare, reduce dal ko con il Vado.
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