Il Tirreno

La sentenza

Massa, scambio di offese studente-prof: il docente viene sospeso

di Pietro Barghigiani

	Il tribunale di Massa
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Il tribunale di Massa

ll Tribunale respinge il ricorso dell’insegnante: aveva dato del cretino e del “c.....e” al ragazzo in classe

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MASSA. Uno scambio di offese tra studenti e professore con il docente che, anziché interrompere una lite verbale, l’avrebbe alimentata aumentando il carico di insulti verso due ragazzi. Episodi non isolati nei primi mesi del 2024 che vennero raccontati con una lettera alla dirigente scolastica e anche con una sottoscrizione di parte dei compagni di classe.

Di qui la sospensione per un giorno comminata dalla dirigenza scolastica al professore, conosciuto per alcuni eccessi verbali verso gli studenti, ma anche per i giudizi sulle colleghe. Un esempio? Una professoressa definita di fronte alla classe una con un cervello da gallina.

Il docente di ruolo di materie letterarie in un istituto superiore di Massa ha impugnato la sanzione disciplinare, ma il Tribunale (giudice Rossella Soffio) ha confermato il provvedimento ritenendolo congruo e proporzionato. Scrive il giudice che l’adulto, titolare di funzione educativa non deve «subire le villanie altrui, ma certamente non rendersene a sua volta autore».

Il fatto

Un primo scontro era nato al momento di una verifica di storia. Il ragazzo si era giustificato dicendo che era morta la nonna e non aveva potuto studiare. Il prof ha spiegato al giudice di aver concesso al 17enne «qualche giorno: tuttavia lui era stato assente un’intera settimana sapendo di dover fare la verifica».

Le offese

Al rientro in classe era arrivato lo scontro. «Quando io glielo ho contestato, mi ha offeso dicendomi che ero un cretino, deficiente, non sapevo insegnare, non capivo niente – ancora il docente –. A quel punto io ho risposto dicendo che il cretino era lui, che era un coglione. Riconosco a sua domanda di avergli anche detto “fammi vedere cosa sai fare” e di avergli detto “cafone”. Non ho detto altre parole. È vero che ho sbattuto la mano sulla cattedra ma non sul banco del ragazzo».

L’altro caso

Le frizioni erano state segnalate anche per un altro studente. Sempre il professore ha dichiarato che il ragazzo aveva contestato i suoi insegnamenti. «Non è assolutamente vero che io gli ho detto “coglione, ti farò piangere”: se l’è inventata lui: io gli ho detto “arrogante” “prepotente”, non sono mai sceso a quel livello che lui sostiene».

L’interrogazione

Una studentessa davanti al giudice ha ricostruito premessa e scontro prof-studente. «La nonna gli era morta davvero e chiedeva di essere interrogato la settimana successiva - ha messo a verbale -. Il professore insisteva nell’interrogarlo quel giorno dicendo che il lutto durava solo tre giorni. Preciso che si sono insultati reciprocamente nel senso che gli ha detto che era uno stronzo e che con questo modo di fare, “il matto che lo picchia prima o poi lo trova”. Il professore sbatteva le mani sul banco dicendo “fammi vedere cosa sai fare” e forse gli ha dato del cretino. Devo dire che più volte sono successe situazione di crisi con il professore».

Doveri di educatore

Il giudice non nega la provocazione del 17enne che aveva aggredito il docente con frasi offensive, ma un professore è anche un educatore. E non può replicare, mettendosi sullo stesso piano di chi lo insulta, soprattutto pronunciando parole offensive davanti a tutta la classe. Sanzione corretta e giustificata.
 

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