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Livorno, parte il toto-allenatore: Venturato sempre più lontano – Tre nomi in lizza per la panchina amaranto

di Flavio Lombardi

	Da sx Marco Amelia, Mimmo Di Carlo e Ivan Tisci
Da sx Marco Amelia, Mimmo Di Carlo e Ivan Tisci

Dopo aver espletato tutte le formalità che portano il Livorno ad una regolare iscrizione al campionato: adesso c’è da programmare la nuova stagione, a partire dalla scelta del tecnico

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LIVORNO. Dopo aver espletato tutte le formalità che portano il Livorno ad una regolare iscrizione al campionato, è iniziato il conto alla rovescia su altri fronti. Ora, tocca al passo successivo. Quello di sciogliere il nodo più importante della programmazione per la prossima stagione.

Frenata su Amelia

Chi sarà l’allenatore? Venturato sempre più sullo sfondo, se fino a non troppi giorni fa il nome di Marco Amelia sembrava fra gli accreditati in pole position per raccogliere l’eredità tecnica della panchina amaranto, gli ultimi sviluppi raccontano una pista che si è raffreddata, con un toto allenatore che resta un rebus. Amelia sembra essere tornato a guardarsi intorno. Resta aperta la pista che porta alla Primavera della Roma, società alla quale è legato da un passato importante e che starebbe valutando il suo profilo all’interno del nuovo corso tecnico. Non solo. Nei giorni scorsi sarebbe arrivata anche una proposta dal Palermo, sempre nell’ambito del settore giovanile. Un’opportunità che assume un peso particolare considerando che il club rosanero fa parte della galassia del City Football Group, il network internazionale controllato dal Manchester City che gestisce numerose società in tutto il mondo. Le altre figureNel frattempo il Livorno, Amelia o no, deve accelerare. Il club entro i primi di luglio, quando ormai i contratti al 30 giugno saranno superati, dovrà ufficializzare in Lega una serie di figure chiave. Si parte dall’allenatore della prima squadra, il suo vice, il tecnico della Primavera, il direttore sportivo e medico sociale. Su quest’ultimo fronte resta ancora avvolta nell’incertezza anche la situazione legata a Porcellini, sulla quale al momento non emergono novità significative.

Tisci e non solo

Le quotazioni per la panchina amaranto raccontano oggi una corsa più aperta che mai. Esciua forse ha perso il conto delle audizioni. Ci saranno profili che magari lo hanno convinto il giusto, e quelli ritenuti fuori portata perché costano troppo ed hanno ambizioni marcate. Resta in piedi la traccia che porta a Ivan Tisci, più sfilata quella per Amelia e se si volesse fare un gioco di percentuali, si possono attestare entrambi con un 15% ciascuno. Resta un 70% dove si trova il mare magnum di mister che potrebbero essere ingaggiati. E con una sorpresa sempre possibile.

Occhio a Di Carlo…

Tra i profili monitorati, continua a comparire quello di Domenico Di Carlo. Un nome che rappresenta da tempo una sorta di chiodo fisso specialmente per Alessandro Doga, sempre più vicino alla conferma nel ruolo di direttore sportivo. Tuttavia, proprio l’identikit dell’allenatore veneto appare oggi uno dei più difficili da immaginare sulla panchina amaranto. Di Carlo appartiene infatti a quella categoria di tecnici esperti che attendono il progetto giusto piuttosto che accettare qualsiasi destinazione. Il suo curriculum parla da solo: esperienze in Serie A con Chievo, Sampdoria, Parma, Cesena e lo stesso Livorno, oltre a numerose stagioni tra Serie B e Serie C. Un allenatore abituato a lavorare in contesti competitivi e con obiettivi dichiaratamente importanti. Le ultime indicazioni lo collocano ancora nell’orbita del Gubbio, dove ha ottenuto risultati positivi e conquistato i playoff. Proprio in Umbria, però, sarebbero emerse alcune divergenze con la proprietà legate alla costruzione della futura squadra. Di Carlo vorrebbe infatti un organico in grado di alzare l’asticella delle ambizioni, mentre il club sembrerebbe orientato verso una linea più prudente e sostenibile. Ed è proprio questo aspetto a rendere complicato un eventuale approdo a Livorno. Se il motivo delle frizioni con il Gubbio riguarda la richiesta di una squadra più competitiva, appare difficile immaginare che il tecnico possa lasciare una situazione conosciuta per sposare un progetto che, almeno nelle intenzioni dichiarate dalla proprietà amaranto, non nasce con l’obiettivo immediato di vincere il campionato a tutti i costi. A incidere c’è poi anche il fattore economico. L’ingaggio di Di Carlo si aggira attorno ai 90 mila euro, una cifra che difficilmente rientra nei parametri di sostenibilità che il presidente Joel Esciua ha più volte ribadito come linea guida del club. Il Livorno continua quindi a cercare un allenatore capace di garantire qualità tecnica e prospettiva, ma anche compatibile con il budget societario. 
 

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