Il Tirreno

Livorno

La protesta

Occupazioni nelle scuole di Livorno, il fronte si allarga: chi sono i 55 ex rappresentanti che sostengono la protesta

di Francesca Suggi

	L'occupazione al Cappellini 
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L'occupazione al Cappellini 

Hanno sottoscritto un documento ufficiale per esprimere la loro piena, incondizionata solidarietà ai ragazzi e alle ragazze che in questi giorni stanno portando avanti le occupazioni nei vari istituti del territorio

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LIVORNO. E adesso si fa sentire la voce degli ex studenti. O meglio degli ex rappresentanti d’istituto delle 8 scuole cittadine da lunedì 2 novembre in lotta. Una protesta che si è tradotta, per tutti gli istituti, in occupazione. La mobilitazione studentesca dei licei Cecioni, Niccolini-Palli, Enriques, dell’Itis, del Bco - Geometri, Ipsia, Orlando - e del Vespucci-Colombo travalica i confini delle singole aule ed incassa un importante, e per certi versi inedito, endorsement generazionale. Ben 55 ex rappresentanti degli studenti – che negli anni passati hanno guidato i consigli d'istituto delle principali scuole superiori della città – hanno sottoscritto un documento ufficiale per esprimere la loro piena, incondizionata solidarietà ai ragazzi e alle ragazze che in questi giorni stanno portando avanti le occupazioni nei vari istituti del territorio.

Sostegno incondizionato

Un sostegno che non si limita a una formula di stile, ma che entra subito nel merito del clima che si respira all'interno e all'esterno delle scuole, contrapponendo l’atteggiamento di una parte del corpo docente a quello assunto da alcuni dirigenti scolastici. Nel testo firmato dagli ex rappresentanti si sottolinea infatti con favore la scelta di decine di professoresse e professori di accogliere e supportare la protesta in corso. Al contempo, la nota solleva una forte critica verso le chiusure istituzionali: «Ci appare inquietante la presa di posizione di alcuni dirigenti, che con parole più o meno melliflue minacciano e redarguiscono chiunque sostenga questa lotta». Al centro del dibattito vi è soprattutto la contestazione dei metodi scelti dagli studenti e le accuse piovute da più parti contro l'efficacia e la legittimità della forma di lotta. Gli ex rappresentanti respingono con forza le etichette di antidemocraticità e di pericolosità affibbiate a chi sceglie l'occupazione: «Viene detto, dinanzi a delle richieste talmente giuste e inattaccabili, che il metodo scelto dagli studenti è pericoloso, sbagliato, antidemocratico. Che avrebbero dovuto chiedere il permesso e magari fare un foglio da mandare al Ministero».

Le nostre stesse richieste

È a questo punto che il documento si apre a una riflessione politica più ampia, basata sull'esperienza diretta di chi ha vissuto i banchi e la trafila burocratica delle rappresentanze istituzionali: «Osservando però le richieste che portano avanti gli studenti ci sembra che in molti casi siano le stesse che facevamo noi alle Province e ai Governi di turno, noi che troppe volte forse abbiamo chiesto il permesso e mandato fogli di richieste a Roma». Una presa d'atto lucida, che si trasforma in un duro atto d'accusa contro la politica e le istituzioni: «Ebbene, in dieci anni di proteste più o meno radicali, sia con governi di centrosinistra che di centrodestra, la comunità scolastica in toto si è ritrovata con meno strumenti, meno finanziamenti e meno personale: diventa perciò legittimo alzare la voce, usare strumenti più radicali per riuscire a farsi sentire».

Nel testo si ricollegano le ragioni della base studentesca alle grandi criticità strutturali del settore pubblico, richiamando un dato allarmante sul futuro prossimo della scuola italiana: «Ricordiamo che il Governo ha previsto il taglio di quasi 15.000 tra docenti e personale nei prossimi due anni». Una prospettiva che, unita al carovita e alle scelte di bilancio statale, rende la mobilitazione l'unica via rimasta percorribile per scuotere l'opinione pubblica. Gli ex rappresentanti ricordano infine come la protesta di Livorno si inserisca in un mosaico nazionale ben più vasto: «Come dicevano le docenti e i docenti, questa mobilitazione non solo sta avvenendo in tutte le scuole della nostra città, ma in tutto il paese. Venerdì scorso 20mila persone nella nostra città e oltre un milione in tutta Italia sono scese in strada contro il carovita, contro i tagli a istruzione e sanità, contro i finanziamenti multi miliardari al settore della guerra; la comunità studentesca ha solo deciso di rilanciare quelle richieste con lo strumento di lotta più forte che possiede, l’occupazione». La nota si chiude con un monito netto e un augurio militante: «Di fronte a governi sordi alle richieste pacate, è bene alzare la voce. In bocca al lupo a tutte le scuole occupate».

I firmatari dell'appello

L'elenco integrale dei 55 ex rappresentanti delle scuole superiori di Livorno che hanno sottoscritto il comunicato di solidarietà.

Liceo Niccolini-Palli: Leonardo Niccolai, Dario Mainardi, Clelia Nerici, Giulia Monaco, Andrea Camiciotti, Gabriele Ciangherotti, Caterina Gazzetti, Alice Zambardino, Diletta De Spirito, Alessandro Bacciottini, Anna Carnemolla, Edoardo Parello, Aurora Trotta, Cecilia Ciocca, Sofia Stellati, Anna Ribechini, Caterina Russomanno.

Liceo Cecioni: Davide Amato, Simo Pedini, Isola Scarpellini, Samuele Ricci, Lorenzo Vallati, Elena Gregori, Luca Avelardi, Alice Morelli, Dana Bellato, Giulia Sozzi, Gioele Reginato, Ian Trujillo Duran, Jaya Palomba, Andrea Repetti, Giada Roccotelli, Gianmarco Morettini, Gabriele Fasciano.

Liceo Enriques: Tommaso Benvenuti, Devid Mortellaro, Martina Marianucci, Adele Avelardi, Edoardo Manasia, Vittorio Cateni, Alberto D’errigo, Marzia De Santis, Giulio Bardi, Francesco Carrieri, Giulia Assotourian, Mariam Sayed.

Itis Galilei: Diego De Ranieri, Francesco Antoni, Martina Giolli, Mirta Bocelli.

Nautico Orlando: Paolo Manzini, Simone Bernardi, Leonardo Piazza. Ipsia Orlando: Michele Braccini, Nicola Nocchi.

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