L’incidente
Livorno, la Distilleria Elettrico si allarga: «Produzioni e visite al Picchianti, vogliamo insegnare un mestiere» – La data e il progetto
Il titolare Fabio Elettrico, insieme al figlio Pier Cristian, rilancia: ««Alle persone curiose faremo capire come nasce un gin, come nasce un amaro, come nasce un liquore»
LIVORNO. Cosa accade dietro e dentro a una bottiglia. Trecentocinquanta metri quadri di "Spiriti labronici" per raccontarlo. Fabio Elettrico l’ alchimista livornese del Bitter Amaranto, pluricampione del mondo, si allarga in quel del Picchianti. Dal cuore di via dell’ Antimonio i distillati e i liquori suoi e di suo figlio Pier Cristian portano Livorno sui podi mondiali del settore, ma le radici sono ben piantate in città.
Il futuro
Si macinano futuro e progetti nuovi in quel maxi laboratorio-shop che sarà inaugurato a inizio anno. «Non si tratta di un nuovo luogo di produzione, ma di una scelta di vita, io la chiamo seconda nascita della Distilleria Elettrico. Sarà una distilleria aperta, un luogo nel quale produzione, cultura, esperienza e territorio possano in qualche modo, diciamo, incontrarsi. E accanto agli spazi dedicati alla lavorazione e alla produzione dei nostri distillati e liquori, vogliamo realizzare un percorso di visita», così Elettrico senior, 53 anni, che presenta la nuova veste della pluripremiata Distilleria Elettrico e figli. Il marchio non cambia, sia mai. È tra i più conosciuti al mondo, nel settore. E in queste settimane e in quelle future la priorità è andare avanti coi lavori, mentre in via dell’Antimonio si continua a produrre.
La distilleria aperta
Un nuovo capitolo che si apre. E un’altra storia pronta a raccontarsi. «La nostra - dice - è ormai una storia che dura da molti anni. Dopo oltre 15 anni che abbiamo trascorso nel liquorificio di via dell’Antimonio, finalmente abbiamo sentito la necessità di fare un passo diverso, di tentare di ingrandirsi con mille paure». E si guarda all’inaugurazione. «L’obiettivo nostro sarebbe quello di riuscire ad aprire la nuova sede entro la fine del 2026, al più tardi nei primi mesi del 2027, ma spero veramente a gennaio perché, insomma, i costi iniziano ad essere importanti». Due volte e mezzo la sede attuale, tante potenzialità: la casa del gettonatissimo Bitter Amaranto si allarga.
Liquorificio-scuola
La nuova distilleria prende forma in una struttura decisamente più grande. «Vorremmo dare proprio la possibilità alle persone di entrare all’interno della distilleria, vedere da vicino cosa accade dietro una bottiglia, come nasce una bottiglia, conoscere le botaniche, conoscere l’alambicco, le infusioni, i tempi di lavorazione e le scelte che si fanno per far nascere un prodotto, da materia prima al liquore, o distillato». E si vuole puntare anche sulla "componente didattica" legata a un turismo di settore: «Vorremmo riuscire ad organizzare delle piccole lezioni di distillazione, una sorta di mini scuola che poi sarebbe unita ai percorsi che uno può organizzare magari con i turisti». Raccontare non un prodotto da vendere, ma un mestiere. «Alle persone curiose - prosegue Elettrico - faremo capire come nasce un gin, come nasce un amaro, come nasce un liquore».
Livorno nei liquori
Non manca di sottolineare Fabio Elettrico, il mastro distillatore, che i prodotti strizzano sempre l’occhio all’identità della città. Dalle etichette agli ingredienti usati, compreso i nomi scelti. Un esempio su tutti, il Bitter Amaranto: 18 premi internazionali si conferma anche nel 2026 come il bitter più premiato al mondo. Più le altre medaglie internazionali Amarangela, Ginerator Navy Strength, Le NoirGin, Fulmine Nero e l’intera "Spiriti labronici collection". Dall’Ampolla d’Oro di "Spirito autoctono" ai prestigiosi riconoscimenti ottenuti tra Germania, Londra e Francia. «Dietro i nostri prodotti e successi c’è Livorno: la distilleria è nata e cresciuta qui. La mia città, la Toscana è sempre nelle nuove bottiglie che produciamo. E questa, per me, questa nuova sede vuole ancor di più rafforzare questo legame. Un luogo sicuramente più grande, più organizzato e più adatto alla produzione, senza ombra di dubbio, ma soprattutto un luogo nel quale vorremmo accogliere persone, enti, turisti, operatori del settore, oppure semplicemente degli appassionati».
Padre-figlio
Nella cabina di regia è solido il rapporto padre-figlio. «Senza ombra di dubbio, non mancherà la mia presenza, quindi Fabio, ma non mancherà la presenza di Pier Cristian e di mia moglie Leonella che saranno, come sempre, le tre persone a coordinare». In sostanza un giorno il testimone di questo impero artigianale alcolico fatto di botaniche segrete e passione passerà a Pier Cristian: «Chiaramente ognuno, con il con il proprio ruolo, avrà sempre un unico obiettivo: continuare a far crescere l’azienda in modo artigianale e soprattutto indipendente, senza perdere quelle componenti familiari e quella libertà di sperimentazione che ci hanno, da sempre contraddistinto e accompagnato fin dall’inizio». Lasciare il "primo amore" di via dell’Antimonio crea un mix tra emozione, nostalgia. Ma la voglia di futuro e novità è tanta. «Prevale soprattutto la voglia di vedere quello che riusciremo a costruire nei prossimi anni: non voglio realizzare soltanto una nuova una nuova distilleria, ma vogliamo creare, voglio creare a Livorno un luogo nel quale la distillazione possa essere prodotta, raccontata, insegnata e vissuta». E svela: «Per noi Livorno continua ad essere, diciamo, per noi un faro, una fonte di ispirazione, sembrerà una banalità, ma spesso quando devo riflettere anche solo per 10 minuti, magari per come dovrà essere domani un progetto, è essenziale andarmene al mare, ascoltare la musica del mare che mi dà la forza: è quell’ingrediente segreto che poi il giorno dopo mi risolve tanti problemi».
Spiriti labronici
E dall’anima del mastro distillatore esce anche il nuovo brand "Spiriti Labronici", a conferma di quanto Livorno sia la guida. «Spiriti Labronici è una linea composta da 25 liquori artigianali, ognuno con una propria identità, un colore, un profumo e una personalità distinta. Non è solo una collezione di liquori. È un manifesto liquido di territorio», chiude Elettrico. Tra questi Amaricante (Amaro bitter), Amarangela (l’amaro di famiglia); Aperomare (aperitivo con l’acqua di mare)Rubino degli Dei (alla melagrana).
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