La tragedia
Livorno, il sospetto dei buttafuori violenti a Calafuria: «Mi hanno picchiato a sangue» – Il racconto choc
Denunciati tre addetti alla sicurezza del locale per fatti avvenuti il 12 settembre nel parcheggio. Il legale del ragazzo: «Aveva lividi e ferite e ha rischiato anche di perdere la vista»
LIVORNO. Gli addetti alla sicurezza l’hanno trascinato fuori dal locale poi, mentre uno faceva da palo e l’altro lo teneva fermo, un terzo buttafuori l’avrebbe preso a pugni sul volto. È questa la ricostruzione alla base della denuncia che un 22enne ha sporto nei confronti di tre bodyguard della discoteca “Precisamente a Calafuria” relativamente a fatti avvenuti lo scorso 12 settembre. E adesso, alla luce della chiusura del locale disposta dal questore proprio in ragione di «gravi criticità emerse (quella stessa notte, ndr) nella gestione della sicurezza tra cui un uso illegittimo della forza fisica», «la famiglia del ragazzo – spiega l’avvocato Matteo Vannucci – si riserva, all’esito delle indagini e se dovessero emergere irregolarità, di agire anche nei confronti dei titolari del locale». Ma andiamo con ordine.
Il caos
È la notte del 12 settembre quando il numero unico di emergenza 112 riceve la segnalazione di un’aggressione avvenuta fuori dal locale di Calafuria e gira la chiamata ai carabinieri della Compagnia di Livorno, che intervengono trovando sul posto un ragazzo col volto sanguinante. Il giovane (22 anni) viene sentito e poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno, da cui sarà dimesso con 17 giorni di prognosi.
«Picchiato a sangue»
Il 22enne ha raccontato di trovarsi all’interno del locale quando è scoppiato un parapiglia tra altre persone. È a quel punto – ha detto agli investigatori – che si è sentito prendere alle spalle per poi essere accompagnato fuori dal locale dagli addetti alla sicurezza che, una volta nel parcheggio, l’avrebbero bloccato. Uno nello specifico – è quando ha denunciato il giovane – l’avrebbe gettato a terra immobilizzandolo mentre un collega faceva da palo. Una terza persona, a quel punto, l’avrebbe preso a pugni sul volto.
Le indagini
«Oltre a riportare lividi e ferite varie – spiega l’avvocato Vannucci – il ragazzo ha rischiato di perdere la vista». Dopo la denuncia sporta ai carabinieri, la Procura ha aperto un’inchiesta per aggressione e sta passando al vaglio sia le testimonianze di chi quella notte era presente sia i filmati delle videocamere della zona. «Il mio assistito – prosegue l’avvocato Matteo Vannucci – fisicamente sta meglio, ma sono le ferite interne che faticano a rimarginarsi. Dopo quello che gli è successo, infatti, ha paura a uscire e vive nel terrore».
La chiusura
Le eventuali responsabilità devono essere ancora accertate, essendo il caso alla fase delle indagini preliminari, ma è certo (lo spiega la stessa questura in una nota) che la discoteca è stata chiusa proprio a seguito dei fatti avvenuti il 12 settembre quando, come detto, «dopo una segnalazione al 112, i carabinieri sono interventi al locale constatando gravi irregolarità nella gestione della sicurezza con un uso illegittimo della coazione fisica». E il fatto che la discoteca sia già andata incontro, negli ultimi anni, a quattro provvedimenti di chiusura ha portato il questore Michele Abenante a disporre una sospensione dell’attività di 50 giorni, oltrepassando di parecchio il termine ordinario delle due settimane di stop. I titolari del locale, d’altra parte, per il momento scelgono di non rilasciare dichiarazioni.
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