Il livornese Alessandro Foglia e la torta al limone per Papa Leone: «La passione per i dolci grazie a mia nonna»
Labronico, classe 2003, lavora a Parigi nella blasonata Pasticceria di Simona dove è responsabile della produzione
LIVORNO. Una delizia al limone ideata appositamente per il Papa. È la torta che Alessandro Foglia, giovane talento della pasticceria classe 2003, nato a Livorno e residente a Collesalvetti. L’ha realizzata il 24 settembre nella Nunziatura di Parigi, capitale francese dove lui abita: «Ci è stata richiesta per l’occasione e abbiamo avuto l’onore di prepararla per lui».
Una passione da sempre
Una grande emozione per il 23enne che racconta al Tirreno le sue dolci soddisfazioni. Una passione trasmessa nella cucina della nonna paterna.Da lì al cuore di Parigi, nella blasonata Pasticceria di Simona, nel centro della capitale francese, dove lavora dallo scorso maggio e dove è responsabile della produzione.«Il primo dolce che ho cucinato è una crostata al cioccolato e ricotta, ma quello che so fare meglio è la cheesecake alla Nutella che preparo unicamente per la mia mamma». Nonostante il talento in cucina, il suo percorso scolastico prende inizialmente un’altra strada: «Non ho fatto l’Alberghiero ma lo Scientifico. Conclusi gli studi ero davanti a un bivio. La pasticceria è sempre stata in sottofondo, qualcosa che colorava la mia vita e un modo per sfogare la mia creatività». Torna la figura della nonna. «Da piccolo rimanevo tanto tempo con lei e l’aiutavo a fare dolci. Per me è il sapore della domenica, che sa di famiglia».
Il percorso dopo il liceo
Dopo il liceo Foglia prova l’università, ma capisce presto che la sua strada è un’altra: «Ho iniziato Relazioni internazionali ma la mia mente era altrove. Dovevo trovare un modo per esprimermi a 360 gradi». Nel 2022 si iscrive all’Accademia Italiana Chef di Pisa, dove apprende le basi della pasticceria. Poi lo stage di 400 ore alla pasticceria Cairoli 3.0 di Livorno. Nel maggio 2023 il primo salto: «Da grande amante di mela e cannella ho scelto il Nord Italia e sono andato a Bolzano. Non è stato semplice, perché sono molto legato alla famiglia e alle mie radici, ma sapevo anche che andare via mi sarebbe servito per uscire dalla mia comfort zone».Nel 2024 arriva alla catena di ristoranti Big Mamma, prima a Montecarlo e poi a Monaco: «Volevo aggiungere un tassello alla mia formazione, ho imparato l’attenzione al piatto e sono entrato in contatto con le prime influenze della pasticceria francese».
L’arrivo a Parigi
A maggio 2026 entra nella Pasticceria di Simona, nel centro della capitale francese. Qui è responsabile della produzione. «Gestisco tutti gli eventi esterni mentre lei, la titolare, si occupa di marketing. Qui ho trovato quello che cercavo». La tradizione resta il punto di partenza, ma il giovane pasticciere cerca un linguaggio personale: «Preparo sia i prodotti standard, sia le mie idee, come la monoporzione di tiramisù, una semisfera di cioccolato fondente che si rompe con il cucchiaino. Un contrasto tra croccante e morbido».E proprio il tiramisù diventa un modo per raccontare le sue radici: «Può sembrare banale ma ho imparato che è il prodotto che ci rende italiani. Prima della tecnica viene l’amore per quello che fai».La sua idea di pasticceria va però oltre il gusto e l’estetica: «Il mio concetto è quello di riportare le persone al presente. Viviamo in un mondo frenetico, quello a cui aspiro è creare un prodotto che attraverso un semplice morso, faccia spegnere il cervello per un istante. Un ritorno alla semplicità, al godersi il momento».
I grandi eventi
Parigi gli ha aperto le porte anche dei grandi eventi: «Abbiamo fatto catering per agenzie di alta moda, Loro Piana, Louis Vuitton e la Fashion Week». Un confronto che, secondo Foglia, valorizza la sua identità: «Porto l’originalità, la genuinità, quello che noi italiani sappiamo fare meglio, in un contesto così frenetico e raffinato come Parigi».La pasticceria, però, rimane soprattutto uno strumento per conoscersi: «Finché lavoro e faccio tutti questi dolci con amore, dedizione e libertà ho già vinto. Quello che verrà dopo si vedrà, l’importante è farlo sempre con una consapevolezza maggiore. Puoi fare tutti i giri del mondo ma torni sempre a casa, la vita è questo».
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