Nuovo ospedale a Livorno, si cambia ancora: «Progetto esecutivo affidato a Inail»
Entro tre mesi la fine dell’iter autorizzativo. l’istituto subentrerà allo studio Rossiprodi. La dg Casani: «La macchina sta procedendo e stiamo lavorando al passaggio successivo»
LIVORNO. Il progetto del nuovo ospedale di Livorno è arrivato a un altro bivio. Dopo la presentazione del progetto definitivo a maggio, la domanda era chiara: sarà la Regione, attraverso l’Asl, a finanziare e far redigere il progetto esecutivo oppure si andrà verso un appalto integrato, affidando cioè all’impresa che costruirà l’ospedale anche il compito di completarne la progettazione? Adesso, però, sul tavolo compare una terza strada, finora mai indicata pubblicamente: potrebbe essere Inail, l’ente che finanzia l’operazione, a occuparsi anche del progetto esecutivo. A confermare il cambio di scenario è la direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, che indica anche la prossima scadenza: entro il 31 dicembre dovrà tenersi la conferenza dei servizi finale, il passaggio destinato a chiudere l’iter autorizzativo sul progetto. Nel frattempo prende forma l’ipotesi di affidare a Inail la progettazione esecutiva. Non è ancora una decisione formalizzata, ma è la nuova soluzione sulla quale si sta ragionando. «La macchina sta andando avanti, ora si lavora al passaggio successivo», evidenzia la dg.
Il punto è tutt’altro che secondario. Perché il progetto definitivo c’è, il finanziamento c’è e la macchina amministrativa sta procedendo. Quello che ora bisogna decidere è chi dovrà compiere l’ultimo passaggio progettuale prima di poter arrivare alla gara e, successivamente, al cantiere.
Per capire che cosa sta succedendo bisogna tornare al 15 maggio scorso, quando a Palazzo Civico è stato presentato il progetto definitivo elaborato dallo studio Rossiprodi. Quel giorno il presidente della Regione Eugenio Giani aveva spiegato che restava da decidere il passaggio successivo. Da una parte c’era la possibilità che fosse la Regione, attraverso risorse trasferite all’Asl, a finanziare e far redigere il progetto esecutivo. Dall’altra c’era l’ipotesi dell’appalto integrato: mettere a gara il progetto e lasciare all’impresa aggiudicataria la progettazione esecutiva insieme alla costruzione.
Adesso si aggiunge una terza via. Se confermata dagli atti e dagli accordi con Inail, ha una logica precisa: fare in modo che il soggetto che sostiene finanziariamente l’operazione possa governare anche il passaggio che porta dal progetto approvato alla gara e poi al cantiere.
Il punto non è soltanto chi paga la progettazione. È soprattutto evitare una filiera troppo lunga, con un passaggio finanziario e amministrativo in più fra Regione, Asl, progettisti e soggetto finanziatore. A gennaio l’Asl aveva ribadito che importi e fonti di finanziamento erano invariati; nell’assetto illustrato a maggio, Inail è indicato come soggetto chiamato ad anticipare le risorse, mentre la Regione dovrà sostenere nel tempo il canone previsto dall’operazione che ammonta a 12-14 milioni di euro all’anno. Per questo affidare anche l’esecutivo a Inail può avere una convenienza pratica. La progettazione esecutiva è il livello nel quale le scelte diventano cantierabili: vengono definiti nel dettaglio lavorazioni, quantità, costi, tempi e impianti. Se a occuparsene è il soggetto che sostiene finanziariamente l’operazione e che dovrà accompagnare il successivo percorso di affidamento, si può ridurre il rischio di un ulteriore giro di passaggi e di una nuova gara limitata alla sola progettazione.
Il progetto presentato a maggio resta la base sulla quale procedere: l’esecutivo dovrà svilupparlo sotto il profilo costruttivo, nel rispetto delle autorizzazioni e delle prescrizioni che emergeranno dalla conferenza dei servizi. In altre parole, si tratta di portare il progetto al livello di dettaglio necessario per costruirlo. Ed è proprio la conferenza il prossimo vero snodo. Quella prevista entro il 31 dicembre sarà la conferenza dei servizi finale, il passaggio destinato a chiudere l’iter autorizzativo sul progetto. È qui che dovranno essere raccolti e coordinati i pareri e gli atti delle amministrazioni e degli enti coinvolti, arrivando così a definire il quadro necessario per poter procedere alla fase successiva.
E dopo quella conferenza che cosa succederà? È qui che entra in gioco la nuova ipotesi su Inail. Una volta concluso il procedimento autorizzativo, si dovrà definire formalmente chi svilupperà il progetto esecutivo. Se verrà confermato l’orientamento indicato dalla dg Casani, sarà Inail a occuparsi anche di questo passaggio. Il progetto definitivo presentato a maggio dallo studio Rossiprodi costituirà la base da sviluppare fino al livello esecutivo, quello necessario per trasformare il progetto in un’opera finalmente appaltabile e costruibile.
A quel punto si passerà alla verifica e alla validazione del progetto esecutivo e quindi alla gara per i lavori, secondo il percorso che sarà definito con Inail. Se invece si scegliesse l’appalto integrato, sarebbe l’operatore economico aggiudicatario a sviluppare il progetto esecutivo e a realizzare l’opera. Sono due percorsi diversi, ma entrambi partono dallo stesso punto: il progetto di Rossiprodi e la conclusione della conferenza dei servizi.
La soluzione Inail può dunque semplificare la catena decisionale e tenere agganciati progettazione, finanziamento e successiva fase di affidamento. Giani ha indicato il 2028 come orizzonte per l’avvio dei lavori. La conferenza dei servizi entro dicembre sarà il passaggio che chiude la fase autorizzativa e apre quella che porta alla gara e, successivamente, al cantiere.
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