Livorno, nuovo affondo del sindaco Salvetti contro il prefetto: «Rapporti migliori dal 1° novembre»
In commissione il primo cittadino parla di Giancarlo Dionisi, che a breve andrà in pensione: «Noi siamo sempre stati disponibili a tenere buone relazioni»
LIVORNO. «Promuovere un rafforzamento dei rapporti con la Prefettura? Noi siamo sempre stati disponibili, ma può darsi che dal 1° novembre le cose migliorino». Il sindaco Luca Salvetti lo dice con una battuta, ma il messaggio che accompagna quelle parole è tutt’altro che leggero. Il primo cittadino torna infatti ad affondare sul rapporto tra Palazzo Civico e Prefettura e lo fa durante la riunione della Sesta commissione consiliare (Vivibilità urbana) che si è svolta martedì scorso al Cisternino di Città. Al centro della seduta la mozione presentata dal consigliere comunale di Forza Italia Alessandro Guarducci, sul tema “Sperimentazione di un progetto di polizia di prossimità nel Comune di Livorno”, ma quando si arriva al punto dedicato al rafforzamento dei rapporti con Palazzo del governo, il confronto si sposta inevitabilmente sul rapporto tra il sindaco e il prefetto Giancarlo Dionisi, che dal 1° novembre andrà in pensione (anche se resterà a Livorno come commissario straordinario della Darsena Europa).
Così, quella che Salvetti presenta come una battuta, in realtà lascia spazio a un ragionamento molto più serio sul clima istituzionale degli ultimi mesi. «Nell’ultimo anno e mezzo, e soprattutto negli ultimi mesi, anziché un rapporto costruttivo di condivisione, c’è sempre stata questa tendenza a dire “lì si fa così, fatelo”», sottolinea Salvetti, ricordando anche il lavoro svolto nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e rivendicando di aver espresso, più volte, le sue perplessità. «Io l’ho detto apertamente – prosegue il primo cittadino – : all’interno del Cosp non mi sono mai sentito a mio agio. Questa città da sempre, ma anche nei sette anni in cui ho lavorato da sindaco, ha trovato nella rete delle istituzioni e nei rapporti interpersonali con prefetti, questori, comandanti dei carabinieri e della guardia di finanza, una forza incredibile che in questa fase, lo dico con grande sincerità, mi sembra venga un po’ meno».
Da qui l’affondo sulle modalità con cui, secondo il sindaco, negli ultimi tempi sono state affrontate alcune questioni. «Mi pare che siano sempre di più le note d’imperio o di presunta soluzione dei problemi da applicare anziché una condivisione delle strategie da attuare sul territorio – aggiunge il sindaco – . Noi siamo sempre più che disponibili a ragionare in questo senso, faccio l’esempio della vicenda delle moschee: con una condivisione diversa, forse avremmo avuto informazioni puntuali e precise sull’iter da fare per rapportarsi anche con la polizia locale e per ottenere quello che tutti noi vogliamo ottenere: il rispetto della legalità e il meglio per la città di Livorno. Non mi pare che stia succedendo molto spesso e questo è il rammarico che ho». E ora il sindaco guarda già alla fase successiva, confidando che il pensionamento di Dionisi possa coincidere con un cambio di passo nei rapporti istituzionali. «Ma conto sul fatto che la fase delle note che ci stiamo scambiando reciprocamente con la Prefettura si concluda con un riassetto generale del lavoro tra Comune e Prefettura – conclude Salvetti – e che possa arrivare a ciò che c’è stato in passato, ovvero la piena collaborazione tra istituzioni».
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