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Livorno

La storia

Livorno, lascia il mago della dolcezza: va in pensione il pasticciere Masoni

di Rosanna Harper

	Giovanni, Antonio e Alessio Masoni
Giovanni, Antonio e Alessio Masoni

Giovanni ha trascorso quasi 50 anni tra bancone e laboratorio della “La Rosa”: «Siamo stati un punto di riferimento per il quartiere, grazie di cuore ai clienti»

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LIVORNO. Quasi cinquant’anni trascorsi tra il bancone e il laboratorio ad accogliere con gentilezza e disponibilità i gusti e le richieste, anche quelle più dolci, della clientela livornese.

Un lungo percorso che ha portato la sua pasticceria a essere conosciuta e apprezzata dal quartiere La Rosa fino a tutta la città, raggiungendo anche le zone limitrofe di Collesalvetti, Guasticce, Rosignano. Ora, per Giovanni Masoni, storico pasticciere della Pasticceria La Rosa, è arrivato il momento della meritata pensione.

La storia

Aperta nel 1971 dai suoi genitori, Antonio Masoni e Giuseppina Rizzelli, la pasticceria ha rappresentato per decenni un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti e i commercianti del quartiere La Rosa, diventando parte della storia e della quotidianità della zona.

«Sono entrato a lavorare in pasticceria – racconta Giovanni Masoni – nel 1978. Il negozio è stato aperto nel 1971 dai miei genitori, Antonio e Giuseppina. Ho sempre lavorato come pasticciere, iniziai a lavorare in pasticceria per dare una mano ai miei genitori, che avevano bisogni di dipendenti. Per me, lavorare in pasticceria, rappresentò anche una importante opportunità di lavoro, così cominciai».

La squadra

La pasticceria, a conduzione familiare, ha visto, dietro il bancone e in laboratorio, la presenza e il lavoro attivo di Monica e Susanna Di Majo, rispettivamente moglie e cognata di Masoni, che, con gentilezza e professionalità, con saper fare, hanno accolto negli anni le richieste della clientela. In pasticceria, inoltre, per un paio di anni, c’è stato un salto generazionale quando, nel 2007-08, Alessio Masoni, figlio di Giovanni e Monica, ha lavorato in laboratorio.

Il bilancio

«Questo lavoro – aggiunge Masoni – mi ha regalato tante soddisfazioni. Ho conosciuto molte persone, ho stretto relazione di fiducia con i clienti: ci hanno sempre apprezzati e riconosciuti come persone disponibili e accoglienti, abbiamo sempre cercato di accontentare tutti».

«Anche le commesse, che negli anni si sono succedute, passano a salutarci di tanto in tanto. Per il quartiere de La Rosa, per i suoi abitanti, per i commercianti, la pasticceria ha rappresentato sempre un punto di riferimento».

La pasticceria La Rosa è stata tra le prime pasticcerie in città a proporre il banco del vegano e del vegetariano: la prima a realizzare, con produzione propria, prodotti privi di derivati animali. Una scelta, quella di virare verso il veg, che ha richiamato clientela anche da fuori, da Rosignano, Collesalvetti e Guasticce, che è stata molto apprezzata.

Il futuro

La pasticceria La Rosa, adesso, è stata lasciata in buone mani, spiega Masoni. È stata infatti ceduta alla professionalità della Labronica Group.

«L’idea di andare in pensione – chiude Giovanni – mi fa stare bene. Ora avrò tempo per dedicarmi alle mie passioni, alla mia famiglia e ai miei nipoti. Mi dispiace, certo, lasciare un lavoro che mi è sempre piaciuto e che mi ha regalato grandi soddisfazioni, la possibilità di conoscere tante persone che, quando ci vedono, ci abbracciano. Vorrei ringraziare i clienti perché, senza di loro, niente sarebbe stato possibile». l


 

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