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Spazzatura, sversamenti e cattivi odori: l’Asl boccia il parcheggio di via Sarti

di Flavio Lombardi
Spazzatura, sversamenti e cattivi odori: l’Asl boccia il parcheggio di via Sarti

Il sopralluogo dopo l’esposto dei residenti anche a Comune, Asa e polizia municipale

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LIVORNO. Il progetto dell’area camper è tramontato, ma il problema che aveva acceso per primo le proteste dei residenti di Antignano è ancora lì: lo scarico dei liquami realizzato nel parcheggio di via Urano Sarti, davanti al campo sportivo Busoni, continua a essere al centro delle segnalazioni del quartiere. E adesso, dopo la Pec inviata dal comitato “Antignano Insieme” (che conta circa 1500 persone), è arrivato anche il sopralluogo dell’Asl, che l’11 agosto ha messo nero su bianco una serie di criticità.

La storia ha un precedente preciso. Il 13 febbraio 2025 la giunta aveva dato seguito al progetto per trasformare 2.700 metri quadrati del parcheggio in un’area con 25 piazzole camper, nell’ambito dell’avviso del ministero del Turismo del settembre 2024. L’investimento previsto era di 112.500 euro, con 90mila euro di contributo ministeriale e 22.500 a carico del Comune. Una scelta contestata fin dall’inizio dai residenti per la perdita di posti auto, il traffico, i rumori e l’impatto su una zona residenziale e sportiva. La mobilitazione portò alla nascita di “Antignano Insieme” e a oltre 1.200 adesioni.

Quel progetto è poi decaduto. Il 25 luglio l’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello confermò la rinuncia al finanziamento: avevano pesato i tempi imposti dal Ministero, l’impossibilità di modulare stagionalmente i 25 stalli e condizioni di gestione giudicate troppo rigide. Lo stesso Comune arrivò a riconoscere che una presenza fissa di 25 camper avrebbe potuto creare problemi al Busoni.

L’ipotesi originaria, dunque, è uscita di scena. Ma non lo scarico dei reflui, installato durante il periodo Covid, quando l’attività sportiva era ferma.

È proprio su quel punto che da anni si concentra la protesta. Le botole per acque nere e grigie si trovano a circa due metri dal marciapiede, vicino alle abitazioni, al residence Marilia, alla chiesa, al circolo tennis e al campo di calcio. I residenti denunciano miasmi durante le operazioni, frequenti intasamenti, ristagni, liquami lasciati all’esterno dei pozzetti, abbandono di rifiuti e utilizzo improprio della fontanella. Secondo il comitato, i cattivi odori arriverebbero anche a costringere a tenere chiuse le finestre.

Da qui la Pec del 31 luglio, firmata dai portavoce Daniele Parri e Nahema Marino e indirizzata agli enti chiamati in causa: Comune, Asl, Asa e Polizia Municipale. “Antignano Insieme” ha chiesto un sopralluogo urgente, verifiche sulla regolarità igienico-sanitaria e tecnica degli scarichi, sull’allaccio alla rete fognaria, sulle pendenze e sui sistemi destinati a evitare ristagni e fuoriuscite. Domandati anche controlli contro scarichi impropri, bivacchi, prostituzione su caravan abbandono di rifiuti e prelievi anomali di acqua pubblica, oltre alla possibilità di interdire cautelativamente le botole durante gli accertamenti.

La risposta dell’Asl è arrivata con il sopralluogo dell’11 agosto. Gli ispettori hanno rilevato auto in cattive condizioni o presumibilmente abbandonate, rifiuti di varia natura e, soprattutto, “chiazze scure essiccate” sull’asfalto, ritenute verosimilmente riconducibili a scarichi anomali dei reflui dei camper al di fuori degli appositi pozzetti.

Al momento dell’ispezione non sono state percepite maleodoranze, ma l’Asl osserva che la situazione riscontrata può comunque determinare fenomeni di “distress odorigeno”, come denunciato dai cittadini. L’azienda sanitaria ha quindi chiesto la rimozione dei rifiuti e dei mezzi abbandonati, pulizia dell’area e, a tutela della salute pubblica, un’attività di vigilanza per impedire lo sversamento dei reflui nell’ambiente.

Nel verbale compare anche la presenza del camion Aamps nell’area, questione affrontata nell’articolo sotto. Oggi, insomma, l’area camper da 25 piazzole è uscita di scena, ma resta aperto il nodo dello scarico senza senso realizzato 5 anni fa e del suo utilizzo. Dopo anni di proteste, non si parla più di un’ipotesi futura: si parla di una criticità già presente, sulla quale l’Asl ha chiesto pulizia, controlli e vigilanza.

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