Il Tirreno

Livorno

Curiosità

Livorno, gli ex Pejani mettono bene in vista il punto per l’accesso libero al mare senza pagare

di Juna Goti

	La verniciatura in corso
La verniciatura in corso

Dopo la lettera del Comune a tutti gli stabilimenti, l’area ai bagni Onde del Tirreno è stata verniciata di giallo

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ai bagni Onde del Tirreno, gli ex Pejani, ieri mattina – 30 luglio – è stata evidenziata con chiarezza – con tanto di pittura gialla – l’area per il libero accesso al mare da parte di chi chiede di raggiungere l’acqua senza pagare il biglietto di ingresso.

Ecco così i primi effetti della lettera che il Comune ha inviato tre giorni fa a tutti i gestori degli stabilimenti rimettendo in fila le regole. Una lettera che è stata spedita agli undici titolari di concessioni demaniali tra Livorno e Quercianella dopo l’approfondimento che è stato pubblicato domenica scorsa dal Tirreno sulle norme che regolano il libero accesso al mare passando dai Bagni. Tutto mentre la scorsa settimana è diventato virale il video della protesta anti-tornelli ai Pancaldi di Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dei Radicali Italiani.

Le regole per i Bagni livornesi dicono in sostanza che chiunque può chiedere di entrare gratis, ma solo per raggiungere determinati punti di accesso al mare e senza sostare nelle aree in concessione o usufruire dei servizi, per quelli bisogna pagare il biglietto.

Così ai Pejani ora l’area di accesso si vede anche da lontano. «Rispettiamo in toto le direttive del Comune – hanno risposto ieri dallo stabilimento – se qualcuno entra e vuole andare al mare nessuno lo ferma: verrà accompagnato al punto di discesa, non per controllarlo ma per guidarlo nell’area scelta, che ora è ben segnalata. Nei prossimi giorni arriverà anche la nuova cartellonistica». Che come verificato dal Tirreno, fino a pochi giorni fa in città era presente solo in due Bagni su otto. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano
Lutto

È morto don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus

di Redazione web
80 Vespa