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Nuovo corso per la Chiccaia: tre nuovi edifici crescono e saranno pronti a dicembre

di Flavio Lombardi
Nuovo corso per la Chiccaia: tre nuovi edifici crescono e saranno pronti a dicembre<br>

Appartamenti da 50 a 70 metri quadrati gestiti da Casalp

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LIVORNO. Dalla terrazza dell’edificio numero uno, nel settembre dello scorso anno, lo sguardo correva verso una porzione di terreno libera, occupata dagli scarti del cantiere e destinata a ospitare in futuro quella che potrebbe essere sfruttata per la quarta palazzina. Sotto, a vista, prendeva forma la nuova Chiccaia: tre edifici, 42 alloggi e quasi nove milioni di euro totali di investimento, di cui 6,9 provenienti da fondi statali e 1,5 da un mutuo acceso dal Comune con Cassa depositi e prestiti. Il sopralluogo di ieri restituisce un’immagine più avanzata. Gli scheletri sono ormai edifici: coperture impermeabilizzate, cappotto concluso e lavori interni avviati.

Il viaggio nel cantiere parte ancora tra gru, ponteggi e operai, ma rispetto al 5 settembre scorso, il colpo d’occhio è cambiato. Allora, i primi due fabbricati gemelli, da quindici appartamenti ciascuno, erano più avanti del terzo, quello da dodici alloggi. Oggi anche la struttura più piccola è completa e, su tutti e tre gli edifici, sono aperti i fronti interni. «Abbiamo ultimato la parte strutturale del terzo fabbricato, completato le impermeabilizzazioni e avviato le divisioni in cartongesso e tutti gli impianti», spiega Matteo De Luca, responsabile del procedimento. Elettricisti, idraulici e tecnici del riscaldamento lavorano insieme; sull’edificio minore è già iniziata la finitura esterna.

È stato liquidato circa il 50 per cento dei fondi, ma l’avanzamento fisico è superiore. La data cerchiata in rosso resta il 31 dicembre 2026, termine tassativo per la conclusione dei lavori, con il collaudo entro marzo 2027. «Siamo in linea, anche se bisogna continuare a correre», sottolinea De Luca. Dall’inizio dell’anno il ritmo è tornato adeguato. La corsa delle prossime settimane riguarda gli infissi: dovranno essere installati su tutte le aperture entro la fine di settembre. Chiudere le tutto, significa mettere al riparo le strutture in legno e proseguire all’interno senza dipendere dal tempo.

La pioggia è stata infatti la principale nemica del cronoprogramma. La tecnologia X-Lam, innovativa per Livorno, garantisce qualità antisismica, isolamento e velocità di montaggio, ma durante la costruzione, il legno deve essere protetto e, quando viene raggiunto dall’acqua, occorre attendere che asciughi. «Le intemperie passate ci hanno rallentato più di ogni altra cosa», ricorda De Luca. È il rovescio della medaglia di un sistema che garantirà edifici ad alta efficienza energetica, senza metano, alimentati dal fotovoltaico e dotati di pompe di calore, riscaldamento a pavimento e cucine a induzione.

Nel cantiere si fanno i conti anche con il caldo. Le lavorazioni esterne vengono concentrate nelle prime ore, con l’avvio dei turni alle sei per cominciare alle sette, mentre dal primo pomeriggio le maestranze si spostano dentro. Chi svolge attività più esposte, come le saldature, interrompe prima. Le due settimane centrali di agosto saranno di sosta; è il periodo delle ferie.

Al piano terra restano ben visibili i garage, uno per appartamento, con i relativi ripostigli. Sopra, raggiungibili anche con l’ascensore che verrà, gli alloggi da 50 a 70 metri quadrati, mostrano già la distribuzione futura: soggiorno con cucina, due camere, bagno, lavanderia e terrazzo. Là dove nel vecchio isolato esistevano 126 abitazioni spesso malsane, alcune di appena 26 metri quadrati e segnate anche dalle occupazioni abusive, ne sorgeranno 42, pensate per evitare l’effetto “pollaio” e restituire dignità all’abitare. Potrebbero diventare 54 qualora si trovassero le risorse per la quarta palazzina, progettata, ma rimasta fuori per il momento dall’intervento.

Il progetto non si fermerà alle porte di casa. Fra i tre edifici saranno realizzati percorsi pedonali, spazi verdi e sistemazioni esterne, recuperando il concetto delle alberature della vecchia Chiccaia. «Qui c’erano anche tigli molto belli e grandi e vogliamo ricreare un contesto adeguato a quel che di verde nel passato c’era», afferma il presidente di Casalp Marcello Canovaro. È questo passaggio a spostare il cantiere dalla semplice edilizia alla rigenerazione urbana. «Parliamo di edilizia popolare, ma di grandissima qualità, capace di qualificare tutto il quartiere», aggiunge.

Le case saranno pronte nei primi mesi del 2027, dopo il completamento delle finiture, delle aree esterne e del collaudo. Poi, toccherà al Comune stabilire modalità e destinatari delle assegnazioni. Per Canovaro, adesso, la priorità è una sola: «L’importante è che il cantiere si concluda positivamente». I ritardi non sono cancellati, la scadenza non ammette deroghe e settembre, con la posa degli infissi, sarà decisivo. Ma rispetto alla fotografia di undici mesi fa, la nuova Chiccaia non è più soltanto una promessa: comincia ad avere pareti, stanze e una forma precisa. 



 

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