Livorno, tende e bivacchi tra le spiagge del lungomare: è l’estate di chi si accampa – Il nostro racconto
Immediata la risposta dell’assessore al Sociale Andrea Raspanti: «Sono prevalentemente persone senza fissa dimora, ma che non sono qui per rimanere»
LIVORNO. Coperte e sacchi a pelo. Dormono in spiaggia, oppure nelle aiuole del lungomare. C’è anche chi la notte se la fa sulle panchine, con asciugamani oppure teli sopra, per ripararsi. E non mancano i bivacchi con tanto di tenda e stesa di panni sulla spalletta, è il caso per più giorni alla spiaggia dei Tre Ponti. Poi gli scogli dell’Accademia, l’arenile del Felciaio, quello della Vela, le baiette di ciottoli di Antignano. E ancora vicino alla storica Tamerice "riparati" da cespugli e vegetazione: camminare ogni mattina lungo la costa, quando la città si comincia a svegliare (intorno alle 6.30-7) e vedere da qualche settimana a questa parte, puntualmente, uomini e donne che dormono in situazioni di fortuna sul lungomare.
Il tratto interessato
Soprattutto nel tratto che va dagli scogli dell’Accademia ad Antignano. A chi frequenta in quelle ore la passeggiata, e quindi jogger, persone che portano fuori i cani, la situazione degli "accampamenti" salta agli occhi, mai come quest’estate. Ben si distingue chi si fa una notte in tenda, passando da Livorno come tappa magari di un viaggio spartano, per poi continuare l’itinerario subito la mattina dopo. Ben si distinguono questi viaggiatori zaino in spalla da chi, invece, si accampa in questo modo ripetutamente. In cerca di un giaciglio di fortuna, dove riposare. «Sono prevalentemente persone senza fissa dimora, ma che non sono qui per rimanere», commenta l’assessore al Sociale Andrea Raspanti. Non era a conoscenza del fenomeno bivacchi sul lungomare. E subito grazie alle segnalazioni del Tirreno si mette in moto e se ne fa carico. Per aiutare, qualora ce ne fosse bisogno. Per controllare e superare queste situazioni di accampamento. Non si può bivaccare, campeggiare, mettere tende in giro, pena sanzioni e allontanamenti.
I controlli
Il giornale della città dopo un’attenta osservazione di settimane, segnala. La Municipale controlla. Sabato 2 pattuglie di primissimo mattino a fare i sopralluoghi. Così ieri (doppio passaggio nella fascia 6-12). Così nei prossimi giorni. «Non sono stanziali sul territorio. Negli ultimi tre anni, soprattutto in estate con la bella stagione, il problema ha coinvolto anche altre città», va avanti Raspanti. Sottolinea la differenza tra "gli accampati"del lungomare, dalla situazione contingente delle persone fragili del centro, riconosciute e seguite dai servizi sociali. «Abbiamo una procedura di intervento coordinato tra Municipale e Servizio sociale, che dispone di unità di strada per lavorare direttamente sul campo - spiega - L’obiettivo è convincere le persone a intraprendere percorsi di inclusione sociale che ci sono e negli ultimi anni sono stati potenziati».
Il centro servizi
Raspanti ricorda la recente apertura di un centro servizi in via Terreni che offre accoglienza e conforto a tutte le ore del giorno e della notte con l’opportunità di entrare in contatto coi servizi sociosanitari. «Non possiamo forzare le persone a stare nei percorsi di inclusione, abbiamo bisogno della loro adesione: per ottenerla, a volte, servono tempo e lavoro». Chiude: «Le violazioni non sono sempre sufficienti per una sanzione. Non vogliamo usare un approccio troppo severo: polizia municipale e assistenti sociali continueranno a monitorare con costanza, prendendo i provvedimenti necessari».
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