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La scenografa di Livorno che costruisce giochi medievali: «Ecco le mie creazioni»
Maria Stefania Chierici: «Il primo è stato Scacchi vichinghi: venite a riscoprirli»
LIVORNO C’è chi per risanare il cervello dalla pratica eccessiva dei giochini sull’Iphone suggerisce il ritorno alla dama e agli scacchi, al risiko e al monopoli. Maria Stefania Chierici fa di più: costruisce giochi da tavolo medievali, realizzati dopo una scrupolosa ricerca su Internet, e li propone agli appassionati.
«Ho iniziato curiosando sul web e trovando siti che trattavano la materia. Scattò l’interesse e poi, divertendomi a costruire cose in legno, provai a realizzarli. Dopo il primo, un secondo, un terzo e così via», racconta Chierici, scenografa di professione e artigiana per passione. Oggi è arrivata a una decina di “pezzi”. «Il primo è il Tavolo da Re o Scacchi Vichinghi e ha pure un difficile nome scandivavo doc “Hnefatafl”. Il gioco ha due ruoli cui i giocatori devono assumere: gli assediati e gli assedianti. Questi sono rappresentati da pietrine colorate con due colori diversi e una pietrina più grande che rappresenta il re che gli assedianti devono cercare di fare prigioniero e gli assediati invece difendere».
Poi il gioco della Barca: «Questo è un vero e proprio gioco d’azzardo dotato di dadi, diffuso tra locandieri e mercenari – va avanti – e il termine “barca” stava proprio a significare come chi vincesse si mettesse in tasca una “barca” di soldi”. Le regole ricordano un po' quelle del Monopoli». E ancora la Tavola delle 4 Stagioni: «È l’antenato del Backgammon – prosegue – e come questo gioco si sceglie un colore corrispondente a una stagione e si compete per far uscire le proprie pedine dal tavoliere, che ho ricostruito fedelmente, posizionandosi nella “stagione opposta”». Il Gioco del Serpente è conosciuto pure come Dadi Egizi: «Il percorso è a forma di serpente. Per muoversi si lanciano dadi e in base al risultano ottenuto si fanno muovere le pedine. Se arrivi alla fine con tutte le pedine hai vinto. Mi sarebbe piaciuto, come in antichità, sostituire le pedine con leoni e leonesse. Ci penserò».
La Tavola Reale di Ur (l’attuale Iraq): «Ha fama di essere il gioco più antico del mondo – spiega – e l’esemplare più noto è conservato al British Museum di Londra: un reperto del 2.500 avanti Cristo. Siamo davanti a una tavola con un percorso e le pedine. Un’altra sua particolarità è che gli antichi avevano scritto pure il regolamento che negli altri casi si tramandava per tradizione orale. Tutte le pedine, i dadi e gli altri piccoli “ingredienti” sono conservati dentro dei sacchettini di juta».l
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