Il Tirreno

Livorno

Il caso

Livorno, "assolti" gli altri dieci consiglieri che definirono Perini squadrista

di Martina Trivigno

	Una seduta del consiglio comunale (foto d'archivio)
Una seduta del consiglio comunale (foto d'archivio)

Il gip respinge la richiesta di decreto penale e la Procura livornese chiede l’archiviazione. È stato riconosciuto agli esponenti della maggioranza il diritto di critica

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Altri dieci consiglieri comunali di maggioranza escono dal binario della condanna penale dopo la querela per diffamazione a mezzo stampa presentata dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Alessandro Perini, in seguito alla lettera pubblicata sul Tirreno il 20 aprile 2025.

La decisione

Il giudice per le indagini preliminari Francesca Mannini ha infatti rigettato la richiesta di emissione del decreto penale di condanna nei confronti di Giulia Aringhieri, Irene Sassetti, Giorgio Pacini, Francesca Cecchi, Piero Tomei, Cristina Lucetti, Andrea Benassi, Eleonora Agostinelli, Giulia Guarnieri e Lorenzo Midili, tutti assistiti dall’avvocato Matteo Vivoli. Il gip, con un provvedimento del 30 aprile scorso, ha ritenuto applicabile anche per queste posizioni la scriminante del diritto di critica politica, disponendo la restituzione degli atti alla Procura della Repubblica: in pratica, secondo il giudice, le parole utilizzate nella lettera, pur dure e fortemente polemiche, rientravano nel normale confronto tra forze politiche perché collegate a fatti realmente accaduti e non trasformavano la critica in un attacco personale gratuito. E ora la Procura, a sua volta, ha recepito le valutazioni del giudice e ha chiesto l’archiviazione del procedimento per tutti e dieci gli indagati.

La lettera

Tutto era iniziato con la pubblicazione di un intervento firmato dai gruppi consiliari di maggioranza del Comune di Livorno: Partito Democratico, Livorno Civica, Protagonisti per la città e Alleanza Verdi e Sinistra. La lettera, pubblicata nella pagina delle lettere della cronaca livornese del Tirreno, prendeva posizione su quanto avvenuto il 14 aprile 2025, quando, secondo la ricostruzione contenuta nel documento, i consiglieri di FdI Marcella Amadio e Alessandro Perini si sarebbero resi protagonisti di una discussione dai toni accesi nei confronti di una dipendente comunale.

Nel testo i firmatari avevano definito quel comportamento «violento, squadrista e intimidatorio». Ed è proprio il termine “squadrista” ad aver dato origine alla contestazione penale. Secondo la Procura, infatti, quella parola avrebbe avuto un significato preciso e riconducibile alle squadre d’azione fasciste, risultando quindi offensiva della reputazione di Perini.

Da qui la contestazione per diffamazione a mezzo stampa e la richiesta della Procura di procedere con i decreti penali di condanna nei confronti dei 20 firmatari della lettera. Il procedimento, però, non ha avuto un esito uniforme per tutti gli indagati. Una prima parte del gruppo, infatti, aveva già ottenuto un pronunciamento favorevole: per sei consiglieri il gip aveva rigettato la richiesta di decreto penale, ritenendo configurabile il diritto di critica politica e restituendo gli atti alla Procura. Anche in quel caso il pubblico ministero aveva poi chiesto l’archiviazione, contro la quale il querelante – il consigliere Perini – ha presentato opposizione.

Multa per quattro consiglieri

Un percorso diverso è stato invece seguito per quattro consiglieri: Mia Diop, Pietro Caruso, Enrico Bianchi e Valerio Ferretti. Per loro era stato emesso un decreto penale di condanna con una multa da 1.200 euro ciascuno. I quattro, difesi dall’avvocato Vivoli, hanno già presentato opposizione e il procedimento dovrà ora proseguire nelle forme ordinarie.

La decisione della gip Mannini riguarda dunque il gruppo dei dieci consiglieri rimasto ancora in attesa di una definizione. Prima della pronuncia del giudice, la difesa aveva depositato una memoria sostenendo che il contenuto della lettera dovesse essere valutato nell’ambito della dialettica politica e del diritto di critica. Una ricostruzione accolta dal gip, che nelle motivazioni sottolinea come il comunicato, pur utilizzando toni «aspri, forti e sferzanti», fosse inserito in un contesto di confronto politico e fosse collegato ai fatti oggetto della discussione.

Secondo il giudice, le espressioni utilizzate rappresentano un «fermo dissenso motivato» rispetto a comportamenti ritenuti contestabili sul piano politico e non si trasformano in un attacco personale gratuito. Il provvedimento richiama inoltre la giurisprudenza della Corte di Cassazione sul diritto di critica politica, ricordando come il confronto pubblico possa prevedere linguaggi anche duri, soprattutto quando riguarda persone che ricoprono incarichi istituzionali.

Il gip evidenzia inoltre che chi esercita funzioni pubbliche è necessariamente maggiormente esposto alla critica, proprio perché il controllo dell’opinione pubblica e degli avversari politici rappresenta un elemento essenziale della vita democratica.

Sulla base di queste considerazioni, la richiesta di decreto penale non è stata accolta e la Procura della Repubblica, ricevuti gli atti, ha poi ritenuto condivisibili le motivazioni del provvedimento e ha chiesto formalmente l’archiviazione delle dieci posizioni.

Anche questa fase, tuttavia, non è ancora conclusa: Perini può infatti opporsi alla richiesta di archiviazione, come già avvenuto per gli altri sei consiglieri per i quali la Procura aveva assunto la stessa decisione.

Con quest’ultimo passaggio, 16 dei 20 consiglieri comunali firmatari della lettera hanno visto rigettata dal giudice la richiesta di decreto penale di condanna, seguita dalla richiesta di archiviazione della Procura. Restano invece pendenti le opposizioni presentate dai quattro consiglieri destinatari del decreto penale, dalle quali dipenderà la conclusione dell’intera vicenda giudiziaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’emergenza

Certaldo, vasto incendio sulle colline: fiamme minacciano un agriturismo e delle case – Gli aggiornamenti

di Redazione Empoli
80 Vespa