Il Tirreno

Livorno

Sos furti

Livorno, arrestato il ladro seriale dei negozi: è accusato di 28 colpi

di Stefano Taglione

	Nicola Lenti sorpreso mentre ruba in una chiesa
Nicola Lenti sorpreso mentre ruba in una chiesa

Nicola Lenti è in carcere: operazione congiunta di polizia e carabinieri. Raid pure in tribunale. Il ringraziamento del prefetto

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Per gli investigatori è l’autore seriale di decine di furti e spaccate che negli ultimi anni hanno colpito negozi, ristoranti, farmacie, uffici pubblici e persino la Caritas e i luoghi di culto. Con un’escalation incredibile nei mesi scorsi. Nella serata di lunedì 20 luglio gli agenti della polizia di Stato e i carabinieri hanno arrestato il ventitreenne livornese Nicola Lenti, dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale.

Al giovane – difeso dall’avvocata Barbara Luceri – vengono contestati 35 episodi commessi in città fra il 16 ottobre del 2020 e il 22 giugno scorso. Nel dettaglio, gli inquirenti gli attribuiscono 28 furti, consumati o tentati, ai danni di negozi, farmacie, ristoranti, palestre, uffici privati, sedi di enti e associazioni, edifici religiosi e strutture pubbliche, fra cui anche il palazzo di giustizia e uffici statali. La refurtiva, secondo la ricostruzione investigativa, ammonta a circa 7.450 euro, oltre a numerosi oggetti di vario genere: generi alimentari, telefoni cellulari, robot aspirapolvere, posate placcate in oro, gratta e vinci e sigarette elettroniche.

L'ordinanza comprende inoltre cinque episodi di ricettazione riguardanti auto, motorini e carte di credito di provenienza illecita, un’accusa di indebito utilizzo di carte di pagamento, con tredici transazioni contestate, e una violazione del codice della strada per essersi dato alla fuga contromano a bordo di un'auto della polizia municipale risultata rubata.

Le indagini, coordinate dalla procura labronica, sono state portate avanti attraverso l'analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, i rilievi dattiloscopici e le testimonianze raccolte. Un lavoro che ha consentito di ricostruire quello che gli investigatori ritengono essere il modus operandi del giovane. Secondo l'accusa, avrebbe agito soprattutto nelle ore notturne, forzando vetrate, serrande, inferriate, porte antipanico e perfino casseforti e offertori. Per entrare negli edifici avrebbe utilizzato un vasto assortimento di attrezzi da scasso, dai piedi di porco alle cesoie, dai palanchini ai cacciaviti, arrivando in alcuni casi a servirsi di un piccone preso da un cantiere o persino dell'esplosione di un petardo per aprire distributori automatici.

Gli investigatori evidenziano inoltre come l'attività delittuosa si fosse intensificata negli ultimi mesi, fino ad arrivare, secondo quanto contestato, a sei reati nella sola notte del 12 maggio scorso. Una sequenza di episodi che, per la procura, aveva provocato un crescente allarme sociale fra commercianti e cittadini, colpendo anche realtà impegnate nell'assistenza ai più bisognosi. Sulla base del quadro indiziario raccolto, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto la custodia cautelare in carcere l'unica misura adeguata a interrompere quella che viene definita una reiterata escalation criminale.

Sull’arresto è intervenuto anche il prefetto Giancarlo Dionisi, che parla di «una notizia positiva per l'intera comunità». «È un segnale concreto – afferma – che conferma come lo Stato sia presente, operi con determinazione e sia in grado di assicurare alla giustizia coloro che sono gravemente indiziati di aver commesso reati, nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento».

Il rappresentante del Governo sottolinea in particolare gli episodi che hanno interessato la Caritas. «Pur non essendo particolarmente rilevanti sotto il profilo del danno economico – spiega – hanno colpito profondamente la coscienza della comunità, perché hanno interessato una realtà che ogni giorno offre aiuto alle persone più fragili». Dionisi ha quindi rivolto un ringraziamento alle forze dell'ordine «per la costante professionalità e la straordinaria capacità investigativa» e alla magistratura livornese, con un riferimento al procuratore Maurizio Agnello, «per l'impegno e la professionalità con cui ha seguito questa vicenda». Secondo il prefetto, «la sinergia tra forze di polizia e magistratura rappresenta la migliore risposta alla criminalità e rafforza la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’episodio

Il cane sta male mentre è in spiaggia: i proprietari se ne vanno, lui muore. Il caso choc a Cala di Forno nel Parco della Maremma

di Redazione Grosseto

Violenza

Forte dei Marmi, maxi rissa a colpi di sedie. E volano anche biciclette

80 Vespa