Livorno, ubriaco con il Tavernello: Joseph crea ancora il caos. Come intervenire: le ipotesi dopo il vertice il prefettura
Ha tentato di colpire un negoziante con un pugno: i militari di “Strade sicure” lo fermano in via Grande
LIVORNO. Ha seminato nuovamente il panico. Via Grande, tarda mattinata di ieri, giovedì 16 luglio: Joseph Okonduwa – il quarantunenne nigeriano che da settimane è al centro delle cronache del Tirreno per episodi di ubriachezza molesta, aggressioni, interventi delle forze dell’ordine e dei sanitari – vaga sotto i portici con in mano una confezione di Tavernello. È ubriaco, ha evidentemente bevuto troppo vino. Tenta di colpire con un pugno un commerciante. Per fortuna non ci riesce. Barcolla.
Poi arrivano i militari dell’operazione “Strade sicure”, i parà della caserma Vannucci, e lo immobilizzano in attesa dell’intervento della Squadra volante della polizia di Stato, con gli agenti – pubblici ufficiali a differenza degli appartenenti alla Folgore, che lo identificano, non potendo in realtà fare altro. Un’ennesima giornata di tensione, quella provocata dal richiedente asilo, ormai al centro di un caso politico, con il Comune che accusa il Governo Meloni di non occuparsene e lasciare con il cerino in mano palazzo civico, l’Asl e pure la questura.
I precedenti
Okonduwa è ormai tristemente celebre in città.
Dopo essersi sdraiato stordito varie volte sulle strisce pedonali o comunque in mezzo alla strada, ed essere stato refertato per oltre 60 volte al pronto soccorso per intossicazioni alcoliche, nelle ultime settimane ha provocato non pochi problemi ai sanitari e ai pazienti di viale Vittorio Alfieri, con visite continue, richieste pressanti per farsi dare la colazione, dormite con i piedi sporchi sulle barelle dedicate all’accoglienza dei malati e docce nei bagni riservati al personale.
Ma non solo: proprio al Tirreno, nei giorni scorsi, un rider ha denunciato di essere stato da lui aggredito, tanto che ora ha una gamba e un braccio ingessati, mentre una signora lo ha querelato per averla spintonata, insultata e fatta oggetto di sputi.
Gli enti locali hanno chiesto al ministero di inserirlo in un Cas, di toglierlo dalla strada: l’assessore alla casa Andrea Raspanti ha però denunciato l’immobilismo di Roma, che non ha dato seguito all’allarme del municipio.
Il vertice in prefettura
Nel frattempo il prefetto Giancarlo Dionisi, due giorni fa, aveva convocato un vertice con le forze dell’ordine per affrontare proprio «l’emergenza Joseph».
La questura, in raccordo con i carabinieri, sta valutando il da farsi. La prima ipotesi è un ammonimento, una misura che consiste in un richiamo formale rivolto a chi si ritiene responsabile di comportamenti tali da destare allarme sociale. Si tratta di un avvertimento ufficiale che, in caso di reiterazione, può assumere rilievo anche nell’eventuale successivo procedimento giudiziario. L’altra ipotesi, invece, è il “daspo urbano”, che consente di vietare l’accesso e la permanenza in determinate aree della città a chi, con i suoi comportamenti, mette a rischio la sicurezza o compromette il decoro urbano.
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