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Livorno, eremo della Sambuca abbandonato: ora alza la voce anche il parroco

Livorno, eremo della Sambuca abbandonato: ora alza la voce anche il parroco<br>

Intanto gli scout devono pagare salato per tenere viva la vicina Villa Cristina

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LIVORNO. Sarà una denuncia di degrado quella che verrà lanciata domenica a mezzogiorno. Al centro le pessime condizioni in cui versa l’Eremo della Sambuca, un gioiello di arte e storia abbandonato a se stesso nella foresta della Valle Benedetta. Il parroco dell’Abbazia di San Giovanni Gualberto, don Cristian Leonardelli, celebrerà la messa per la festa del patrono (ore 11) proprio davanti a ciò che rimane dell’Eremo e della sua chiesa, per poi lanciare un messaggio alle istituzioni e alla popolazione perché prendano coscienza dello stato in cui versa quell’immobile che per secoli ha costituito un punto di riferimento e di richiamo.

Oggi l’Eremo, di proprietà del demanio regionale, è gestito dall’Unione dei Comuni delle Colline metallifere di Massa marittima. Ma a parte qualche cartello che invita a non avvicinarsi perché l’edificio è pericolante, nulla sembra sia stato fatto per evitare che un bene così prezioso sia destinato a una fine di degrado totale.

Eppure a poche centinaia di metri dall’Eremo, e sempre all’interno del Parco dei Monti livornesi, esiste un’altra struttura, Villa Cristina, che è in ben altre condizioni. Anche questa è di proprietà della Regione Toscana, che ne ha affidato la gestione all’Unione dei Comuni delle Colline metallifere di Massa marittima. Ma mentre l’Eremo è pericolante e ridotto a rudere, l’altro edificio è in perfetto stato, utilizzato da livornesi e non, sia per escursioni e pernottamenti che per manifestazioni aperte alla cittadinanza (ad esempio “Suoni e parole nelle colline” con la partecipazione della Banda musicale di Livorno, del Conservatorio Mascagni e di importanti compagnie teatrali).

Perché questa differenza? Villa Cristina è affidata ormai da molti anni alle associazioni scout di Livorno, che hanno mantenuto e valorizzato il bene. Mentre per la Sambuca – qualora si decidesse di metterci mano – servirebbero milioni di euro, visto lo stato in cui si trova, Villa Cristina è un gioiello in mezzo al verde.

Ma qui si arriva a un altro caso. Perché anziché ringraziare gli scout, gli enti gestori chiedono loro di pagare somme salate. E questo nonostante la Regione abbia approvato qualche anno fa una legge che la impegna a mettere a disposizione i propri immobili agli enti del Terzo settore ad un prezzo praticamente simbolico (180 euro l’anno). A quanto risulta fino a oggi gli scout ne hanno pagati tra i 5mila e i 6mila all’anno all’Unione dei Comuni.

Il rapporto tra Unione e scout è scaduto nel dicembre scorso, ma fino ad oggi nessun bando è stato pubblicato e gli scout sono costretti a continuare a pagare un importo consistente per impedire che Villa Cristina diventi come l’Eremo della Sambuca.

Negli ultimi giorni qualcosa si starebbe muovendo in Regione per arrivare a una definizione in tempi ragionevoli della situazione, con la pubblicazione del necessario bando.

Intanto domenica sarà direttamente la parrocchia della Valle Benedetta a ricordare come è oggi il bello e abbandonato Eremo della Sambuca.

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