Il Tirreno

Livorno

Sicurezza

Livorno, il prefetto manda i parà a presidiare la zona rossa – Cosa prevede l’ordinanza

di Stefano Taglione

	Il prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi e un militare dell’operazione “Strade sicure” in piazza Grande (foto d’archivio)
Il prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi e un militare dell’operazione “Strade sicure” in piazza Grande (foto d’archivio)

Le forze armate in campo insieme a polizia di Stato Arma dei carabinieri e guardia di finanza tra piazza della Repubblica e Garibaldi: «L’obiettivo è dare stabilmente condizioni di legalità e piena vivibilità a tutti i livornesi»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ci saranno anche i militari dell’operazione “Strade sicure” – qui a Livorno i parà della Folgore, di stanza alla caserma “Vannucci” di via dell’Ardenza, alla Rosa – a presidiare la “zona rossa” nuovamente in vigore, dopo la decisione del prefetto Giancarlo Dionisi, da ieri mattina e almeno per i prossimi sei mesi (prorogabili fino a 18). L’inquilino numero uno del Palazzo del Governo, con l’ordinanza firmata nei giorni scorsi, ha infatti incaricato per le turnazioni sia l’Esercito italiano, che ha fornito subito la propria disponibilità, sia la polizia di Stato, i carabinieri e la guardia di finanza.

Il loro ruolo

A differenza degli appartenenti alle forze dell’ordine, tuttavia, i paracadutisti non sono pubblici ufficiali, quindi non potranno identificare (né tantomeno arrestare o denunciare) nessuna persona presente nel perimetro “caldo”. In ogni caso la loro funzione, così come avviene in piazza Benamozegh davanti alla sinagoga, è di pura dissuasione e prevenzione. I militari agiranno comunque in tandem con i colleghi delle fiamme gialle e dell’Arma o con gli agenti della questura. La loro presenza, in presidio in divisa e con le camionette mimetiche, sarà fissa, sebbene non sempre in uno stesso punto. Si muoveranno nelle varie strade interessate dalla “zona rossa”, cioè fra piazza della Repubblica, piazza Garibaldi, piazza dei Mille, via del Pettine, via della Pina d’Oro e via Terrazzini. Questo il perimetro individuato. Un po’ come accade nelle altre città, ad esempio di fronte alle stazioni ferroviarie o nei luoghi più sensibili, dove la loro presenza è tesa a disincentivare i reati.

Cos’è la “zona rossa”

Nella nuova ordinanza, la terza in meno di un anno, Dionisi spiega la funzione dissuasiva e di controllo di militari e forze dell’ordine. Il prefetto, basandosi sulle linee guida del ministero dell’Interno, ha infatti disposto «il divieto di stazionare nelle aree a tutte quelle persone che in tali zone assumano atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, tali da determinare un pericolo concreto e attuale per la sicurezza pubblica, ostacolando la libera e piena fruibilità di queste aree, qualora si tratti di soggetti già denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio o aggravati oppure per i reati in materia di stupefacenti, o per porto di armi o oggetti atti ad offendere». Chi trasgredisce viene allontanato dall’intera “zona rossa” per 48 ore e in caso di recidiva la questura potrà far scattare il “daspo urbano”, che prevede il divieto di frequentare le aree indicate per un periodo decisamente maggiore, perfino di tre anni. Una misura che ricorda il “daspo” tradizionale, quello destinato ai tifosi violenti. In quel caso, però, l’obiettivo è tenerli lontani dagli stadi o comunque dai palazzetti dello sport. In questo, invece, da specifiche zone della città.

Le ragioni

Nei giorni scorsi, in una nota, la prefettura aveva spiegato le ragioni che avevano portato alla reintroduzione della “zona rossa”, che nei mesi scorsi aveva raggiunto – sempre secondo la ricostruzione del Palazzo del Governo – «risultati significativi, contribuendo alla normalizzazione dell’area grazie all’intensificazione dei controlli e agli strumenti di allontanamento dei soggetti ritenuti problematici». Molte, anche prima della firma dell’ordinanza originaria, le operazioni ad “alto impatto” disposte da Dionisi, che hanno portato a denunce, arresti e molteplici controlli all’interno dei locali commerciali. «Il ritorno di alcune criticità, tuttavia – aveva comunicato il Palazzo del Governo – ha reso necessario un nuovo intervento straordinario, finalizzato a consolidare i risultati raggiunti e a evitare la dispersione del lavoro svolto dalle forze di polizia. La “zona rossa” viene quindi confermata come misura di prevenzione ad alta intensità, destinata a incidere in modo immediato sulle dinamiche di degrado urbano». La reintroduzione, stando alla ricostruzione della prefettura, comporta da ieri «un rafforzamento dei servizi di prevenzione e controllo da parte delle forze dell’ordine, chiamate a intensificare la presenza nell’area». La prefettura ha precisato che «polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza non ridurranno i presidi ordinari nel resto della città». E Dionisi aveva infine assicurato come la situazione «continuerà a essere monitorata attraverso il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (l’ultimo si è svolto la settimana scorsa ndr) e le riunioni tecniche di coordinamento. L’obiettivo condiviso è quello di superare la gestione emergenziale e restituire stabilmente alla città condizioni di sicurezza, legalità e vivibilità attraverso un’azione integrata tra le istituzioni». Da ieri, intanto, la “zona rossa” è di nuovo operativa. In queste prime ore hanno avviato le verifiche poliziotti, carabinieri e finanzieri. E fra pochi giorni arriveranno anche le forze armate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’allarme

Bibbona, bambino di 3 anni rischia di annegare in piscina

di Claudia Guarino
80 Vespa