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Livorno, sale sul bus con i coltelli nello zaino: «Poi ha minacciato la conducente»

di Stefano Taglione
Un controllo della polizia su un bus (foto d'archivio)
Un controllo della polizia su un bus (foto d'archivio)

Caos al capolinea del 2+, a vicino al Santuario, dove è intervenuta la polizia con le volanti. L'uomo, italiano, si è difeso dicendo che stava andando a raccogliere funghi

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LIVORNO. È salito sull’autobus con uno zaino pieno di coltelli. E dopo che la conducente, vedendone uno sporgere dal bagaglio, ha chiamato il 112 chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine, l’avrebbe minacciata davanti a tutti. Momenti di paura attorno a mezzogiorno di domenica 5 luglio al capolinea del pullman urbano 2+ di Autolinee toscane, a Montenero, dove un uomo è stato perquisito dagli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca.

Il racconto

È proprio dopo l’arrivo dei poliziotti e di un autista aziendale in supporto alla collega che, compreso che era stata la donna ad allertare la centrale unica di emergenza, ha cercato di avvicinarsi a lei per chiedere spiegazioni e – secondo i presenti – aggredirla. «L’individuo – spiega Emiliano Pirondi, anche lui dipendente della società di mobilità regionale e delegato alla costituente del partito di Futuro nazionale – ha tentato di divincolarsi, minacciando l’autista davanti ai passeggeri, che hanno vissuto momenti di puro terrore. Una volta bloccato, nello zaino dell’uomo è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale di coltelli».

«Vado a fare funghi»

Stando alle testimonianze di alcuni passeggeri, molti dei quali turisti che stavano rientrando o si stavano recando al Santuario di Montenero, l’uomo – italiano e dall’apparente età di 50-60 anni – si sarebbe giustificato spiegando di «andare a fare funghi». Una circostanza non plausibile con questa stagione. I poliziotti, dopo averlo fatto scendere e messo a sedere su una panchina vicino alla fermata, hanno verificato la presenza dei coltelli – di varie dimensioni – nello zaino.

La richiesta

Quanto accaduto a Montenero riaccende il tema della sicurezza degli autisti dei mezzi pubblici, spesso in tutta Italia vittime di aggressioni da parte dei passeggeri senza biglietto o in escandescenze. Anche a Livorno nel 2024 in due erano stati malmenati e proprio recentemente, i poliziotti, dopo che era uscito dal carcere hanno espulso il “picchiatore” dei conducenti, dato che in passato era stato arrestato proprio per questo motivo. Si tratta del quarantaquattrenne brasiliano Alexsandro Andrade de Araujo, accompagnato a San Paolo su un volo di linea partito dall’aeroporto romano di Fiumicino. «Sto portando avanti una battaglia per la chiusura delle cabine di guida e l’installazione di metal detector a protezione di lavoratori e passeggeri – aggiunge Pirondi –. Sono misure urgenti e necessarie: non possiamo sempre sperare che vada tutto bene, perché il rischio reale è che prima o poi ci scappi la tragedia e ci si ritrovi a piangere una vittima. Dobbiamo agire subito, sulla scia di quanto fa a Roma l’Atac e le aziende di Milano. Devono essere le istituzioni – conclude il dipendente di Autolinee toscane e delegato alla costituente di “Fn” – a intervenire». 


 

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