L’allarme
Livorno, là dove i canestri sanno di mare e libertà
Il campo da basket magico: creato dai frequentatori e qualcuno lo ha vandalizzato
LIVORNO Fare canestro vista mare. In un campetto incastonato tra il verde della macchia mediterranea, le arcate della ferrovia e il ponte di Calignaia. Là sotto, tutto sembra lontano, fuori dal tempo. Immerso nella natura. Qui “si nasconde” un suggestivo playground.
Non si trova sulle mappe questo campetto da basket quasi surreale. Ma tanta è la particolarità che anche il we ne comincia a parlare. Si scatenano condivisioni, apprezzamenti, curiosità. L’esposizione mediatica non piace ai local: si vuole preservare la magia. E il campetto sotto ilo ponte di Calignaia magico lo è davvero. È nato dal basso, in silenzio, cinque o sei anni fa, quando qualcuno ci ha piazzato un canestro. Chi frequenta Calignaia ne parla a mezza voce, proprio per proteggere il luogo. Eppure, la vera rinascita di questo spazio è avvenuta proprio quest'inverno: la passione ha chiamato a raccolta altre mani silenziose che sono tornate a prendersi cura del campo.
Hanno ridipinto il tabellone, tracciato le linee sul cemento e lasciato un murale colorato a fare da guardia. Il bel gesto di comunità è rimasto in silenzio: non si cercano riconoscenze. Chi lìha fatto ha voluto semplicemente donare uno spazio ai tanti ragazzi che ogni giorno lo frequentano e che, una partita dopo l'altra, imparano a rispettarlo. Ma purtroppo la mano distruttiva e misera dei vandali è arrivata anche lì nei mesi scorsi: un gruppo di ragazzi, non avendo il pallone, ha utilizzato al suo posto delle pietre trovate per terra, danneggiando il tabellone del canestro in un atto di vile inciviltà. Un danno che, fortunatamente, verrà risistemato a tempo debito.
«A questi episodi si uniscono purtroppo molti casi di sporcizia che le persone lasciano per terra: carte di merendine, cicche di sigarette, bottiglie, lattine – spiega un frequentatore abituale del luogo - Insieme ad altre persone questo inverno ci siamo dedicati alla pulizia del posto, togliendo erbacce, ferri vecchi e pietre dal piazzale di gioco per rendere il tutto più carino».
Un'assoluta dedizione la sua. E non è il solo. «Io tolgo la sporcizia sia la mattina quando arrivo che il pomeriggio quando vado via. Ho lasciato anche un bidone per invitare le persone a lasciare pulito, perché l'inciviltà in questi luoghi non ci deve essere», continua. E a godere di questo impegno non mancano i ragazzi che usufruiscono occasionalmente del campo. «È stupendo poter fare una nuotata e, subito dopo, mettersi le scarpe, prendere un pallone e potersi divertire insieme ai propri amici in questo luogo bellissimo», racconta con entusiasmo uno di loro. Su “La pagina del cestista”si legge a corredo della foto del campino di Maurizio Urraro: «Qui il rumore del pallone che rimbalza diventa musica e ogni tiro ha il sapore della libertà». l
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