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Livorno

Lutto

Livorno, muore carabiniere di quartiere: «In via Grande era un riferimento»

di Martina Trivigno

	Antonio Botrugno
Antonio Botrugno

Botrugno aveva 57 anni, per i residenti del centro era semplicemente Antonio

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LIVORNO. La divisa l’ha indossata per quasi 40 anni, con discrezione, senso del dovere e una profonda umanità che lo avevano reso un punto di riferimento per tanti cittadini. La comunità livornese piange Antonio Botrugno, morto a 57 anni dopo aver affrontato con coraggio una malattia.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione non solo tra i familiari e gli amici, ma anche tra i tanti colleghi dell’Arma che hanno condiviso con lui anni di servizio e tra le persone che lo avevano conosciuto durante il suo lavoro quotidiano.

Nato nel 1969, Antonio Botrugno si era arruolato nell’Arma dei carabinieri ad appena 18 anni, nel 1987. Una scelta di vita che ha mantenuto fino al congedo, avvenuto nel 2025 con il grado di appuntato scelto qualifica speciale. Un percorso lungo e intenso, costruito giorno dopo giorno con dedizione, professionalità e un profondo attaccamento alla divisa.

Nel corso della sua carriera aveva prestato servizio nel battaglione carabinieri paracadutisti, quindi alla stazione dei carabinieri di Capannori (Lucca) e successivamente all’Accademia Navale di Livorno. Ma è soprattutto tra il 2003 e il 2017, quando ha ricoperto il ruolo di carabiniere di quartiere in forza alla stazione Livorno Centro, che ha lasciato un segno indelebile.

Per tanti residenti del centro cittadino era semplicemente “Antonio”, il carabiniere sempre presente, pronto ad ascoltare, a dare una risposta, a tendere una mano. Con il suo modo garbato e rassicurante aveva saputo instaurare un rapporto di fiducia con commercianti, famiglie, anziani e giovani, diventando un volto familiare e una presenza capace di trasmettere sicurezza. Il suo servizio andava ben oltre il semplice controllo del territorio: era fatto di ascolto, vicinanza e attenzione verso le persone. La dedizione al lavoro non è mai venuta meno.

Nel corso degli anni si è distinto in numerose operazioni che hanno contribuito a rendere più sicuro il territorio, individuando e smascherando truffatori e arrestando spacciatori che operavano nelle zone di sua competenza. Interventi condotti sempre con professionalità, equilibrio e determinazione, qualità che gli hanno fatto guadagnare la stima dei superiori e l'affetto dei colleghi.

Nel 2014 aveva preso parte anche a una missione internazionale in Kosovo, portando la propria esperienza al servizio dell’Arma anche fuori dai confini nazionali, confermando ancora una volta il proprio spirito di servizio. Oggi, nel ricordo di chi lo ha conosciuto, resta l’immagine di un uomo riservato, generoso e profondamente innamorato del proprio lavoro. Un carabiniere che ha interpretato la divisa come una missione al servizio della collettività, senza mai cercare protagonismo, ma conquistando il rispetto di tutti con i fatti.

Antonio Botrugno lascia la compagna e il figlio, ai quali si stringono in queste ore amici, conoscenti e l’intera comunità. Particolarmente addolorati sono i colleghi dell’Arma, in particolare della Stazione Livorno centro, che ricordano un professionista esemplare e un compagno di servizio leale, sempre disponibile e animato da un forte senso del dovere.

L’ultimo saluto

Oggi, venerdì 3 luglio, alle 10,30 nella chiesa di Santa Lucia sarà celebrato il funerale di Antonio Botrugno: saranno in tanti a rendere omaggio a un uomo che ha messo la sua vita al servizio degli altri.

 

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