Morte di Igor Protti, oggi l’ultimo giro nel suo stadio: a Livorno è lutto cittadino
La salma arriva all’Armando Picchi alle 18, i cancelli aperti un’ora prima
LIVORNO. Sarà l’ultimo giro nel suo stadio. L’ultimo passaggio sotto alla sua curva. Sotto a quegli spalti che lo hanno amato e applaudito da calciatore, rispettato e apprezzato come uomo.
Oggi, sabato 20 giugno, a Livorno è lutto cittadino. Lo hanno dichiarato il sindaco Luca Salvetti e l’amministrazione comunale, in occasione della commemorazione di Igor Protti all’Armando Picchi.
Il feretro arriverà alle 18. L’auto entrerà dalla gradinata, farà il giro dello stadio, si fermerà sotto alla curva e alla tribuna. I tifosi, attesi a migliaia, potranno salutare il capitano dagli spalti. In campo i familiari, i compagni di squadra, anche i bambini della scuola calcio amaranto.
I cancelli della curva nord e della tribuna saranno aperti a partire dalle 17, un’ora prima del suo arrivo, proprio per permettere a chiunque vorràdi esserci. Di dirgli ciao un’ultima volta. Di applaudire chi ha saputo scrivere un pezzo di storia del calcio italiano e insieme della città. Entrando nel suo sentire, perfino nel suo linguaggio (“e devi essere Protti”, tipica frase usata ormai da chiunque, dai nonni ai nipoti, per indicare che non sei esattamente portato per calciare...).
La curva nord “Fabio Bettinetti” chiede a tutti di colorare di amaranto spalti e campo.
«La scomparsa del grande giocatore ha profondamente colpito la comunità livornese per il legame umano, civile, sportivo e identitario che la sua figura ha rappresentato per la città», hanno scritto ieri mattina dal municipio. Per questo l’amministrazione comunale «ha sentito l’esigenza di esprimere in modo solenne e pubblico la partecipazione di tutta la città al dolore per la sua morte».
Come concordato con i familiari, Protti sarà quindi trasportato a Livorno dal cimitero di Cecina, dove ieri a centinaia si sono messi in fila per salutarlo. Nel pomeriggio uno dei parenti ha comunicato che, come da sue volontà, la salma farà oggi il giro nello stadio di Livorno e domani dello stadio di Rimini. Il campione sarà cremato prima di raggiungere il San Nicola di Bari e poi tornare a casa. Le ceneri saranno sparse in mare.
Oggi intanto resteranno a mezz’asta le bandiere su tutti gli edifici comunali livornesi.
L’amministrazione, in concomitanza della commemorazione di oggi, «invita la cittadinanza, le istituzioni, le organizzazioni sociali, culturali, economiche e sportive, nonché i titolari di attività commerciali, ad esprimere, nelle forme ritenute più opportune e compatibili con le rispettive attività, la propria partecipazione al lutto cittadino».
Chi volesse, per esempio, abbassare la saracinesca o prevedere altri gesti di vicinanza, potrà farlo a partire dalle 18. Ieri alcune attività commerciali del centro hanno già iniziato a informare i propri clienti che non apriranno prima delle 19.30, invitandoli ad andare prima a onorare il capitano allo stadio.
Livorno saluterà così il suo numero 10, il signore delle reti, un signore dentro e fuori dal campo. Lo saluterà dopo che a inizio anno ha voluto consegnargli la sua onorificenza più importante, la Livornina d’oro.
«Quella di oggi – disse Protti il 3 gennaio scorso in un salone del consiglio comunale gremito – è una giornata che comincia quarant’anni e sei mesi fa. In una cucina di Rimini, insieme alla mia famiglia, quando mi dissero che ero stato venduto dalla squadra della mia città o alla Primavera del Milan o al Livorno in Serie C e io scelsi l’amaranto. Di questa città non sapevo niente, solo che fosse un posto di mare. Una volta arrivato è scoccata una scintilla. Mi chiamavano “il bimbo”. Mi sono innamorato della città, della gente, della maglia...».
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