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Livorno, salta l’esordio al Caprilli: i motivi dello stop e le tempistiche per rivedere i cavalli in pista

di Flavio Lombardi

	L'ippodromo Caprilli, a destra la prova della pista e le gabbie 
L'ippodromo Caprilli, a destra la prova della pista e le gabbie 

La pista intanto aveva superato l’esame con due fantini in sella ad altrettanti cavalli ad effettuare la prova del tracciato rinnovato. Salvetti: «Ippodromo perfetto»

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LIVORNO. L’esordio al Caprilli salta. Fulmine a ciel sereno su Livorno, manca l’ok dell’Agenzia delle Dogane per la gestione delle scommesse. La pista intanto aveva in mattinata superato l’esame con due fantini in sella ad altrettanti cavalli ad effettuare la prova del tracciato rinnovato. Il responso definitivo, atteso dopo i lavori di riqualificazione, era stato più che positivo: fondo eccellente, condizioni ottimali e piena soddisfazione da parte degli addetti ai lavori. Un verdetto che sembrava mettere il sigillo finale a un percorso lungo e complesso, iniziato mesi fa e culminato con il recupero di uno degli impianti sportivi più importanti della città.

Il colpo di scena

E invece, quando tutto sembrava finalmente pronto, le luci al Caprilli resteranno spente. Non per problemi tecnici, non per questioni organizzative e neppure per carenze strutturali. A fermare le corse è stata una questione burocratica legata alle autorizzazioni necessarie per l’attivazione delle scommesse. La notizia è arrivata nel primo pomeriggio di ieri (4 maggio) dopo ore febbrili di attesa e di speranze coltivate fino all’ultimo momento col Ministero all’opera per risolvere l’inghippo. Nei giorni scorsi il Comune e Alfea, la società che gestisce l’attività sportiva del Caprilli e dell’ippodromo di San Rossore, avevano confidato in un via libera imminente da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’autorizzazione, tuttavia, non è arrivata in tempo utile e la prima delle sedici giornate di corse previste nel calendario estivo è stata costretta a slittare.

La delusione

Un epilogo che appare paradossale se confrontato con quanto emerso appena pochi giorni fa durante la presentazione ufficiale della stagione. Il sindaco Luca Salvetti e il direttore di Alfea Emiliano Piccioni avevano illustrato un programma che prevedeva sedici appuntamenti fino al 28 agosto, con eventi di rilievo come il Premio Livorno del 12 luglio, la Coppa del Mare del 14 agosto e il Criterium conclusivo del 28 agosto. In quell’occasione era stato evidenziato il grande lavoro svolto per riportare il Caprilli al centro della vita cittadina e dell’ippica toscana. Dopo anni di difficoltà e vicende gestionali complesse, il Comune aveva scelto una formula innovativa: gestione diretta della struttura da parte dell’amministrazione comunale e affidamento della parte sportiva ad Alfea. Un modello costruito attraverso un lungo confronto con Ministero dell’Agricoltura, Corte dei Conti e altri enti coinvolti e che avevano tutti espresso lodi al modello adottato, con Remo Chiodi del Masaf, in testa. Anche sul piano tecnico le aspettative si sono rivelate elevate. Piccioni, direttore di Alfea, aveva annunciato il completo rifacimento della pista grazie all’intervento della Galardini Pistoia, una delle aziende italiane top nella cura dei tappeti erbosi. La beffa, inaspettata, dunque, è arrivata quando tutto il resto era già stato completato. Ieri mattina erano stati persino presentati i partenti delle sei corse in programma per la serata inaugurale, con circa cinquanta cavalli iscritti. Organizzazione pronta, scuderie allertate, fantini ingaggiati e un impianto che si preparava alla apertura.

Il nodo

A bloccare la macchina è stata invece la mancata conclusione dell’iter autorizzativo relativo alle scommesse e dove proprio lo Stato - che con le scommesse ci guadagna - finisce al centro del corto circuito burocratico. Secondo quanto emerso, la procedura sarebbe legata alla necessità di acquisire una certificazione antimafia aggiornata, ma di una società che è già conosciuta perché le stesse carte le ha prodotte per San Rossore. Una formalità che, secondo le ricostruzioni, non sarebbe stata completata nei tempi necessari nonostante la documentazione fosse stata già avviata e integrata. Da qui le grosse perplessità sui passaggi amministrativi e sui tempi biblici che si dà la macchina burocratica: 60 giorni.

Gli sforzi

«Noi abbiamo fatto tutto quello che serviva per partire in questo 5 giugno. Ippodromo perfetto - sottolinea il sindaco Luca Salvetti - con l’illuminazione bellissima provata ieri sera, pista eccellente come confermato dai fantini che hanno fatto la prova stamani e tutta l’organizzazione pronta all’esordio. Purtroppo un aspetto burocratico con l’Agenzia dei Monopoli non è stato definito in tempo dalla stessa agenzia per una certificazione che deve giungere dalla Prefettura di Roma e quindi ci è stata comunicata l’esigenza di far slittare la prima serata affinché tutto sia in regola e noi naturalmente ci adeguiamo perché vogliamo iniziare solo quando tutto è perfetto nel rapporto con normative e regolamenti. Certo è un dispiacere ma per fortuna è solo momentaneo. Recupereremo la serata in una struttura che adesso è bella e curata più che mai».

Il futuro

Il timore principale riguarda adesso i tempi necessari per risolvere il tutto. L’iter amministrativo prevede infatti scadenze che potrebbero teoricamente incidere anche sugli appuntamenti successivi. Uno scenario che il sindaco confida di scongiurare rapidamente. «Spero di no - ha risposto Salvetti alla domanda sul rischio di perdere ulteriori giornate - e comunque si tratterebbe di date che possono essere recuperate in giorni infrasettimanali. Ma se si aspettasse di arrivare al termine dei famosi sessanta giorni, andremmo a recuperare le date del 5, 12, 19 e 26 giugno. Auspico che entro questa settimana si trovi però una soluzione».

Le conseguenze

Un autogol per lo Stato (no scommesse, no soldi) ma anche di altro genere. Perché si è reso necessario comunicare immediatamente il rinvio agli operatori per evitare ulteriori conseguenze economiche ai danni di Alfea e comune. Proprietari, allenatori e fantini avevano già organizzato la partecipazione alla riunione inaugurale e un annuncio tardivo avrebbe potuto aprire la strada a contestazioni e richieste di risarcimento per spese sostenute inutilmente. E c’è un sacco di lavoratori, intanto, che stasera non porteranno il pane a casa. È un bene? La documentazione di Alfea idonea per Pisa, fotocopiata su Livorno non vale perché trattasi di un’altra pratica? "Annamo bbene..." La febbre da cavallo è rimandata, la mandrakata l’abbiamo già avuta.

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