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Alto Tirreno: il nuovo piano dei porti punta su flessibilità, investimenti e dialogo con il territorio

di Iacopo Simoncini

	Uno scorcio dello scalo
Uno scorcio dello scalo

Approvato all’unanimità il Pot 2026-2028 dell’Autorità di Sistema Portuale. Al centro Darsena Europa, sviluppo di Piombino, transizione energetica e Stati Generali del sistema portuale come strumento permanente di confronto

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LIVORNO. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale apre una nuova fase della propria pianificazione strategica. Il Comitato di Gestione ha approvato all’unanimità il Piano Operativo Triennale (POT) 2026-2028, il documento che definirà le linee di sviluppo dei porti dell’Alto Tirreno nei prossimi tre anni.

Più che un tradizionale strumento programmatorio, il nuovo POT si presenta come una cornice dinamica destinata ad adattarsi ai cambiamenti di uno scenario internazionale sempre più instabile, caratterizzato da tensioni geopolitiche, riorganizzazione delle catene logistiche e nuove sfide energetiche.

Tra gli elementi di maggiore novità vi è l’introduzione degli Stati Generali del Sistema Portuale, la piattaforma di confronto annunciata dal presidente dell’AdSP, Davide Gariglio, che accompagnerà l’attuazione del Piano attraverso un dialogo continuo con istituzioni, operatori economici e rappresentanti della comunità portuale. L’obiettivo dichiarato è quello di monitorare l’efficacia delle scelte strategiche e aggiornare, se necessario, priorità e investimenti.

Il documento parte da una considerazione di fondo: il Mediterraneo sta assumendo un ruolo sempre più centrale negli equilibri economici e geopolitici globali. In questo contesto, i porti dell’Alto Tirreno puntano a rafforzare la propria funzione di piattaforme logistiche ed energetiche al servizio dei traffici tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

Per Livorno, principale scalo del sistema, il Piano conferma il ruolo di hub commerciale e logistico, sostenuto dalla leadership nei traffici Ro-Ro e nello short sea shipping, oltre che dall’attività dei terminal container, passeggeri e crocieristici. Centrale resta il progetto della Darsena Europa, considerato l’investimento strategico di lungo periodo per il porto labronico. Pur riconoscendo che la piena operatività dell’infrastruttura andrà oltre l’orizzonte temporale del Piano, l’Autorità Portuale punta a completare entro la fine dell’anno il percorso per l’individuazione del partner privato incaricato di completare e gestire il futuro terminal container.

Accanto a Livorno, il POT individua in Piombino il secondo asse strategico di sviluppo. Grazie alla disponibilità di aree retroportuali, fondali e nuovi accosti, lo scalo è destinato a rafforzare il proprio profilo industriale, con l’obiettivo di attrarre investimenti nei settori della cantieristica, della logistica industriale, dell’energia e delle tecnologie legate alla transizione ecologica. Tra gli interventi prioritari figura la realizzazione della banchina nord, sostenuta da un investimento di 92 milioni di euro.

Un capitolo specifico è dedicato ai porti dell’Arcipelago Toscano – Portoferraio, Rio Marina, Cavo e Capraia – chiamati a coniugare esigenze di continuità territoriale, sostenibilità ambientale e sviluppo turistico. La sfida sarà quella di promuovere modelli di mobilità marittima a basse emissioni e servizi in grado di sostenere l’economia locale senza compromettere l’equilibrio ambientale delle isole.

Il Piano attribuisce inoltre un ruolo centrale alla transizione energetica e digitale, così come ai temi del lavoro portuale e della formazione professionale. Secondo l’Autorità di Sistema Portuale, la competitività futura degli scali non dipenderà esclusivamente dalle infrastrutture, ma anche dalla qualità delle competenze, dalla sicurezza operativa e dalla capacità di valorizzare il capitale umano.

«Il POT 2026-2028 si presenta come uno strumento di apertura e responsabilità condivisa», ha dichiarato il presidente Davide Gariglio. «Governare questa transizione significa fare in modo che ogni singolo scalo, secondo la propria specifica vocazione, contribuisca alla crescita del Paese e al rafforzamento del ruolo dell’Alto Tirreno nella logistica europea».

Per l’AdSP, il nuovo Piano rappresenta dunque l’avvio di un percorso più che un punto di arrivo. Un percorso che punta a consolidare il ruolo del sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale come infrastruttura strategica per il Mediterraneo e per l’economia nazionale.

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