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La storia

Livorno,  la scuola-lavoro è realtà: il racconto dello studente-elettricista dell'Ipsia. «Sto imparando tanto, sogno di aprire ditta»

di Francesca Suggi
Livorno,&nbsp; la scuola-lavoro è realtà: il racconto dello studente-elettricista dell'Ipsia. «Sto imparando tanto, sogno di aprire ditta»<br>

La storia di Diego Longobardi e il primo contratto firmato dalla terza fino alla maturità Il prof Lepanto: «L’imprenditore mi ha raccontato che i colleghi se lo contendono»

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LIVORNO «ll mio sogno? Aprire una ditta di impianti elettrici con mio fratello». Un mattoncino alla volta Diego Longobardi sta costruendo il suo futuro da elettricista proprio all’istituto Orlando. È in terza all’indirizzo Manutenzione e Assistenza tecnica e proprio qui, in piazza Due Giugno, rappresenta un unicum. Un apripista lavorativo concreto, per spianare la strada anche ad altri studenti che come lui hanno scelto il Professionale guidato dal dirigente Carmine Villani. Lui ha firmato un contratto di lavoro (apprendistato di primo livello) fino al 15 luglio 2028, data in cui conseguirà il diploma di maturità al termine della classe quinta. «È la prima volta che uno studente firma un contratto così lungo: ad oggi, tutti i percorsi hanno avuto inizio in classe quarta. L’alunno in oggetto frequenterà a scuola il 65% delle ore previste dal curriculum scolastico, le altre ore, pari al 35%, invece, saranno spese per la formazione in azienda», fa la cornice con orgoglio il professore di Meccanica Gilbert Lepanto.

Ed è proprio Longobardi a raccontare la sua esperienza lavorativa alla Sire impianti elettrici, di allarme e automazioni di via Bacchelli. Attività che affianca quella didattica: «Sto imparando tanto, cose mai fatte prima, come cambiare plafoniere, mettere calotte con interruttori e prese, ho cambiato citofoni in alcuni palazzi di Corea insieme ai colleghi. Per me è tutto nuovo, è il lavoro vero, questo mi stimola a continuare su questa strada e ringrazio la scuola per questa bella opportunità che mi alterna un mese di scuola e un altro di stage e poi tutta l’estate lavorerò per questa ditta in cui mi sento accolto e mi trovo veramente bene».

Si muove in bus Longobardi. Resta a pranzo coi colleghi portandoselo da casa. Lavora dalle 7.50 alle 17,30-18. Un’esperienza stimolante. Che lo spinge a volersi misurare anche a casa in tutto ciò che sta imparando.

«A casa ho deciso che cambierò io le prese schuko e al posto dell’interruttore voglio mettere una “deviata” con due punti di accensione. Al momento mi è difficile capire gli schemi dove mettere pulsanti, interruttori: ma imparerò».

Si vuole rendere utile per la famiglia. Per la casa della fidanzata, lui che da 9 anni vive a Livorno dopo aver passato asilo ed elementari in giro per l’Europa, poi le Marche e infine Livorno. «Ho anche imparato un po’ di fiammingo quando stavamo in Belgio». Quando Diego torna a scuola c’è una bella accoglienza. «I miei compagni mi dicono che ho già la strada spianata per un lavoro, me lo auguro tanto: spero veramente in una eventuale assunzione quando finirò questa scuola. La sta frequentando anche mio fratello, il nostro sogno da bambini era quello di fare gli elettricisti e infatti ci piacerebbe un domani aprire ditta insieme».

E il prof Lepanto racconta un aneddoto: «Mi ha raccontato il datore di lavoro durante lo stage, che ha svolto prima del contratto (ex Pcto) che le squadre si “litigavano” Diego per averlo con loro».

E fa una riflessione sulle opportunità lavorative legate all’Orlando: «L’istituto Professionale prosegue nella sperimentazione del sistema duale. È la prima volta che uno studente firma un contratto così lungo: ad oggi, tutti i percorsi hanno avuto inizio in classe quarta - e ancora - Le ore di attività svolte al di fuori di quelle di formazione, come ad esempio vacanze o periodo estivo vengono retribuite come ore di lavoro secondo quanto stabilito da normativa vigente. Scuola e azienda hanno concordato un Piano Formativo Individualizzato triennale, per le classi terza, quarta e quinta, che contiene strumenti, metodologie e obiettivi, per acquisire tutte le competenze previste e certificate dal diploma di maturità dell’istituto professionale, indirizzo manutenzione assistenza tecnica».

E chiude: «Il collegio dei docenti approva e supporta con convinzione tali percorsi in quanto rispondono alle esigenze delle aziende del territorio, che richiedono tecnici sempre più competenti, ma soprattutto per premiare gli studenti meritevoli, aiutare quelli con difficoltà, obiettivi primari per un istituto Professionale. La scuola diventa, così, un vero e proprio laboratorio di innovazione, una “scuola aperta”, che utilizza l’autonomia e la flessibilità».l
 

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