Livornese derubato a Lisbona: portata via l’attrezzatura fotografica da migliaia di euro – L’appello social
La vittima è Bernardo Migone, figlio di Paolo, noto comico di Zelig e Colorado: «Qualcuno ha rotto la macchina e portato via tutto il materiale con cui lavoro e documento i miei progetti».
LIVORNO. Disavventura a Lisbona per il livornese Bernardo Migone, figlio del noto comico Paolo, conosciutissimo per le sue presenze a Zelig e Colorado. Il giovane Bernardo, classe 2000, si trova a Lisbona per lavorare ad un progetto fotografico. Aveva con lui l’attrezzatura per realizzare foto e video, strumenti costosi che gli sono stati rubati scassinando la macchina. Un danno da migliaia di euro. Per questo, raccontando il furto sui social dal suo profilo Poabenza, ha lanciato una raccolta fondi su Gofundme per tutti gli amici che volessero aiutarlo. Di seguito il racconto della vicenda.
Cosa è successo
«Ciao amici, sono Bernardo – si legge nella descrizione -. Pochi giorni fa mi è stato rubato dalla macchina tutto il materiale fotografico che sono riuscito a mettere insieme negli ultimi anni, mentre ero in viaggio vicino Lisbona. Stavo (e sto, anche se dovrò ricominciare da capo) lavorando a un progetto legato al vento e al mare, e al surf come mezzo per vivere e confrontarsi con questi meravigliosi elementi. Mentre ero in acqua a surfare qualcuno ha rotto la macchina e portato via praticamente tutto il materiale con cui lavoro e documento i miei progetti».
L’attrezzatura rubata
«Tra l’attrezzatura rubata:
- Hasselblad 2000 FC + Planar 80mm + prisma PM3 + 2 magazzini A12
- Canon EOS 33 + battery grip + 40mm f/2.8
- Olympus Tough TG-7 + SD 256GB
- Sony DCR-SR58 + convertitore grandangolare 0.6x + SD 128GB
- 20 pellicole medio formato e 35mm
- 2 settimane di foto e video
Il valore complessivo dell’attrezzatura supera i 3000€, e non era stato facile riuscire a metterla insieme».
La raccolta fondi
«Ho deciso di aprire questa raccolta fondi per cercare di rimettermi in piedi il prima possibile e poter continuare a lavorare alle mie idee. So che viaggiare con tutto quel materiale era un rischio, e l’ho preso coscientemente (ogni volta con non poca preoccupazione). Era però anche lo spirito stesso del progetto, quello di partire, esplorare e documentare quello che avrei trovato lungo la strada. Perciò a coloro che vorranno darmi una mano, che sia donando qualcosa o condividendo questa storia dico grazie, grazie davvero. Non dovete, ma se volete, per me sarebbe un aiuto enorme».
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