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Livorno, «Molestato in palestra e su Whatsapp»: inquilina dell’appartamento condannata

di Stefano Taglione
Due guardie giurate all'ingresso del tribunale
Due guardie giurate all'ingresso del tribunale

Pena pecuniaria per una trentottenne. Il proprietario di casa: «Mi ha maltrattato». Lo avrebbero contattato ripetutamente al telefono, presentandosi pure nel centro fitness dove si stava allenando 

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LIVORNO. L’avrebbe più volte molestato, presentandosi nella palestra dove si stava allenando e contattandolo ripetutamente sia al telefono, chiamandolo, che via Whatsapp. Decreto penale di condanna per una donna rumena di 38 anni, che abita nella zona di piazza della Repubblica in una casa di proprietà della presunta vittima, un uomo che abita a Rosignano. Il reato è quello previsto dall’articolo 660 del codice penale: molestia o disturbo alle persone.

Il diretto interessato, che verso di lei ha anche avviato una causa civile per l’annullamento del contratto di comodato d’uso gratuito firmato proprio per l’abitazione in questione, si reputa soddisfatto della decisione del giudice per le indagini preliminari labronico: «È esemplare – sostiene –. Io, da questa persona, mi sono sentito maltrattato. Per questo l’avevo denunciata».

I fatti sarebbero avvenuti verso la fine dell’anno scorso, a dicembre per la precisione. La donna è difesa dall’avvocata spezzina Raffaella Nardone. «I documenti acquisiti – si legge nel decreto penale di condanna – rendono palese la responsabilità dell’imputata». L’uomo aveva denunciato tutto ai carabinieri della stazione di Livorno Porto, che avevano avviato le indagini e girato l’informativa in procura. Dopodiché, il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero ha emesso il decreto, riconoscendo la responsabilità della trentottenne e applicando la pena pecuniaria.

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