Livorno e la sua storica Villa Trossi fucina delle arti: «Ecco perché non ci sono rischi per la sicurezza»
Sopralluoghi e relazione dopo la richiesta di verificarne l'agibilità, la presidente del cda della Fondazione: "Il pericolo crolli non sussiste"
LIVORNO «Nessun rischio per la sicurezza degli studenti e dei fruitori della Villa Trossi». È ciò che emerge dagli ultimi sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi, alla presenza dell’architetta Chiara Carboni, dell’ingegnera Andrea Cecconi e del consiglio di amministrazione della Fondazione Trossi - Uberti. Il tutto a seguito di una segnalazione effettuata dal consigliere comunale Alessandro Guarducci che ha chiesto di verificare l’agibilità dell’edificio valutando il rischio crolli.
«Per quanto concerne la situazione strutturale della villa – dichiara la presidente del consiglio di amministrazione Angie De Santi Simonini – si evidenzia che non esistono condizioni tali da far ritenere sussistente un pericolo di crollo idoneo a compromettere l’incolumità degli utenti e dei dipendenti della Fondazione. Gli ulteriori sopralluoghi tecnici di questi giorni hanno infatti confermato l’assenza di criticità tali da determinare situazioni di rischio. La Fondazione ha sempre posto in via prioritaria la tutela della sicurezza degli studenti e non ha mai esposto i propri utenti e i propri lavoratori a situazioni di pericolo».
«Il dibattito originato della seduta della settima commissione consiliare del 27 aprile scorso e le dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali di opposizione hanno determinato la necessità di fare chiarezza in ordine allo stato di manutenzione della Villa – aggiunge l’assessora alla Cultura Angela Rafanelli – che ospita attività culturali di elevata qualità grazie alle numerose professionalità messe in campo, che consentono di proporre una offerta qualificata e riconosciuta, sostenuta con forza dai trasferimenti comunali che provengono dal bilancio sia per la parte delle attività ordinarie che per la parte manutentiva dell’immobile».
Dall’amministrazione comunale fanno sapere che, negli anni, «oltre ai trasferimenti correnti che ammontano nel periodo 2019-2025 a oltre 800mila euro sono stati finanziati interventi di manutenzione straordinaria per 245mila e oggi, a causa dei bisogni crescenti che si incontrano con i tagli agli enti locali, alle risorse che l’amministrazione potrà garantire si affiancheranno quelle derivanti dalle alienazioni di alcuni asset patrimoniali di proprietà della Fondazione, ripetendo ciò che in passato è già avvenuto con i poderi Cignolo e Le Colonne».
L’amministrazione comunale e il consiglio di amministrazione della Fondazione Trossi-Uberti intendono quindi ribadire «il sinergico impegno congiunto a tutela di una istituzione culturale di grande rilievo per tutta la città, portato avanti in un continuativo, operativo e proficuo confronto». l
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