Il Tirreno

Livorno

Eccellenze labroniche

Da Livorno a Venezia, l' arte di Balzano alla Biennale: «Collage kolossal sulle bandiere»

di Maria Teresa Giannoni
Da Livorno a Venezia, l' arte di Balzano alla Biennale: «Collage kolossal sulle bandiere»<br>

In mostra dal 9 m,aggio.  Le sue opere sono esposte anche a Milano

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LIVORNO Da Livorno alla Biennale di Venezia. Per Christian Balzano, pittore, scultore, artista tout court, non è la prima volta: è già stato in Biennale nel 2011 e nel 2013 e il fatto che ora sia stato chiamato per la terza volta testimonia il riconoscimento sempre crescente del mondo dell’arte nei suoi confronti. Quest’anno poi, oltre a presentare un’installazione all’interno del padiglione della Tanzania, nello stesso contesto è stato invitato a tenere una mostra che aprirà in settembre. Per l’artista livornese è un periodo denso di appuntamenti: è presente alla galleria Federico Rui Arte Contemporanea di Milano fino al 22 maggio con la personale dal titolo “Il settimo oceano” e a giugno inizierà l’attività di laboratorio con i ragazzi della Dynamo Camp.

L’edizione della Biennale che si apre il 9 maggio e terminerà il 22 novembre è quella delle polemiche politiche, con la giuria tutta al femminile che si è dimessa in massa, con attacchi quotidiani al direttore Buttafuoco per la sua scelta di ospitare gli artisti russi, ma è anche quella che ha acceso su di sé maggiormente i riflettori.

Per Balzano una bella avventura. «Per gli artisti – dice – non dovrebbe esserci censura e la loro opera non dovrebbe essere strumento di politica». E va avanti: «Il mo lavoro sarà insieme a quello di altri artisti provenienti da altre parti del mondo. È stata l’italiana Martina Cavallarin, curatrice del padiglione insieme a Lorna Benedict, a chiamarmi perché conosceva il mio lavoro internazionale e lo ha giudicato adatto al momento che stiamo vivendo in cui si parla tanto di guerre, di muri, di volontà di predominare gli uni sugli altri». L’artista presenta a Venezia la versione kolossal di un’opera che aveva già proposto nella mostra che ha tenuto qualche tempo fa a Palazzo Medici Riccardi di Firenze.

L’aveva chiamata “La stanza del matto”. Qui aveva creato un collage di bandiere in modo che singolarmente perdessero il loro significato ma mescolate andassero a formarne di nuove. È questo il senso del fare arte di Balzano: invitare l’osservatore a cambiare il suo punto di vista, fargli comprendere che il mondo si può abbracciare con uno sguardo più vasto. «In fondo al percorso – sottolinea – c’è sempre speranza». Nei lavori recenti ci sono mappe geografiche rivestite di foglie d’oro.

«Una volta dipinte – dice - immergo le tele in mare per una settimana, 10 giorni. Quel tempo basta perché vengano alterate dall’acqua e dal sale, segnate dall’intervento della natura. Ho pensato così di rappresentare i viaggi per mare che tanti migranti compiono per trovare fortuna in altri mondi, mentre l’oro rappresenta il potere, la volontà di possesso che guida altri uomini. L’oro se ci pensiamo è qualcosa di presente in natura e così tutto torna». Chiude: «Prima che scoppiasse la guerra con l’Iran avevo realizzato una mappa con dentro lo stretto di Hormuz, naturalmente non avevo idea di quello che sarebbe successo». l
 

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