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Lavoro usurante dei portuali, apertura del Ministero

di Maurizio Campogiani

	Un momento del presidio 
Un momento del presidio 

Lo sciopero e la manifestazione promossi da Usb e Orsa hanno portato alla convocazione di un primo incontro

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Grande soddisfazione delle organizzazioni sindacali USB e Orsa Porti rispetto allo sciopero dei lavoratori portuali di oggi. In una nota si parla di grande partecipazione nei principali porti italiani, in particolare Genova, Trieste, Ravenna, Civitavecchia, Livorno, Ancona e Napoli, dove si è registrata un’alta adesione alla mobilitazione e una partecipazione significativa di centinaia di lavoratori al presidio convocato davanti alla sede del Ministero del Lavoro.

«Non è più rinviabile – sottolinea Usb – una riforma che riconosca il lavoro portuale come attività usurante ai fini pensionistici: questo il messaggio forte e chiaro partito dalle banchine e arrivato fino ai palazzi del Governo». E una delegazione sindacale ha incontrato i rappresentanti del Ministero del Lavoro, tra cui il Capo di Gabinetto Nori, il vice Sabatini e il responsabile del settore previdenziale. Ed è stata accolta la richiesta di convocare in tempi brevi un tavolo tecnico che affronti finalmente il tema del riconoscimento del lavoro usurante.

«Abbiamo inoltre chiesto – aggiunge Usb – l’avvio di un confronto serio, alla presenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sul tema del fondo di incentivo all’esodo, ancora fermo nonostante parte delle risorse sia già stata accantonata. Una misura che, a nostro avviso, non potrà essere risolutiva, ma sulla quale riteniamo necessario aprire un confronto ampio e trasparente».

La giornata di mobilitazione si è conclusa con gli interventi dei rappresentanti dei vari porti, insieme alle delegazioni dei ferrovieri e del settore logistica, con il lancio dei due nuovi appuntamenti, ovvero lo sciopero generale del 18 maggio e la manifestazione nazionale operaia del 23 maggio.

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