Cure palliative, eccellenza livornese: «Sostenere la vita con umanità» - Tutti i servizi
Il grazie a Livorno dell’associazione che sostiene i malati terminali e le loro famiglie
LIVORNO La dignità oltre la cura. Da oltre vent’anni svolgono, in convenzione con l’azienda Usl Toscana Nord Ovest e a titolo totalmente gratuito per pazienti e loro familiari, il servizio di cure palliative domiciliari. Son gli angeli dell’ associazione Cure palliative: fanno tutto questo a mezzo di un'equipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, operatori socio-sanitari (per il servizio d’igiene alla persona), psicologi, fisioterapista, musicoterapista, assistente sociale, assistenti spirituali e volontari. Un gruppo, col suo consiglio direttivo con Francesca Luschi, Luigia Catte, Spartaco Vivaldi, Valerio Gioli, Annamaria Ughi, Francesco Chelini, Francesco Lorenzini, Fabrizio Orlandi, Clara Ferrari e il presidente onorario Umberto Vivaldi. È la presidente Luschi a raccontare l’associazione. Ieri e oggi.
Da 14 anni alla guida di un’associazione diventata insostituibile per tantissime famiglie nei momenti più dolorosi. Come ci si sente?
«Mi preme precisare che è dal 2005 che sono nel consiglio direttivo e dal 2012 che sono alla guida come presidente. L’Acp è stata una sfida fin dall’inizio e una grande responsabilità che mi ha impegnato sempre di più perché oggi è diventata un onere e un onore poterla rappresentare, farla conoscere a tutta la mia città e gestirla con tutte le difficoltà che quotidianamente si presentano. Negli anni è diventata sempre più importante e punto di riferimento per tutti i cittadini che ne hanno bisogno nel momento più difficile della loro vita».
Siete i primi in Toscana per raccolta fondi e qualità. Quante famiglie state sostenendo?
«L’Acp è prima in Toscana per raccolta fondi, basti pensare che quasi l’80% dei contributi che servono per coprire i costi Acp provengono da privati cittadini (5 per mille, lasciti testamentari e patto etico) mentre solo il restante 20% proviene da contributi pubblici (convenzione con azienda ospedaliera). Per quanto riguarda la qualità del servizio noi siamo accreditati e rispettiamo i più alti standard qualitativi. Al momento stando agli ultimi dati sull’assistenza di cure palliative domiciliari nell’anno 2025 abbiamo 845 segnalazioni di cui, 544 come prese in carico e 206 come consulenze».
Dal 2003 a oggi come siete cresciuti in termini di personale?
«Ad oggi il personale conta 2 medici in forza e due medici volontari, 7 infermieri professionali impegnati h24, 3 Oss, 3 psicologhe, 4 assistenti spirituali, 1’assistente sociale, 1 musicoterapista e un fisioterapista e importante valore aggiunto 50 volontari che sono impegnati sia in Hospice sia a domicilio».
E per quanto riguarda i servizi?
«L’associazione ha introdotto: la reperibilità notturna infermieristica molto richiesta soprattutto per far fronte alle emergenze ed evitare gli accessi impropri al pronto soccorso; il progetto “Sostegno al caregiver” per far fronte e supportare il caregiver nel disbrigo delle pratiche quotidiane come preparazione dei pasti, pulizia, ritiro farmaci, compagnia al paziente. Questo progetto introduce la figura dell’Osa e del volontario. E ancora l’arteterapia svolta dalla psicologa, servizio molto richiesto. Aggiungiamo la supervisione dell’equipe per evitare il bornout dell’equipe stessa, ore aggiuntive della psicologa per il sostegno e formazione all'equipe stessa».
Cosa significa occuparsi di cure palliative?
«Significa prendere in cura la persona con il suo carico di bisogni sia fisici (controllo del dolore) sia psicologici, esistenziali e spirituali quindi si parla di una presa in carico globale continua e personalizzata. Anche la famiglia è presa in carico con tutti i suoi componenti. Le cure palliative non sono una rinuncia alla cura ma un modo più umano di accompagnare la vita sostenendo paziente e famiglia nella tutela della dignità».
Come crescerete ancora?
«L’associazione Cure Palliative ha già fatto moltissimo rispetto alle altre realtà della Toscana dove non esiste un’equipe multidisciplinare come la nostra. Rimane fondamentale continuare a lavorare in sinergia con l’azienda ospedaliera, rispondere alle esigenze della cittadinanza e alla necessità di prendere in cura pazienti sempre più numerosi, visto l’aumento delle patologie croniche e il progressivo invecchiamento della popolazione da cui deriva, come conseguenza, l’isolamento sociale delle famiglie e la loro fragilità. Tutto questo rende sempre più urgente garantire percorsi di cura accessibili continui e integrati su territorio, le cure palliative che vengono attivate a Livorno rispondono a questo bisogno: accompagnano, sostengono e non lasciano sole le persone e le loro famiglie».
Prossime iniziative?
«Con la bella stagione in programma tante iniziative soprattutto nei nostri stabilimenti balneari che coinvolgeranno i Bagni Lido, con la nuotata di beneficenza il 26 di luglio, la camminata dai Lido alla Terrazza che lo scorso anno ha riscosso oltre 600 persone ed altre iniziative che verranno».
Grazie a Fondazione Livorno
Un contributo che è garanzia di continuità del servizio. È un riconoscimento al valore sociale dell’associazione. È garanzia di una risposta concreta ai bisogni dei pazienti. Scegliere di sostenere. Per questo l’ organizzazione di volontariato associazione Cure Palliative ringrazia Fondazione Livorno. «Siamo lieti di annunciare - dicono - il prezioso sostegno ricevuto dalla Fondazione Livorno, che ha deliberato un contributo economico di 45mila euro a favore del progetto “Reperibilità infermieristica notturna nelle cure palliative domiciliari”».
Tale finanziamento permetterà alla solida realtà livornese d’integrare il servizio infermieristico domiciliare diurno con quello di reperibilità notturna, garantendo una risposta concreta ai bisogni dei pazienti presi in carico nell’ambito territoriale della provincia di Livorno. «Siamo profondamente grati alla Fondazione Livorno per averci sempre accompagnato, fin dagli inizi della nostra attività, confidando nella nostra missione e nella validità del nostro operato - va avanti la presidente Francesca Luschi - Questo contributo non è solo un aiuto economico, ma un riconoscimento del valore sociale che i nostri professionisti e volontari portano ogni giorno sul territorio. Grazie a queste risorse potremo garantire la continuità e il consolidamento del servizio di reperibilità infermieristica notturna, quale elemento essenziale delle cure palliative domiciliari. Gli obiettivi principali rimangono quelli di rispondere tempestivamente alle emergenze clinico-assistenziali dei pazienti, supportare i caregiver nelle situazioni di maggiore criticità, ridurre gli accessi al pronto soccorso e contenere il numero dei ricoveri ospedalieri evitabili».
E chiude: «Realizzare tutto questo sarebbe impossibile senza lo spirito di solidarietà di tutti coloro (istituzioni, imprese locali, cittadini) che da anni ci accompagnano fedelmente, con le loro donazioni : ancora grazie, quindi, alla Fondazione Livorno, per sostenerci nel nostro cammino». l
