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Livorno, da beni religiosi ad appartamenti e b&b di lusso: a Montenero rinasce il “soggiorno mariano” – Il progetto

di Juna Goti

	Nella foto grande i lavori in corso al "soggiorno mariano", in alto a dx un elaborato che mostra come diventerà
Nella foto grande i lavori in corso al "soggiorno mariano", in alto a dx un elaborato che mostra come diventerà

“Trasformazioni” in corso in diversi edifici di proprietà di congregazioni religiose. Gru al lavoro nella splendida villa Alma Pace di Antignano con accesso privato al mare passata alla famiglia Neri

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LIVORNO. Erano case per i pellegrini, spazi riservati ai monaci, conventi di suore, edifici perlopiù di proprietà di congregazioni religiose. In alcuni casi sono rimasti chiusi per anni, svuotati di fronte a necessità ridotte e a costi crescenti. E alla fine, dove giudicati non più utili all’attività strettamente religiosa (se non per finanziare con la loro vendita altre opere e attività) sono stati venduti. Per diventare cosa? In molti casi appartamenti o residenze turistiche, spesso di lusso.

Non saranno per esempio sfuggite a chi è passato da via di Montenero le impalcature che ora circondano l’edifico dei primi del ’900 che si trova tra la piazza del Santuario e la funicolare. Sulla facciata c’è ancora la grande scritta “soggiorno mariano”, vicino alla porta di ingresso c’è anche una targa che ricorda il fondatore della Misericordia di Montenero, l’abate Don Arsenio Viscardi: l’edificio faceva parte del fitto patrimonio dei monaci vallombrosani sul sacro colle. Dopo essere rimasto chiuso per molto tempo, un paio di anni fa è stato venduto a una società livornese, che lo sta ristrutturando: così qui stanno venendo fuori dieci appartamenti, tutti con posto auto e vista mare. La commercializzazione è stata affidata all’immobiliare di Roberto Mei.

La punta di diamante, come si legge sul sito e sui vari portali immobiliari, sarà l’appartamento con tre camere e un salone (400mila euro) che si apre su una terrazza di 130 metri quadri vista Livorno, mare, isole e monti. Le chiameranno “Residenze Monteroso”, «un progetto unico nel suo genere, che ridona vita a un elegante edificio dei primi del Novecento», «coniugando l’identità storica del fabbricato con la creazione di dieci unità abitative contemporanee». Saranno vendute al grezzo, da personalizzare, mentre le opere esterne e condominiali verranno consegnate ultimate. I primi appartamenti saranno consegnati a settembre. Nell’ambiente si dice che abbiano chiesto di visitare il cantiere non solo livornesi, ma anche non toscani e stranieri, per esempio inglesi, attirati dalla particolarità del luogo e della vicinanza del Santuario della Madonna.

Un po’ come è accaduto un paio di anni fa, sempre per restare a Montenero, alla caratteristica Villa Azzurra, anche quella ex bene dei Vallombrosani, anche quella rimasta vuota e poi trasformata: cinque appartamenti, tutti venduti, uno utilizzato anche come dimora turistica per affitti brevi.

Sarà inaugurato a maggio, invece, il ribattezzato “Bellevue Antignano”, nell’oasi di pace che per decenni è stata la casa delle suore carmelitane di Santa Teresa. Il Tirreno lo ha raccontato pochi giorni fa: le poche suore rimaste tornano a Firenze e il complesso di Antignano (4mila metri di giardino e 2.500 di spazi interni) passa alla Fa.sim Immobiliare della famiglia Perassi, che ne vuole fare una residenza d’epoca guardando al turismo chic, un B&b di lusso. Il complesso fu “convitto marino” per signore a inizio Novecento, poi convento di suore e luogo per ospitare gli anziani. Per l’ultimo intervento si parla ora di una cifra a sei zeri, tra affreschi d’epoca, giardini e perfino una cappella in stile gotico.

A un uso residenziale, appartamenti, guarda un’altra villa che è stata di proprietà delle suore, in questo caso Paoline: è la villa di via Corcos, occupata nove anni fa da famiglie senza casa. Nell’ultimo anno è passata a una società, l’Immobiliare Vicarello, che fa parte del gruppo di una famiglia di imprenditori livornesi. È in corso un tavolo in prefettura con sindacati e istituzioni: l’obiettivo è arrivare allo svuotamento senza attivare lo sgombero con la forza pubblica.

E se si parla di ville, è impossibile non notare i lavori che sono partiti a Villa Alma Pace, sul viale di Antignano, già centro pastorale: le impalcature si vedono ora, ma il prestigioso edificio con discesa privata al mare è passato pochi anni fa nelle mani della famiglia Neri, dopo che la diocesi di Livorno lo aveva ottenuto da un ente ecclesiale piacentino, al quale risulta fosse stato donato. Altra operazione a sei zeri.
 

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