Ponte mobile Fi-Pi-Li, la campata torna al suo posto: «Ecco quando sarà tutto operativo»
Il presidente della Regione Eugenio Giani: «Quando è stato realizzato il viadotto si sollevava 40 volte l’anno, ora fino a 800»
LIVORNO. All’inizio si parlava di una decina di giorni per ripristinare la campata del ponte mobile della Fi-Pi-Li, ma in realtà ne sono serviti 42 di lavoro ininterrotto. Ieri, 19 aprile, finalmente la campata è tornata al suo posto, restituendo una prima immagine di normalità anche se per la piena funzionalità (sia per il traffico stradale che per la navigazione) del ponte mobile levatoio dei Navicelli, snodo fondamentale della strada di grande comunicazione al confine tra Livorno e Pisa, servirà ancora qualche giorno. L’obiettivo resta fissato: tutto operativo entro il 27 aprile.
Le ultime lavorazioni
Da oggi, 20 aprile, prendono il via le ultime lavorazioni: il rifacimento completo della pavimentazione del piano viabile e il collaudo del nuovo meccanismo di sollevamento, nelle sue componenti meccaniche e idrauliche. È l’ultimo miglio di un intervento che, fin dall’inizio, ha avuto il carattere dell’urgenza e della responsabilità condivisa.
Tutto era iniziato il 6 marzo scorso, quando il ponte è collassato all’improvviso, dopo la rottura netta di una delle due cerniere in acciaio del sistema di sollevamento. Da quel momento, la macchina istituzionale si è messa in moto.
La regia operativa è stata assunta dalla Città Metropolitana di Firenze, che in qualità di stazione appaltante della Fi-Pi-Li ha coordinato i tecnici interni, l’impresa affidataria Avr Spa e i progettisti di Smart Engineering Srl, mantenendo un raccordo costante con la Regione Toscana – proprietaria dell’infrastruttura – e con tutti i soggetti coinvolti: Autorità di sistema portuale di Livorno, Capitaneria di Porto, Comuni di Livorno e Pisa, Port Authority di Pisa e il Gruppo Nautici dell’Unione Industriale Pisana. Una rete ampia, articolata, ma unita da una priorità chiara: ripristinare la piena funzionalità del viadotto nel minor tempo possibile, tutelando insieme la viabilità e la navigabilità del Canale dei Navicelli, arteria vitale per la cantieristica e per il porto.
Il momento più delicato si è consumato tra sabato e ieri mattina. Dopo essere stata collocata su una chiatta navale, la nuova campata – completamente rinnovata – è stata sollevata e riposizionata grazie a imponenti gru, in un’operazione millimetrica. Per consentire le manovre in sicurezza, la navigazione sul canale è stata sospesa temporaneamente.
Sul posto, a seguire le operazioni, anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, che ha sottolineato come il ponte sia oggi sottoposto a uno stress ben superiore rispetto a quello immaginato 30 anni fa. «Quando fu costruito questo pezzo di Fi-Pi-Li, questo ponte levatoio poteva alzarsi 30 o 40 volte l’anno, oggi circa 800, per cui quello che è accaduto può sempre capitare e quindi dobbiamo d’ora in poi evitare tutto questo – evidenzia Giani – . Ma come Regione Toscana diciamo che, al di là del ripristino del ponte mobile, vogliamo realizzare il nuovo ponte sullo Scolmatore perché così le imbarcazioni che oggi devono passare sotto quattro ponti levatoi, avrebbero l’accesso al mare assai facilitato».
Un’esigenza condivisa anche dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, Davide Gariglio, che ha parlato di «grande risultato» ormai vicino alla piena restituzione dell’accessibilità allo scalo. «È il frutto di un lavoro di squadra esemplare», aggiunge, ricordando però come la fragilità dell’attuale ponte resti un tema aperto. L’intensità d’uso, ben oltre le previsioni originarie, impone ormai una visione nuova: un ponte definitivo sullo Scolmatore, capace di sostenere i flussi crescenti senza interrompere né la viabilità né i traffici marittimi.
Nel frattempo, la gestione dell’emergenza ha richiesto uno sforzo organizzativo non indifferente. L’Authority livornese fa sapere di aver coordinato le attività tecnico-operative insieme ai terminalisti, garantendo la continuità dei servizi portuali anche nei momenti più critici. Durante le chiusure di via Mogadiscio, sono stati predisposti percorsi alternativi attraverso le aree del cantiere Darsena Europa, evitando l’isolamento della Darsena Toscana. È stato inoltre potenziato il presidio sanitario, per rispondere tempestivamente a eventuali situazioni di emergenza legate alla congestione del traffico.
«Grande è la soddisfazione – conclude Emma Donnini, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alla Fi-Pi-Li – per un lavoro che ha visto convergere professionalità diverse, dall’ingegneria nautica a quella stradale». Un ponte che torna al suo posto, dunque, ma anche un ponte simbolico tra territori, istituzioni e competenze. Adesso resta l’attesa degli ultimi giorni. Poi la Fi-Pi-Li e il canale dei Navicelli potranno tornare a “scorrere” insieme, come sempre.
