Il Tirreno

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Il laboratorio creativo

Partiture visuali: a Livorno l'incontro tra cortometraggi e compositori del Mascagni

Partiture visuali: a Livorno l'incontro tra cortometraggi e compositori del Mascagni<br>

In Goldonetta il progetto che intreccia cinema d’archivio e musica contemporanea: ingresso gratuito

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LIVORNO Quarta edizione per “Partiture Visuali”, il progetto che intreccia cinema d’archivio e musica contemporanea, confermandosi come uno degli esperimenti culturali più originali del territorio. L’appuntamento si terrà venerdì 17 aprile alle 18,30 alla Goldonetta, con ingresso libero. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Conservatorio Statale di Musica “Pietro Mascagni”, l’associazione 8mmezzo e la Fondazione Teatro Goldoni, e si conferma anche quest’anno come un laboratorio creativo in continua espansione, capace di mettere in relazione archivi privati di pellicole Super8 e composizione musicale contemporanea.

A sottolinearne il valore è il direttore del Conservatorio Federico Rovini: «Ci sono vari motivi di soddisfazione per il Conservatorio quando si parla di Partiture Visuali. La prima è la collaborazione con il Teatro Goldoni, e poi il rapporto con l’associazione 8mmezzo, ormai consolidato e cresciuto nel tempo». Rovini insiste sul valore formativo dell’esperienza: «I nostri studenti hanno l’opportunità di confrontarsi con l’archivio video e sviluppare il loro linguaggio compositivo, sia nella musica classica che in quella elettronica». E aggiunge: «Sono lavori molto emozionanti, spaccati di vita quotidiana che colpiscono sempre profondamente».

Il presidente dell’Associazione 8mmezzo Michele Lezza racconta la crescita del progetto: «Siamo riusciti a coinvolgere molte realtà e a restituire alla città un archivio che nasce dalle famiglie del territorio. Dieci registi, non solo livornesi ma provenienti da diverse parti d’Italia e anche dall’estero (la regista iraniana Faranak Nateghi) hanno realizzato i cortometraggi, poi reinterpretati musicalmente da dieci compositori del Conservatorio. I musicisti non sono esecutori, ma autori di una nuova opera. Abbiamo cercato una sinergia reale tra suono e immagine».

Il direttore della Fondazione Teatro Goldoni Emanuele Gamba pone l’accento sul valore dello scambio tra sguardi diversi: «Trovo molto interessante che materiali di origine livornese vengano rielaborati da artisti anche molto lontani. Questo genera nuove prospettive e arricchisce il racconto. Partiture Visuali è l’arte dell’incontro, tra storie, sensibilità e punti di vista diversi. In un tempo in cui prevalgono divisioni, iniziative come questa vanno nella direzione opposta». A seguire, il professor Fabio De Sanctis De Benedictis racconta il lavoro svolto con gli studenti del Conservatorio: «Partiture Visuali è cresciuto insieme ai corsi di composizione. Gli studenti partecipano con entusiasmo e continuità. Ognuno sviluppa il proprio linguaggio nel rispetto delle immagini e del loro sentimento». E aggiunge: «Quest’anno ci sono anche sperimentazioni con elettronica, sintetizzatori e strumenti suonati in modo non convenzionale».

Un sostegno fondamentale arriva anche dalla Fondazione Livorno, da Itinera e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. Per quest’ultima interviene Alessandra Potenti, che sottolinea: «Abbiamo scelto di sostenere questo progetto perché rappresenta un modo innovativo di raccontare il territorio. Le immagini d’archivio restituiscono anche frammenti della storia portuale e del lavoro, trasformandoli in linguaggio culturale e contemporaneo. È una forma di promozione che passa attraverso l’arte e la memoria condivisa». l


 

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