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Livorno, camperisti derubati a Quercianella: «Tremila euro di danni»

di Stefano Taglione
Il camper assaltato
Il camper assaltato

Il mezzo in sosta completamente svuotato: «Rammarico per l’attrezzatura fotografica». Portati via i vestiti e perfino il cibo per i cani: «Hanno rotto il finestrino, poi sono entrati» 

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LIVORNO. Sono stati derubati di tutto. Soprattutto dell’attrezzatura fotografica che avevano acquistato con enormi sacrifici. Quella che doveva essere una giornata di relax al mare si è trasformata in un’esperienza difficile da dimenticare per due giovani camperisti romagnoli, vittime di un furto avvenuto a Quercianella nel pomeriggio di Pasquetta. La coppia – Nicola Caminati e Veronica Corti – era in viaggio per la Toscana da alcuni giorni e aveva scelto la costa labronica per una breve sosta durante il loro itinerario. Avevano parcheggiato il camper sull’Aurelia per raggiungere un’amica al bar “Il vicolo stretto”, in via Pascoli. Dopo un’ora lo hanno trovato danneggiato e svuotato.

Secondo quanto ricostruito il raid sarebbe avvenuto in un arco di tempo molto breve. «Abbiamo pranzato in camper e verso le 15 siamo usciti per andare a trovare degli amici, portando con noi solo i cani. Gli zaini li abbiamo lasciati dentro, convinti che fosse tutto tranquillo», racconta Caminati. Al ritorno, circa un’ora dopo, la scoperta: un finestrino forzato e le porte anteriori aperte. I ladri hanno agito con precisione. All’interno del mezzo non era stato messo a soqquadro nulla: sono spariti soltanto gli oggetti di valore, peraltro facilmente trasportabili. Quattro zaini in tutto: due piccoli da otto litri, uno da trekking da 50 e un terzo più piccolo contenente l’attrezzatura fotografica.

Un bottino importante, soprattutto per il valore dell’equipaggiamento: una reflex Canon Eos 2000D con due obiettivi, batterie, caricabatterie e schede di memoria, per un totale di almeno tremila euro. Poi indumenti e pure il cibo per gli animali. «La mia compagna ha comprato tutto ciò dopo enormi sacrifici, intraprendendo un percorso che l’aveva portata a lavorarci con quell’attrezzatura». Ma il danno, sottolineano i due, va ben oltre l’aspetto economico. Negli zaini erano custoditi anche vestiti e quaderni con appunti e ricordi dal valore affettivo «inimmaginabile». Oltre alle foto della vacanza. «Ci abbiamo messo un anno per comprare tutta l’attrezzatura fotografica – spiegano – è stato un investimento graduale, fatto con sacrifici», ripetono.

Un dettaglio non di poco conto emerge dalla dinamica: i malviventi sembrano aver agito in modo mirato, quasi studiando i movimenti delle vittime. Nessun disordine. Solo ciò che poteva essere rivenduto o utilizzato. Un modus operandi che fa pensare a episodi già visti nelle stesse giornate sul Romito. Dopo il furto, i due giovani si sono attivati immediatamente, cercando aiuto fra altri camperisti presenti in zona e recandosi poi a Livorno per una prima segnalazione ai carabinieri. La denuncia formale verrà sporta nei prossimi giorni nella loro città, Cesena. Nelle ore successive, una flebile speranza si è accesa grazie ad alcune segnalazioni: qualcuno avrebbe avvistato zaini abbandonati nella vegetazione, in particolare vicino alla curva “Puccio sterza”, ad Antignano. I ragazzi, perlustrando la zona, ne hanno effettivamente ritrovato uno, completamente vuoto, nascosto in una siepe. Un segnale che conferma una pratica purtroppo diffusa: i ladri sottraggono il contenuto di valore e si disfano rapidamente del resto.

Non si tratta di un caso isolato. Sempre a Pasquetta, un altro colpo simile è stato segnalato poco distante, a Calafuria. Qui, una comitiva di ricercatori di Carrara e Sarzana è stata derubata mentre trascorreva qualche ora sugli scogli del Romito. Anche in quel caso, i malviventi hanno spaccato il finestrino dell’auto portando via tutto: computer, documenti e tablet. Un danno enorme, soprattutto per il valore dei dati scientifici. Due episodi nello stesso giorno che riaccendono i riflettori su una problematica tristemente nota lungo il litorale a sud di Livorno, spesso preso di mira durante i periodi di maggiore afflusso turistico. Nonostante i controlli e gli interventi delle forze dell’ordine, i furti continuano a verificarsi con modalità simili. Eppure, pur ancora sotto choc, i due camperisti non rinunciano a sottolineare la bellezza del luogo: «Il litorale con quelle scogliere è bellissimo, è stata comunque una splendida scoperta». Resta ora l’appello ai livornesi: chiunque dovesse imbattersi in oggetti riconducibili agli zaini rubati è invitato a farsi avanti. Veronica, a questo scopo, lascia il suo numero di telefono: 371 1746529.

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