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Livorno, 55 candidature per il ruolo di segretario generale dell’Authority: il nome in pole position

di Martina Trivigno

	Una veduta dall'alto del porto di Livorno
Una veduta dall'alto del porto di Livorno

Curriculum al vaglio del presidente Davide Gariglio che proporrà il nome al Comitato di gestione

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LIVORNO. Sulla scrivania del presidente Davide Gariglio sono arrivate 55 manifestazioni d’interesse. In altre parole, decine di profili, competenze e referenze pronte a contendersi il ruolo più delicato dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale: quello di segretario generale. Una partita che si preannunciava scontata – con in pole position la candidatura di Gianmarco Mancini, deputato della Lega Nord dal 1992 al 1994 e in seguito coordinatore della Lega in provincia di Livorno – ma che ha preso invece una piega inaspettata.

Cosa è successo

Il 2 marzo scorso sembrava fatta: Mancini, sostenuto da più fonti come candidato imminente, sembrava destinato a raccogliere l’investitura per il ruolo di segretario generale. E invece, alla prima riunione del Comitato di gestione dell’ente, il presidente Gariglio ha sparigliato le carte: nessun nome ufficiale, nessuna decisione formale, ma l’apertura di una manifestazione d’interesse.

«L’Autorità portuale procederà all’acquisizione di manifestazioni di interesse da parte di coloro che siano interessati a ricoprire il ruolo di segretario generale», aveva comunicato in quell’occasione il numero uno dell’Authority ai membri del Comitato, chiarendo anche come la scelta di aprire la procedura non andasse letta come un giudizio negativo nei confronti di Mancini.

I curricula sul tavolo

Tuttavia l’ex parlamentare leghista non è certo rimasto a guardare: nella sua manifestazione d’interesse ha messo in luce competenze manageriali, amministrative e specifiche in materia di diritto marittimo e portuale, corredate – a quanto risulta – anche da una lettera di referenze firmate dall’avvocato livornese Luciano Canepa, già presidente dell’Autorità portuale di Ancona. Era stato proprio il profilo di Mancini a suscitare qualche perplessità nel cluster portuale, legata principalmente alla necessità di competenze tecniche puntuali per gestire l’ente, che sovrintende i porti di Livorno e Piombino, infrastrutture strategiche per la Toscana e il sistema marittimo settentrionale. Da qui, la decisione di Mancini di farsi avanti con il suo bagaglio di esperienze.

L’invito ai dirigenti

Secondo quanto si apprende, nel momento in cui è stata pubblicata la manifestazione d’interesse, il presidente Gariglio avrebbe invitato i dirigenti interni di Palazzo Rosciano a farsi avanti, presentando la domanda con la motivazione legata alla conoscenza a fondo dell’ente e dei meccanismi portuali. L’apertura a tutti i profili disponibili sottolinea così la volontà di Gariglio di garantire trasparenza e di scegliere il candidato più equilibrato tra esperienza, capacità manageriale e conoscenza del settore.

Tra strategie e scenari

Il metodo scelto – valutazione diretta dei curricula – ha il vantaggio di offrire flessibilità e rapidità, ma aggiunge un elemento di suspense: tra i 55 candidati, i nomi circolati finora rappresentano soltanto la punta dell’iceberg: la rosa dei potenziali segretari generali è ampia e variegata, e potrebbe riservare sorprese fino all’ultimo. Intanto Gariglio è già al lavoro per analizzare con attenzione tutti gli elementi conoscitivi necessari per proporre la nomina al Comitato di gestione, che dovrà ratificare la scelta che, se tutto procederà secondo i piani, potrebbe essere comunicata alla fine di aprile. La decisione sarà determinante: il segretario generale non è solo un amministratore, ma il motore strategico di uno dei cluster portuali più importanti d’Italia, capace di influenzare sviluppo, attrazione di investimenti e gestione delle infrastrutture.In questo quadro, il confronto tra profili tecnici e candidature più politiche potrebbe diventare uno degli elementi chiave della scelta finale, incidendo sull’indirizzo futuro dell’Authority.In un contesto dove nomi e candidature si intrecciano con le esigenze tecniche e politiche dell’ente, la partita per il nuovo segretario generale resta aperta, con un solo dato certo: la poltrona del numero due dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale è ancora vuota.

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