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Livorno, cambia il progetto per la torre della Cigna: le grandi novità e i tempi per l'apertura del cantiere

di Juna Goti

	A sinistra la torre della Cigna oggi, a destra il progetto futuro
A sinistra la torre della Cigna oggi, a destra il progetto futuro

Potrebbero entrare nuovi investitori e una natura più commerciale delle attività. Parla il direttore di Ad Casa De Stefano

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LIVORNO. Non è più occupata abusivamente da tempo e resta al centro di un importante progetto di trasformazione. Da qualche mese è anche videosorvegliata, per evitare che diventi ogni giorno terra di nessuno. Queste sono le premesse.

Ma a distanza di cinque anni dallo svuotamento dell’edificio (aprile 2021) e a quasi due dall’annuncio del primo progetto e della partenza imminente dei lavori di restyling (era l’estate del 2024), la gigantesca torre della Cigna è ancora lì, alle porte della città, vuota e in attesa.

Il ritardo dei lavori

In attesa di cosa? Di essere riqualificata, in qualche modo reinventata, messa al centro di un progetto di rilancio, come ha più volte annunciato di voler fare il gruppo fiorentino – Ad casa – che tra il 2022 e il 2023 l’ha acquistata in parte dal Fondo immobili pubblici (Fip) e in parte dal pacchetto all’asta dell’immobiliare San Teodoro in liquidazione.

La partenza imminente dei lavori è stata annunciata prima per l’autunno del 2024, poi entro la fine della scorsa estate, da ultimo entro la chiusura del 2025, al massimo per l’inizio di questo 2026. Cosa è accaduto nel mezzo? Perché il progetto definitivo non è stato presentato e i cantieri non si sono aperti? Il gruppo fiorentino del settore immobiliare, autore di molti progetti di qualità in Toscana e fuori, ha forse perso interesse nell’investimento livornese?

La risposta, come sottolineato dai diretti interessati, è no: «La società crede fermamente nel progetto», ha evidenziato ieri il direttore Amedeo Di Stefano.

Il nuovo progetto

Al Tirreno risulta che questo ritardo nella partenza del progetto di recupero sia semmai da ricercare nell’ingresso nell’operazione di nuovi partner, con nuove modifiche al piano, per come era stato raccontato fino a qualche mese fa. La scorsa estate Il Tirreno aveva parlato della virata verso la nascita di un complesso soprattutto residenziale: un centinaio di case, con una parte dell’edificio da poter destinare all’edilizia sociale.

Oggi non si parla più di edilizia sociale, ma di appartamenti di livello, più albergo o B&B, insomma una parte ricettiva, con una serie di servizi, palestre.

Il direttore la riassume così: «Sono in corso una serie di attività volte a dare una chiusura commerciale a un progetto che renderebbe la torre un centro sia residenziale che ricettivo, dotato di servizi».

Inutile chiedere di più su eventuali partner. In città, qualche settimana fa, è per esempio trapelata la notizia di un possibile interessamento di Del Gaudio, gruppo che sul suo sito Internet mette in evidenza anche il recupero della Villa Viola, nel Viola Park della Fiorentina. Interessamento che però al momento nessuno conferma.

Le tempistiche

Di Stefano, contattato dal Tirreno, si limita ad evidenziare che in generale «operazioni di carattere significativo come quella della Torre della Cigna vengono sempre accompagnate da joint venture con investitori istituzionali, del mondo finanziario, impegnati in questo settore, ma sono tutti percorsi protetti da patti di riservatezza», «ancora non c’è niente di definito, quando lo sarà lo annunceremo». Comunque «il nostro interesse, questo sì, si può dire, è fare un progetto polifunzionale di grande qualità, ripetendo esperienze già maturate nell’ambito del concetto della riqualificazione urbana».

«Però tenga conto – sottolinea anche – che Livorno è un mercato molto diverso da quello di Firenze, quindi necessità di un’attenzione particolare per mettere giù un progetto che poi possa funzionare e non rimanga sulla carta. È importante trovare una sintesi e un equilibrio progettuale che sia positivo per città e anche economicamente sostenibile...».


I tempi? «Auspichiamo che entro un anno queste attività che stiamo cercando di porre in essere vadano nella direzione di aprire il cantiere. Quando saranno definite si potrà annunciare lo sviluppo della progettualità, l’obiettivo è presentare alla comunità il progetto definitivo entro giugno».

«Stiamo lavorando – la chiude per ora – a qualcosa di un po’ più ambizioso, un progetto di maggior qualità, più composito, per dare più vita a questo polo alle porte della città». Non si parla di centri commerciali.

Si slitta ancora, dunque. Sul sito del gruppo Ad casa al momento restano gli elaborati grafici che dal marzo 2024 pubblicizzano i nuovi appartamenti di una settantina di metri quadri, con un recupero degli spazi, un investimento energetico, parcheggi e spazi verdi.

Intanto c’è chi continua a forzare le recinzioni per entrare nel complesso. «Abbiamo dovuto mettere la videosorveglianza da qualche mese. Guardi lasciamo stare, non ci roviniamo la giornata». 


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