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Influenza in Toscana, colpo di coda: «Boom di virus, come difendersi» – I consigli dei medici di famiglia

di Martina Trivigno
Influenza in Toscana, colpo di coda: «Boom di virus, come difendersi» – I consigli dei medici di famiglia

Il coordinatore dei medici di base livornesi, Massimo Angeletti: «Si tratta perlopiù di infezioni delle vie aeree ma presenti anche forme gastrointestinali. No ad antibiotici senza prescrizione»

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LIVORNO. Anche quando l’inverno sembra ormai alle spalle, i virus stagionali (tra cui sindromi influenzali e parainfluenzali) continuano a circolare. A Livorno, come altrove, sintomi da raffreddore, tosse e mal di gola persistono nelle forme respiratorie in una sorta di colpo di coda dell’influenza, mentre le infezioni gastrointestinali mantengono il loro ciclo stagionale. Così, con l’arrivo della primavera, sembrerebbe proprio arrivato il momento di abbassare la guardia. E invece no. Per questo - come spiega Massimo Angeletti, coordinatore dei medici di famiglia livornesi e segretario della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Livorno - serve fare attenzione.

Dottor Angeletti, qual è la situazione a cui state assistendo?

«Quelle di adesso sono forme stagionali legate a virus diversi. Si tratta perlopiù di infezioni delle alte vie respiratorie, con sintomi come muco, raffreddore e mal di gola, generalmente più lievi. E poi ci sono le forme gastrointestinali. Anche quelle hanno un andamento ciclico e sono di origine virale. Si trasmettono facilmente per contatto, ma fortunatamente sono patologie benigne: fastidiose, certo, ma innocue e a risoluzione spontanea».

Come si curano in questi casi?

«Si usano farmaci sintomatici: per lo stomaco, prodotti protettivi; per la diarrea, farmaci che riducono l’iperattività intestinale e una corretta idratazione. In altre parole, in questi casi la terapia è essenzialmente sintomatica: si interviene sui disturbi, per esempio proteggendo lo stomaco o riducendo l’iperattività intestinale, e si cura molto l’idratazione. Per quanto riguarda gli integratori e i fermenti lattici, che sono molto utilizzati, va chiarito che nella fase acuta hanno una valenza scarsa o nulla».

Si spieghi meglio.

«Nonostante siano molto diffusi, non hanno una reale efficacia immediata sul decorso della malattia. Possono avere un senso eventualmente dopo, nella fase successiva, per aiutare a reintegrare la flora batterica intestinale alterata, ma non sono la risposta al problema nel momento in cui i sintomi sono in atto. È un po’ un automatismo quello di prenderli subito, ma dal punto di vista medico non è una scelta logica nella fase acuta».

Un esempio concreto?

«Spesso le persone assumono subito fermenti lattici pensando di risolvere il problema, ma nella fase acuta non hanno una reale efficacia. Ha più senso intervenire sui sintomi e poi eventualmente riequilibrare la flora intestinale».

Quali sono le regole per prevenire il contagio dei virus stagionali?

«Sono quelle che abbiamo imparato negli ultimi anni: evitare luoghi affollati, usare la mascherina quando necessario, lavarsi frequentemente le mani. E soprattutto evitare l’uso improprio di antibiotici, che vanno assunti soltanto se prescritti dal medico».

Parliamo un po’ dei numeri: com’è andata la campagna antinfluenzale?

«Innanzitutto va detto che l’andamento dell’influenza è stato abbastanza in linea con gli altri anni: forme nel complesso benigne e una percentuale di complicanze sovrapponibile al passato. Quello su cui però dobbiamo riflettere è la copertura vaccinale: tra gli over 65 siamo poco sopra il 50-55 per cento, un valore decisamente basso».

Perché è un dato preoccupante? 

«Perché parliamo di una fascia di popolazione più esposta, spesso con patologie croniche che riducono le difese immunitarie. In altre aree della Toscana si arriva al 65-70 per cento, in alcuni casi anche al 75 per cento. Vedere metà dei nostri anziani non vaccinati dispiace, anche perché il vaccino è gratuito e facilmente accessibile negli ambulatori dei medici di famiglia».

C’è ancora diffidenza verso il vaccino?

«Sì, ma va ribadito con chiarezza: il vaccino antinfluenzale è sicuro ed efficace. Non elimina completamente il rischio di ammalarsi, ma riduce in modo significativo la gravità della malattia e le complicanze. Inoltre protegge indirettamente anche le persone più fragili che ci stanno intorno».

Quindi deve essere considerato anche una forma di tutela collettiva?

«Esattamente. Non bisogna guardare solo a se stessi, ma anche agli altri. Evitare il contagio di familiari o persone fragili è fondamentale: è una responsabilità sociale, oltre che sanitaria».

Negli ultimi anni ci sono stati problemi organizzativi? 

«Ci sono stati ritardi nelle forniture dei vaccini che possono aver inciso, almeno in parte, sull’adesione. Speriamo che nei prossimi anni questi problemi vengano risolti, perché la prevenzione resta uno strumento fondamentale».

E restando in tema primavera, passiamo al capitolo allergie: stanno aumentando?

«Più che aumentare, c’è maggiore consapevolezza. È importante sfatare un mito: difficilmente si diventa allergici da adulti, nella maggior parte dei casi l’allergia è presente fin dall’infanzia. Chi è allergico conosce già i propri trigger. In caso di sintomi importanti è bene rivolgersi a uno specialista».

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