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Il lutto

Livorno, addio al cardiologo Mario Marzilli: luminare della medicina e docente

di Claudia Guarino
Mario Marzilli
Mario Marzilli

Fino al 2017 è stato primario al policlinico pisano dove si è dedicato a pazienti e allievi

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LIVORNO. Uno degli aspetti più gratificanti del suo lavoro, per lui, è stato il rapporto con gli specializzandi. Oltre a quello con i pazienti. Perché, come ha detto in un video pubblicato su YouTube da Top Doctors, «da loro si apprendono molte cose e questa per me è stata un’esperienza emozionante». Il dottor Mario Marzilli, medico cardiologo, è stato un luminare nel suo settore.

Dirigente della cardiologia universitaria a Pisa e stimato docente, Marzilli per una vita si è occupato di prevenzione cardiovascolare e di patologie come scompenso cardiaco e cardiopatia ischemica. È morto giovedì scorso, 26 marzo, a 78 anni. E ieri, 28 marzo, in tanti gli hanno portato un ultimo saluto alla chiesa di Santa Lucia, ad Antignano, dov’è stato organizzato il funerale.

La formazione

La lunga carriera del dottor Marzilli è iniziata nel 1971, quando si è laureato in Medicina e Chirurgia all’università di Pisa. E pensare che la sua idea originaria era quella di diventare ingegnere. L’ha raccontato lui stesso: «Per tutti gli anni del liceo, dato che avevo voti molto alti nelle materia scientifiche, a chi mi domandava “cosa vuoi fare? ” dicevo Ingegneria. Poi, quando andai all’università di Pisa a iscrivermi c’erano due file: feci metà della fila per ingegneria ma poi, all’improvviso, cambiai fila e mi iscrissi a Medicina». E dopo la laurea Marzilli ha conseguito, sempre a Pisa, le specializzazioni in Cardiologia e Reumatologia e in Radiologia Diagnostica, rispettivamente negli anni 1974 e 1976.

Il lavoro

Dopo uno stage svolto a Detroit, negli Stati Uniti, all’Henry Ford Hospital, è diventato responsabile dell’Emodinamica all’Istituto di fisiologia clinica del Cnr «e fu il primo – si legge sul sito dell’Università di Pisa – a portare a Pisa l’angioplastica coronarica e trattamenti innovativi nell’infarto acuto come la trombolisi intracoronarica». All’attività sul campo si è poi affiancata quella in cattedra. Marzilli è stato infatti professore ordinario di Cardiologia all’università di Siena e, successivamente, professore ordinario di Cardiologia all’università di Pisa oltre che direttore dell’unità di Cardiologia 1 dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana fino al pensionamento, avvenuto nel 2017.

«Una vocazione»

«Ha dato – scrive il professor Raffaele De Caterina sul sito dell’Unipi – contributi fondamentali alla cardiologia, attraverso ricerche sperimentali e cliniche, alla conoscenza della fisiopatologia dell’angina pectoris e dell’infarto del miocardio, documentando l’importanza delle componenti funzionali nella cardiopatia ischemica. Accanto all’impegno professionale, coltivava un grande amore per la caccia e per i suoi cani che rappresentavano un importante spazio di libertà e contatto con la natura. E la medicina per Mario Marzilli non è stata soltanto un lavoro, ma una vera vocazione, che ha sempre portato avanti fino all’ultimo con passione e senso del dovere». E l’ha fatto anche trasmettendo agli altri il suo sapere, sia agli studenti sia ai colleghi. Per esempio attraverso convegni in tutto il mondo.

«Fui molto colpito – ha detto lui stesso in una video intervista – durante uno dei miei viaggi da una frase che lessi durante il percorso dall’aeroporto alla città, a Dubai. La frase diceva “Il giorno in cui smetti di imparare smetti di esprimere una leadership”. Questo è diventato poi il motto della scuola di specializzazione in cardiologia dell’università di Pisa e una raccomandazione per tutti gli specializzandi quando lasciavano questa scuola. Non pensate adesso di sapere la cardiologia, voi sapete come si studia e come si impara la cardiologia, ma è una sfida che va vissuta giorno per giorno per tutta la vita».

L’ultimo saluto

Ieri pomeriggio ex studenti, colleghi e amici si sono ritrovati alla chiesa di Santa Lucia per dare un ultimo saluto al dottor Nario Marzilli esprimendo cordoglio e stringendosi intorno ai familiari in un grande abbraccio. «Vorrei ringraziare – dice la figlia Alessandra Marzilli – tutto il personale medico, infermieristico e tutti gli operatori dell’ospedale di Cisanello e delle cure palliative di Pisa, che l’hanno assistito con professionalità e umanità».

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