Livorno, truffa un'anziana rubandole l'oro e aggredisce il vicino di casa
Choc in via Verdi: l'uomo si è finto un carabiniere ed è poi fuggito eludendo l'intervento del dirimpettaio. Indagano i poliziotti
LIVORNO. «Dobbiamo passare da casa perché con la sua auto è stato fatto un furto». Poche parole al telefono. Poi, dopo aver suonato al campanello, le hanno svaligiato l’appartamento di gioielli: «Mi hanno rubato almeno sei anelli e tre-quattro collane», racconta la vittima, una donna livornese di 80 anni. Ancora una truffa agli anziani in città. È avvenuta nel primo pomeriggio di sabato 14 febbraio in un condominio di via Verdi, all’interno di un’abitazione al primo piano. Poco ha potuto fare il vicino, sentendo le urla della signora, visto che dopo essersi posizionato sul pianerottolo per fermare il malvivente è stato colpito con una gomitata, circostanza che potrebbe indirizzare le indagini verso l’ipotesi di reato di rapina, anziché quello “classico” di truffa.
Il racconto
La telefonata è stata seguita, come da copione, dal passaggio del truffatore, palesatosi al citofono. L’anziana, che in quel momento era da sola in casa senza il marito, le ha aperto il portone, poi la porta e ha messo da parte tutti i gioielli per poi consegnarglieli. Ma, appena in tempo, si è resa conto del raggiro. Mettendosi a gridare. È in questa circostanza che è stato aggredito il dirimpettaio, per fortuna non in modo grave, motivo per il quale non hanno nemmeno chiesto l’intervento delle ambulanze. «Soldi non ne hanno presi, non ce ne sono – racconta la donna – e se vogliono tornare io li aspetto qui all’uscio, sulla soglia. Consiglio a tutti di non aprire mai la porta, questi sono dei delinquenti: polizia e carabinieri non arrivano senza preavviso, comunque non telefonano».
Parla il marito
Il marito in quel momento era fuori casa e ha scoperto quanto accaduto al suo ritorno. È anche lui comprensibilmente sotto choc. «Ero fuori, non ho assistito a nulla – le sue parole – e non so spiegarmi come mai queste persone siano riuscite a ingannarci in questo modo. Si sono spacciate come falsi carabinieri, hanno detto che era stato commesso un furto con la mia macchina, ma io in realtà l’ho da tempo venduta, non ce l’ho più». Le indagini Subito dopo l’accaduto, nell’appartamento, sono intervenuti gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca. Gli agenti hanno parlato con la vittima, col marito e col vicino di casa aggredito, avviando le indagini che proseguiranno poi con i colleghi della Squadra mobile di via Fiume, coordinati dal vicequestore aggiunto Riccardo Signorelli. La speranza è che le telecamere della zona abbiano ripreso l’arrivo o la fuga dell’uomo, in modo tale che gli inquirenti possano dargli un volto e un nome.
I precedenti
Numerose, anche nell’ultimo periodo, le truffe ai danni degli anziani in città. L’ultima riportata dal Tirreno, con il racconto della vittima che era pure stata aggredita, era avvenuta poco più di un mese fa in viale Ugo Foscolo, vicino alla stazione ferroviaria. «Salve, sono un perito assicurativo. Sua moglie ha avuto un problema con la macchina, investendo una persona, passo subito da casa sua», il contenuto della telefonata. La persona raggirata, e spintonata, era un settantottenne livornese, poi derubato di oro, soldi e perle. Anche in questo caso le indagini sono in mano alla polizia di Stato.
Gli arresti
Proprio pochi giorni fa, però, vicino al casello di Orvieto dell’autostrada A1 (in Umbria) la polizia stradale aveva arrestato tre persone – due ventenni e un cinquantenne – che stavano rientrando al sud dopo aver truffato una novantenne livornese. Anche in questo caso si erano finti carabinieri. «Durante un controllo – avevano spiegato gli inquirenti – gli agenti avevano notato un comportamento nervoso e dichiarazioni contrastanti sulla loro provenienza che, insieme ai precedenti penali dei fermati, hanno spinto i poliziotti ad approfondire gli accertamenti. Nel sedile posteriore dell’auto è stato trovato un sacchetto contenente numerosi monili in oro, dei quali i tre non hanno saputo fornire spiegazioni». Si è scoperto, poi, della truffa in città. Per questo ora sono in carcere. A metà gennaio, invece, la polizia ferroviaria di Firenze aveva fermato a Santa Maria Novella una donna, poi denunciata, con 35mila euro di gioielli e 1.500 in contanti provento di un altro raggiro avvenuto nella nostra città.
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