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Assaltata la casa delle associazioni di Livorno. L’Arci: «Migliaia di euro di danni

di Stefano Taglione
I danni all'ingresso della stanza di Arcigay e Agedo
I danni all'ingresso della stanza di Arcigay e Agedo

Colpo dei ladri in via Terreni: stanze sfondate e una bicicletta elettrica rubata. Malviventi anche nella stanza dell'associazione Italia-Nicaragua

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LIVORNO. Hanno assaltato la “casa delle associazioni”, la struttura comunale di via Terreni dove hanno sede, fra le altre, l’Arci, l’Arcigay, l’Agedo, l’associazione Italia-Nicaragua, l’Anpi e l’Anppia. Migliaia di euro di danni nel raid che si è consumato alle porte del centro nella notte fra giovedì 12 e venerdì 13 febbraio.

I ladri, infatti, hanno sfondato tre stanze (quelle in uso all’Arci, all’associazione Italia-Nicaragua e ad Arcigay e ad Agedo che ne condividono una) rubando dall’Associazione ricreativa culturale italiana una bicicletta elettrica acquistata qualche anno fa nell’ambito di un progetto sociale attuato nel rione di Shangai. «Purtroppo – spiega il presidente di Arci Livorno, Alessio Simoncini – hanno messo a segno questo furto di cui ci siamo in mattinata e mi dispiace per il mezzo a “due ruote” perché, appunto, lo usavamo come “sportello mobile” nel quartiere nord. Fortunatamente non hanno rubato altro, ma i danni agli infissi sono ingenti, probabilmente qualche migliaio di euro, e non sappiamo ancora chi se ne farà carico, dato che l’immobile è di proprietà di palazzo civico e noi ne usufruiamo come associazioni».

Secondo Simoncini «non è un attacco specifico verso l’Arci». «In questo periodo – rimarca – certe dinamiche non possiamo certo escluderle, visto l’odio dilagante, ma non ho visto scritte di rivendicazione, né accanimenti particolari. Queste persone cercavano solo i soldi, ma dentro non ne teniamo».

«Per fortuna – sottolineano invece Martina Cardamone, presidente di Arcigay e Rita Rabuzzi, responsabile di Agedo – non ci sono stati furti. Resta un'effrazione importante, perché la porta di ingresso della nostra sede è completamente distrutta. Ed è stata spaccata anche la porta dell'anticamera dell'accesso allo spazio che condividiamo con Anppia. Si tratta di un atto becero. Per fortuna non c’è stato nessun furto – ripetono – anche perché il materiale che abbiamo in sede, come il computer e la cassa audio, è fondamentale per le nostre attività». «Oltre ai danni, abbiamo anche un senso di smarrimento per questo gesto vile, perché un intero villaggio di associazioni è stato colpito. Le associazioni – concludono amaramente Cardamone e Rabuzzi – hanno già diverse difficoltà economiche, e questo gesto da disperati ci ha indebolito».

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