Il Tirreno

Livorno

Sos commercio

Livorno, saracinesca abbassata da Unieuro a Porta a Mare: lavoratori trasferiti negli altri negozi

di Ilenia Reali
L'Unieuro di Porta a Mare
L'Unieuro di Porta a Mare

Trattative riservate per un nuovo ingresso nel locale di oltre 1.300 metri quadrati in via Primo Levi. Resta aperto il grande magazzino di via Firenze, nella periferia nord

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. I dipendenti, cinque persone più il direttore, sono stati trasferiti nei negozi di Stagno e di Pisa. Ad avere la notizia che il grande magazzino Unieuro di via Primo Levi, dentro il centro commerciale, sarebbe chiuso sono venuti a saperlo con una comunicazione ufficiale della catena tre mesi fa. Già indicata la nuova destinazione.

Nessuna spiegazione per loro, almeno nelle comunicazioni ufficiali, sui motivi per cui si era deciso di lasciare aperto in città solo uno dei due negozi, quello di via Firenze. «Non è stato necessario avvisare i sindacati – spiegano i dipendenti del negozio – dal momento che tutti siamo stati ricollegati senza particolari problemi e con il nostro consenso».

Per i clienti invece Unieuro ha scelto di dare la notizia con un cartello, appeso alla vetrina, esterna alla saracinesca abbassata, con la comunicazione della chiusura (il 31 gennaio) e l’invito a rivolgersi all’altro negozio Unieuro in città, quello di via Firenze a Stagno.

Tra i commercianti della zona si ventila l’ipotesi che la catena di elettrodomestici ed elettronica, arrivata nel centro commerciale per prima (insieme al vicino supermercato Coop), abbia deciso di razionalizzare le spese a fronte dell’importante impegno economico nel sostenere le spese di affitto all’interno del Centro di Porta a Mare per uno spazio così grande.

Dal punto di vista estetico quei 1.385 metri quadrati vuoti sono oggi un pugno nello stomaco per chi decide di fare una passeggiata o scegliere di dedicarsi allo shopping. La spiegazione sugli elevati costi di gestione che rema contro chi deve scegliere di aprire all’interno del Centro o confermare l’investimento fatto in passato, può essere confermata dando un’occhiata agli spazi rimasti ancora vuoti, come quello che occupava il supermercato NaturaSì e che ha chiuso a fine dicembre.

Colpo d’occhio che viene subito smentito dalla società proprietaria del centro, Igp, che ha fatto sapere come ci siano «trattative in corso, e ancora riservate, per ri-commercializzare di nuovo gli spazi finora occupati da Unieuro» e che «si sta lavorando sia per un ingresso importante in piazza Mazzini che occupa molti negozi» ma anche su nuovi ingressi«di insegne della ristorazione la cui apertura è prevista «a breve».

Ieri mattina, come ogni domenica il centro commerciale era frequentato da persone che lo avevano scelto per passeggiare così come, ogni giorni, si sta attestando come luogo di ritrovo per chi sceglie di andare a cena nei ristoranti aperti all’interno.

Per quanto riguarda Officine Storiche, l’ultima parte inaugurata nel 2023, Igd sottolinea come la struttura abbia avuto una buona accoglienza dai livornesi e che «nel 2025 sono stati raggiunti i tre milioni di visitatori» un risultato che giustifica come non «ci sia nessun problema» per quanto riguarda l’appeal del Centro che ha all’interno anche servizi come Tonic, 5mila metri quadrati, tra piscina e sale fitness o la catena di distribuzione di abbigliamento Primark. Ma anche brand con spazi più piccoli che in questo periodosono di maggiore tendenza, da Pandora a Flying Tiger Copenhagen, Starbucks, tanto per fare alcuni esempi.

Gestire e occupare tutti gli spazi del Centro di Porta a Mare, di fatto una città nella città con suoi 31.200 metri quadrati complessivi, non è affatto semplice nonostante Igd abbia 25 gallerie in 12 regioni italiane e un valore del portafoglio immobiliare di 1,7 miliardi di euro.

Gioca a favore dell’area commerciale livornese, indubbiamente, la vicinanza e la bella vista sul mare che rendono il centro attrattivo e la presenza di marchi che in molti casi non si trovano in altre zone della città oltre ad alcuni locali affidati a società, studi medici (e naturalmente il supermercato Coop) che danno la garanzia che si possano fare più cose, in poco tempo, fermandosi in un solo luogo.

Primo piano
La tragedia

Viareggio, ha un malore alla guida del camion e si schianta sulle auto in sosta: morto a 59 anni

di Roy Lepore
Speciale Scuola 2030