Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta

Livorno, incidente mortale sul lavoro: la procura apre un fascicolo senza ipotesi di reato

di Stefano Taglione

	Il piazzale di via Piombanti dove è morto Federico Ricci
Il piazzale di via Piombanti dove è morto Federico Ricci

Indaga l'ufficio prevenzione dell'Asl sulla tragedia costata la vita al cinquantenne Federico Ricci. Tutto è in continua evoluzione e non è affatto esclusa l'ipotesi dell'omicidio colposo

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LIVORNO. Un fascicolo fino a sabato 24 gennaio iscritto senza ipotesi di reato. È quanto conferma la Procura di Livorno dopo l’incidente sul lavoro che ha spezzato la vita di Federico Ricci, l’operaio livornese di 50 anni morto due giorni fa in un piazzale di un’azienda edile di via Piombanti, “Ardenza” il nome dell’impresa. Tutto resta però in continua evoluzione: le indagini sono appena partite e delegate dal pm Daniele Rosa all’ufficio prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl Toscana nord ovest, il cui personale due giorni fa è intervenuto nella ditta insieme agli agenti delle volanti, della scientifica e della Squadra mobile.

L’ipotesi di reato che ragionevolmente potrebbe essere formulata dal sostituto procuratore è omicidio colposo. Il fascicolo potrebbe quindi continuare a essere aperto contro ignoti oppure – se dovessero essere ravvisate eventuali responsabilità – con l’iscrizione di persone nel registro degli indagati. Decisioni che dovranno essere prese nei prossimi giorni, probabilmente già domani, in previsione dell’autopsia, che deve comunque ancora essere disposta.

L’inchiesta per ora ha appurato come nessuno, neanche i dipendenti dell’azienda affittuaria del piazzale, abbia assistito all’incidente. Un operaio, infatti, se ne è accorto dopo, quando Ricci era già morto. Nei palazzi circostanti ci sono delle telecamere, ma non hanno ripreso nulla perché non funzionano. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti in merito alla causa dell’incidente sono due: un’errata manovra (Ricci stava manovrando il braccio meccanico con un telecomando dalla sommità del pianale, collegando manualmente il gancio all’imbracatura e quest’ultima ai bancali di tegole) o il cedimento della pressa del braccio che lo ha poi colpito sulla nuca uccidendolo sul colpo.
 

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