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Vince il posto fisso al Comune dell’isola di Capraia: «Meglio che ingegnere a Milano»

di Franco Marianelli
Vince il posto fisso al Comune dell’isola di Capraia: «Meglio che ingegnere a Milano»

La storia di Tommaso Lucchesi, 27 anni e due lauree. Dal primo di ottobre è uno dei quattro dipendenti del piccolo Municipio: «Vento permettendo torno a casa una volta a settimana»

21 febbraio 2024
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LIVORNO. Meglio ragioniere in Capraia o ingegnere a Milano? Al quesito Tommaso Lucchesi sorride e fa capire come un “terza via” sarebbe sicuramente la preferita «anche se vivere nell’isola ha il suo fascino, però…». Il “però” è dovuto al fatto che Lucchesi, livornese, ha 27 anni, la fidanzata a Livorno e tanta voglia di vivere come è naturale che sia alla sua età. E in Capraia la vita serale (soprattutto in inverno) è notoriamente modesta.

Con alle spalle una doppia laurea in Scienze della Comunicazione e in Storia (che fa escludere a priori la scelta ingegneristica) Tommaso dal primo ottobre dallo scorso anno, dopo il superamento di un concorso, è diventato uno dei quattro dipendenti di ruolo del municipio isolano (dieci con gli incarichi a tempo determinato).

Ma perché con le sue lauree umanistiche lo hanno collocato in ragioneria? «Beh, per il semplice motivo che in pianta organica mancava il ragioniere – risponde lui –. Ma guardi che la cosa mi solletica, intendo dire la possibilità di studiare una materia che sino al primo ottobre non conoscevo affatto. Mi ha fatto da tutor nell’incarico, per dimostrare la dimensione familiare dell’isola, l’economa in pensione».

Quando non lavora Lucchesi passa il tempo leggendo. «La lettura è il mio sport preferito. Poi passeggio. Qui ovviamente i sentieri da percorrere non mancano. Non ho ancora incontrato i mufloni che mi dicono ancora esserci».

E i rapporti con gli isolani? «Fantastici. Non ho mai incontrato freddezza dal primo giorno che sono sbarcato sull’isola. Ogni capraiese è diverso da un altro. Poi molti come me non sono originari dell’isola e ognuno ha una storia da raccontare. Gli ultimi sono una coppia di belgi qui per fare i botanici. In inverno ci sono circa 150, 200 persone. Ci sono comunque anche in questa stagione due bar e due ristoranti nei quali ci ritroviamo per momenti conviviali. La vita professionale è fantastica e i rapporti tra noi ottimi, dal sindaco Lorenzo Berti alla precedente Marida Bessi».

Ogni settimana Lucchesi ritorna a Livorno, «vento permettendolo». E sogna il ritorno a casa: «Ma so già che avrò la nostalgia di un posto nel quale, affacciandoti alla finestra di casa e a quella dell’ufficio, vedo l’orizzonte mi mancherà».


 

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