Il Tirreno

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L'intervista

Livorno, parla l’anziana aggredita da cinque cani: «Quei pitbull me li sogno la notte» – Video

di Stefano Taglione

	La signora Bruna, azzannata da cinque pitbull
La signora Bruna, azzannata da cinque pitbull

Parla Bruna, 82 anni, azzannata un mese fa mentre passeggiava in corso Amedeo. «Mi hanno attaccato da dietro mentre camminavo, sentivo staccarsi la pelle»

06 dicembre 2023
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LIVORNO. «Quei cani me li sogno la notte e ho paura anche solo a camminare. Di quella maledetta mattina ricordo poco: stavo tornando a casa col carrellino della spesa quando mi sono sentita afferrare da dietro. All’inizio pensavo che fosse qualcuno che volesse derubarmi, tipo uno scippatore, invece erano cinque pitbull che mi stavano strappando la carne. Un dolore atroce, poi il buio».

A parlare è Bruna, 82 anni, la donna che il 3 novembre scorso in corso Amedeo è stata sbranata da cinque pitbull usciti da un appartamento, forse a causa di una forte raffica di vento (quel giorno, Livorno, è stata devastata dal maltempo ndr). Gli animali l’hanno scaraventata dal marciapiede sull’asfalto, rompendole il femore sinistro e provocandole ferite in varie parti del corpo, suturate in ospedale con decine di punti: sulla gamba destra, sulle braccia e perfino su una spalla. «Se al mio posto ci fosse stato un bambino sarebbe morto, ne sono certa. Non credo ancora a quanto mi è successo, i pitbull hanno addirittura aggredito al braccio la loro padrona che dopo ha cercato di riprenderli».

A salvarla, però, sono stati tre passanti-eroi: il sessantaquattrenne Fabrizio Alibrando, che abita là vicino e si è messo nel mezzo afferrando un cane per le braccia, e i commercianti Denny Ietro (tatuatore, che ha rinchiuso uno degli animali nel suo negozio) e Gabriele Polonia, cuoco-macellaio con uno storico punto vendita all’Origine, il giovane che è riuscito a portare la donna al sicuro, su una macchina in transito, con l’automobilista che l’ha poi trasferita di corsa in ospedale.

Bruna, ci racconti cosa è successo?

«Erano le 11,30 all’incirca quando stavo camminando per la strada col mio carrellino della spesa all’altezza dei bidoni dei rifiuti. Mi sono sentita afferrare da dietro, pensavo fosse uno scippatore o un operatore dell’Aamps che per sbaglio mi aveva agganciata insieme ai bidoni, visto che stava passeggiando accanto ai cassonetti. Invece no, erano quei “bestioni”, pitbull inferociti come non mai».

Poi?

«Mi hanno sbranata, strappandomi la pelle. In pochi secondi sono finita per terra e loro, scorrazzando fra i bidoni, si azzannavano e allo stesso tempo mi mordevano con inaudita violenza. Non potevo fare niente, cercavo di coprirmi il volto con le braccia. Me le hanno rovinate. Se non avessi avuto il piumino pesante, fra l’altro, mi avrebbero morso pure sul collo. A quel punto sarei morta dissanguata, è andata benissimo nella disavventura».

Tre persone l’hanno salvata.

«Le voglio ringraziare, perché mi hanno salvato la vita, specialmente Alibrando. Non ricordo niente di loro, perché il dolore mi ha fatto praticamente perdere i sensi. So solo che con una macchina, una Fiat Panda, mi hanno portato di corsa al pronto soccorso. Ero piena di sangue. Qualcuno mi ha trascinato fino all’auto, infilandomici dentro. È stato terribile».

È mai stata contattata dai proprietari degli animali?

«No, non so chi siano e neanche li voglio vedere».

E i suoi “eroi” li ha rivisti?

«Con alcuni ho parlato al telefono, ringraziandoli, mentre Denny (il tatuatore ndr) è venuto a trovarmi in ospedale mentre ero ricoverata. È stato molto carino e gentile»

Lei vive da anni all’Origine, dove è conosciutissima. Ora però ha paura a ripassare da lì.

«Certo, anche perché i cani neanche glieli hanno sequestrati. Quegli animali me li sogno la notte, eppure quella è la mia strada e non posso far altro che passarci. Sono una persona autonoma e appena mi riprendo voglio tornare ad andare in giro da sola, come ho sempre fatto fino a quest’età. Non ho alcun tipo di problema di salute e amo i cani, visto che mia figlia ne ha uno bellissimo, che è un amore. Il problema sono i proprietari».

Cosa si aspetta dalla giustizia?

«Spero che qualcuno faccia qualcosa, non è possibile camminare per la strada e rischiare così la vita. Lo ripeto: se al mio posto ci fosse stato un bambino, sarebbe morto. Quegli animali erano impazziti, sembrava che avessero fame e non volevano saperne di mollarmi. Spero che le forze dell’ordine facciano qualcosa, perché certe cose non è giusto che accadano a nessuno».

 

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